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Archivio per 'Impresa & Fiscalità'

Rinnovabili: agevolazioni IVA per piccoli impianti

Inviato da jacarta il 30 agosto 2010

Nuove indicazioni per la fruizione degli sgravi fiscali in relazione agli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili: niente IVA per piccoli impianti ad uso domestico

IVA Agenzia Entrate

Non solo Fotovoltaico: la nuova risoluzione 88/E dell’Agenzia delle Entrate specifica le modalità di agevolazione fiscale per i contribuenti (persone fisiche ed enti non commerciali) che produrranno energia da fonti rinnovabili non da fonte solare per uso esclusivamente personale.

Niente IVA da pagare sulla tariffa fissa omnicomprensiva versata da GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per la produzione di energia elettrica da piccoli impianti entro i 20Kw.

Ai fini fiscali, pertanto, la cessione dei crediti da parte del GSE rientra tra i redditi diversi e non concorre ai fini della tassazione diretta nel reddito d’impresa.

La clausola per godere dell’incentivo? L’energia verde prodotta dovrà esclusivamente alimentare la sede dell’azienda o l’abitazione privata, senza essere rivenduta sul mercato.

Ipotesi, quest’ultima, che implicherebbe invece per l’azienda o il contribuente individuale una tassazione da esercizio di lavoro o attività commerciale sul corrispettivo versato dal GSE, su cui andrebbe perciò pagata l’IVA.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate spiega infatti che l’eventuale immissione in rete di energia rinnovabile non auto-consumata costituisce attività commerciale anche quando è effettuata da persone fisiche o enti non commerciali, e non solo da contribuenti che svolgono attività commerciale o di lavoro autonomo.

Fonte: PMI.IT – Alessandra Gualtieri

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ComUnica: 180mila imprese nate via Web ComUnica: 180mila imprese nate via Web

Inviato da jacarta il 30 agosto 2010

Si è dimostrata un successo la nuova procedura telematica di avvio d’impresa: dal primo aprile, un milione di pratiche hanno viaggiato in Rete

UnionCamere

Bilancio positivo per ComUnica, la nuova procedura telematica di avvio d’impresa, e di comunicazione nascita, cessazione o variazione dell’attività, inaugurata lo scorso primo aprile.

I dati Unioncamere e Infocamere parlano chiaro: 182.581 imprese nate via Web, di cui oltre 103mila (57%) subito operative.

Altre 624.677 pratiche telematiche hanno riguardato invece comunicazioni sullo stato dell ‘ impresa (cessazione o variazione dell’attività). In tutti, sono state dunque un milione circa le pratiche che hanno viaggiato in Rete, verso Camere di commercio, Inps, Inail, Agenzia delle Entrate e Registro Imprese.

Tra i soggetti coinvolti sono state soprattutto le società a ricorrere a ComUnica, inviando il 67,4% di tutte le pratiche virtuali spedite online alle Camere di Commercio.

Per iscrizione, modifica o cancellazione – da parte di aziende e intermediari abilitati – si parla di una media di circa 8mila richieste al giorno. Ha commentato così il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello:«Dalla data di avvio al 31 luglio sono state oltre 945.000 le pratiche ComUnica inviate alle Camere di Commercio attraverso il sito www.registroimprese.it, il che ci conferma quanto le aziende, soprattutto piccole e medie, considerino essenziale questo nuovo strumento di snellimento delle pratiche burocratiche e di semplificazione amministrativa».

Fonte: Pmi.it – Alessandra Gualtieri

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Sicilia, 20 milioni per le Rinnovabili

Inviato da jacarta il 26 maggio 2010

La regione Sicilia crede nelle energie rinnovabili e istituisce un fondo di garanzia da 20 milioni di euro. Il provvedimento, dedicato alle Pmi, coprirà il costo di installazione di impianti fotovoltaici fino a 20kW

Finanziamenti x Solare

La Sicilia continua a credere nel business del Fotovoltaico: la Regione incentiverà le Pmi a istallare impianti di piccola potenza, capaci di soddisfare il fabbisogno annuale di energia elettrica, grazie a un fondo di garanzia da 20 milioni di euro, a valere sui fondi Par Fas 2007-2013.

La misura finanziaria coprirà le spese di installazione per impianti con una potenza massima non superiore ai 20kW.

Istituito attraverso l’articolo 105 della Legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010, recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2010″, il fondo affiderà la gestione delle risorse agli «istituti di credito o alle istituzioni finanziarie per le imprese e le famiglie” capaci di dimostrare i requisiti tecnici e organizzativi previsti dalla normativa vigente».

Lo stesso articolo prevede inoltre le modalità per l’attuazione della Direttiva 2001/77/CE sulle rinnovabili sul territorio della Regione. Prima dell’entrate in vigore della normativa si applicherà comunque il Piano energetico regionale siciliano (PEAR) del 2009, rientrato recentemente in vigore una volta sospesa la sentenza del Tar che ne bloccava l’adozione.

Fonte: PMI.it – di Alessandro Vinciarelli martedì 25 maggio 2010

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Rapporto Assinform 2010: spesa IT, bene le imprese. Bocciata la PA

Inviato da jacarta il 26 maggio 2010

La PA affossa la ripresa economica: è la denuncia del Rapporto Assinform 2010. Mentre riprendono gli investimenti IT aziendali, le lacune hi-tech della PA compromettono la competitività del Sistema Paese

Scuola Digitale

Innovazione Tecnologica

Pessimi i risultati ottenuti dall’Italia nel campo degli investimenti pubblici in innovazione tecnologica (ICT -1,5% e IT -5,4%, solo TLC +1,1%) a scapito di utenti e imprese: lo rivela il Rapporto Assinform 2010. Mentre le aziende tornano faticosamente a investire in IT, il gap tecnologico del Paese con il resto del mondo si allarga: ICT -4,2%, IT -8,1% e TLC -2,3%.

A fare sforzi sono solo le aziende: a fine marzo 2010 in Italia la spesa IT faceva registrare -2,9%, il 4% in più dello stesso periodo 2009 (-6,8%).

Ad investire in IT sono soprattutto le imprese manifatturiere e dei Servizi, in particolare quelle di medie dimensioni, che stanno cogliendo l’invito a credere nei nuovi progetti innovativi e servizi digitali come unico possibile motore dell’economia, a differenza della PA ancora in grave ritardo.

Tra le imprese, l’IT viene infatti visto sì come strumento per ridurre i costi aziendali, ma anche come investimento chiave per l’efficienza e lo sviluppo delle capacità di business delle imprese, grazie a progetti mirati.

I tagli dovuti alla crisi non hanno risparmiato il settore (-8,1% nel 2009), penalizzando soprattutto consulenti e lavoratori indipendenti, anche se Assinform ha rilevato che il 40% (contro il 19% del periodo precedente) dichiara un migliore andamento degli investimenti, con budget IT in crescita a +22%.

Nel 2009 il mercato IT ha segnato -9,5% per l’industria, -10,4% per le banche, -9,4% per il mercato consumer -6,2%, per i trasporti -7,7% e per la distribuzione e servizi -7,5%.

Il gap dell’Italia con il resto del mondo è frutto principalmente dell’arretratezza degli investimenti in IT della PA (-4,3%), penalizzando il Paese intero sul piano della competitività.

Fonte: Pmi.it – di Noemi Ricci martedì 25 maggio 2010

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Rapporto Industria 2010: ripresa solo per il 30% delle Pmi

Inviato da jacarta il 20 maggio 2010

Solo un terzo delle piccole e medie imprese italiane riuscirà a riemergere dalla crisi entro il 2012. Lo dice il Rapporto Industria 2010 della Cisl, che evidenzia le difficoltà nei fatturati delle aziende e il rischio occupazionale per i lavoratori

Economia in Crisi

La crisi tiene ancora le imprese italiane sotto scacco e la situazione non cambierà nemmeno nei prossimi anni. Lo dice il Rapporto Industria 2010, presentato ieri dal segretario nazionale Cisl Raffaele Bonanni, e dal segretario confederale Luigi Sbarra.

Secondo il 7° Rapporto Industria Cisl, il 66% delle Pmi non riuscirà ad agganciarsi alla ripresa internazionale.

Dati in controtendenza rispetto alle più ottimistiche stime recenti: solo il restante 33% delle aziende, grazie anche ad un nuovo impulso delle esportazioni, riuscirà a rimettersi in carreggiata, registrando un bilancio estero migliore rispetto al -21% del 2009.

Le ricadute negative sulla situazione occupazionale penalizzerà i dipendenti, dopo aver già mandato a casa 350mila lavoratori, (il 7% degli occupati) senza considerare le attività di sostegno della cassa integrazione guadagni.

Dal punto di vista territoriale le regioni più colpite risultano la Lombardia con il 25,2% degli occupati e il 31,9% delle ore di cassa integrazione, e il Piemonte con il 9,9% degli occupati e il 17,5% delle ore.

Male il comparto metallurgico, che segna un triste incremento del 854,7% della cassa integrazione ordinaria e straordinaria, e il meccanico +411,1%. In forte difficoltà anche altri settori, tra cui il legno (+363,3%) e il chimico, petrolchimico e materie plastiche (+308,1%).

Fonte: PMI.IT – Alessandro Vinciarelli 19.05.2010

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I ritardi nei pagamenti affossano le Pmi

Inviato da jacarta il 21 aprile 2010

Ritardo pagamenti della PA

Le Pmi italiane sono in pratica gli istituti di credito più “generosi ed affidabili” nei confronti dello Stato” La provocazione è purtroppo assai verosimile alla luce dei dati sui tempi di pagamento alle piccole imprese, che si traducono in attese anche di 600 giorni, per recuperare i crediti vantati nei confronti degli enti pubblici.

Il tempo medio di attesa per riscuotere un credito da una pubblica amministrazione si attesta sui 128 giorni contro i 67 della media UE, ma anche le aziende private saldano i propri fornitori in 88 giorni.
Questi ritardi costano 934 milioni di euro l’anno, e a farne le spese sono proprio le Pmi che, alla fine, non hanno accesso al credito.

Secondo Assifact, Associazione italiana per il Factoring, i crediti vantati dalle imprese nei confronti di amministrazioni centrali e enti sanitari locali sono stimati in 60-70 miliardi.

Le Pmi non hanno altra opzione oltre l’attesa, visto che di questi tempi anche la scelta di trascinare in tribunale un proprio cliente <(soprattutto un ente pubblico…) ha come unica certezza la perdita.

La UE tenta di porre rimedio annunciando l’approvazione di una direttiva che fissa a 30 giorni il termine massimo dei pagamenti della PA, con sanzioni del 5% per ogni giorno di ritardo.

Intanto, causa i problemi di liquidità dovuti ai ritardi nei pagamenti delle fatture, i piccoli imprenditori sono costretti a rivolgersi alle banche per chiedere finanziamenti, ma anche qui la strada si rivela tutta in salita: la metà delle Pmi fornitrici di beni e servizi alla pubblica amministrazione denuncia una maggiore difficoltà di accesso al credito.

Il paradosso è portato all’estremo nel momento in cui lo Stato, in presenza di debiti per tasse, imposte e contributi blocca i pagamenti pur in presenza di crediti da parte delle imprese senza possibilità di procedere ad una compensazione.

Se lo scenario sul fronte pubblico è demoralizzante, ancor meno esaltante la situazione che si sta delineando da qualche tempo nei rapporti tra imprese private.

In aumento i “cattivi pagatori” tra le imprese italiane. Dal 2007, anno in cui circa il 50% delle imprese onorava i propri debiti nei termini pattuiti, la percentuale dei debiti commerciali pagati in ritardo è schizzata verso l’alto, complice anche la crisi finanziaria. In questo caso (purtroppo) il recepimento della Direttiva UE 2000/35 che sanziona i ritardati pagamenti non ha avuto gli effetti sperati.

Fonte: Pmi.it – Paolo Sebaste

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MARCEGAGLIA: GIRIAMO PAGINA TUTTI INSIEME, IL PAESE STA DECLINANDO

Inviato da jacarta il 12 aprile 2010

Emma Marcegaglia Presidente Confindustria

11 apr. – Confindustria chiede di voltare pagina tutti insieme perche’ il Paese sta declinando. Lo ha affermato il presidente degli industriali Emma Marcegaglia, concludendo la due giorni del convegno del Csc a Parma. Dopo la forte crisi che ha colpito il nostro Paese, ha detto la leader degli industriali, “in cui governo sindacati e imprese abbiamo tutti lavorato insieme per evitare il peggio, sentiamo l’esigenza di voler girare pagina perche’ i dati ci dicono che il Paese sta declinando”.

Invece e’ necessario “riprendere la capacita di guardare al futuro. Se lavoriamo insieme – conclude – possiamo tornare a crescere ma non possiamo essere lasciati soli servono decisioni chiare e serie da prendere velocemente”.
MARCEGAGLIA A BERLUSCONI, SENZA CREDITO BANCHE TUTTI A FONDO - Se le banche non concederanno credito non andranno a fondo solo le imprese ma tutti quanti. E’ l’avvertimento del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che nel corso del convegno del Csc, ha rivolto un appello al premier Silvio Berlusconi: “Senza credito vuol dire che andiamo tutti a fondo. Presidente – ha affermato – ti chiedo un impegno molto forte anche a livello europeo. Ti prego di fare qualcosa, ti chiediamo un impegno importante a favore dell’industria”.
REGIONALI: CAMPAGNA PESSIMA TANTE LITI E NO PROGRAMMI - La campagna elettorale per le regionali “e’ stata pessima, una bruttissima campagna di liti e di screzi con accuse a Napolitano e senza parlare mai di programmi”. Lo ribadisce il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, nell’intervento conclusivo del convegno biennale del Csc. Tuttavia la questione “e’ ormai alle spalle” e ci sono tre anni di tempo “per voltare pagina”.

TAGLIO TASSE IMPRESE E LAVORATORI, NON C’E’ TEMPO - Bisogna tagliare le tasse subito e bisogna abbassarle a chi “tiene in piedi il Paese” cioe’ imprese e lavoratori. Lo ha chiesto al premier Emma Marcegaglia, specificando che non si puo’ aspettare tre anni per la riforma del fisco ma bisogna fare qualcosa subito a partire dal taglio dell’Irap. “Le tasse vanno abbassate – ha detto -. La situazione fiscale in Italia e’ molto problematica, c’e’ un’enorme evasione fiscale e chi paga le tasse ne paga una quantita’ insostenibile. Bisogna mettere mano alla riforma e’ un fatto molto importante. Fare la riforma nel triennio – ha proseguito – e’ importante e noi collaboriamo ma non possiamo aspettare tre anni vogliamo vedere qualcosa subito. Serve abbassare le tasse su chi tiene in piedi il Paese: le imprese e i cittadini”. E in particolare come primo passo tagliare l’Irap.

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Ricerca industriale, sbloccato 1mld di fondi

Inviato da jacarta il 5 febbraio 2010

 L’Italia è indietro nella R&S, tanto da richiedere un intervento d’urgenza: 1 miliardo di euro in arrivo, con la riallocazione di risorse nel Fondo Agevolazioni alla Ricerca (FAR) 2009. Si attende ora la publicazione in G.U.

Con il decreto ministeriale firmato dalla responsabile dell’Istruzione Mariastella Gelmini, è stato sbloccato un miliardo di euro in fondi per la ricerca industriale. Il Fondo Agevolazioni alla Ricerca (FAR) 2009 è ora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Il plafond si articola in 546,7 milioni di credito agevolato e 522,7 milioni tra contributi in conto capitale e credito d’imposta, derivanti da ri-allocazione di risorse esistenti.

Due i filoni di risorse che confluiranno nel FAR 2009: uno del valore di 816,5 milioni di euro di derivazione nazionale, di cui 447,9 milioni provenienti dai fondi FAR precedenti inutilizzati. L’altro, di 252,4 milioni, deriva dalle aree depresse.

Tre i percorsi individuati dal decreto ministeriale 593 del 2000:

  • percorso bottom up, destinata ai progetti di ricerca industriale che prevedano innovazioni di prodotto, di processo o di servizi o di formazione. Appositi organismi ministeriali valuteranno le proposte delle aziende;
  • percoso top down di natura negoziale, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca effettuerà un’attività di programmazione o di concerto con altri enti pubblici alla quale le imprese saranno tenute a rispondere;
  • erogazione in via automatica di contributi alle Pmi che compiano attività di incentivazione alla ricerca industriale, ad esempio assumendo ricercatori, o concedendo borse di studio per dottorati, o ospitando personale distaccato da università o enti pubblici.

Circa la metà del fondo sarà destinato alla creazione di uno sportello per le aziende per la gestione di un fondo rotativo da 510 milioni di euro, secondo i requisiti di accesso che saranno definiti da un successivo decreto ministeriale. Il finanziamento prevede la restituzione del prestito ottenuto in 10 anni con un tasso agevolato dello 0,5%.

Cinque le tipologie di progetti finanziabili: ricerca in ambito nazionale, programmi intergovernativi di cooperazione, formazione di ricercatori o di tecnici nel settore industriale e ristrutturazione dei centri di ricerca.

Alle iniziative di programmazione negoziata sono destinati 290 milioni sotto forma di contributi in conto capitale, dei quali 100 milioni sono già stati impegnati per favorire la partecipazione delle aziende del Centro-nord nel primo bando del Pon “Ricerca e competitività 2010-2013″.

Infine, 95 milioni di euro saranno destinati alle iniziative di riorientamento e recupero di competitività di strutture di ricerca industriale, incluse le attività di formazione, 74 milioni ai bandi del Miur, 50 milioni all’assunzione di ricercatori e l’erogazione di borse di studio, 10 milioni alle attività di spin-off di docenti universitari o ricercatori che costituiscano un’apposita società.

Il ministro Gelmini ha precisato che i fondi saranno destinati «solo a progetti di qualità e in senso meritocratico. È finita l’epoca dei finanziamenti a pioggia».

Fonte: PMI.IT

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Imprese “Altra Economia”: un mercato da 60 mld di euro Imprese “Altra Economia”: un mercato da 60 mld di euro

Inviato da jacarta il 22 settembre 2009

In Italia aumentano le Pmi operanti nella cosiddetta Altra Economia: un business profittevole che fa emergere le potenzialità di Finanza etica, Credito cooperativo ed Energie rinnovabili

www.altraeconomia.org

www.altraeconomia.org

Dal “Primo rapporto nazionale sull’Altra Economia“, realizzato da Obi One Coop e presentato in occasione dell’omonimo festival a cura della Regione Lazio, emerge un quadro imprenditoriale dinamico e pieno di opportunità per le Pmi: in controtendenza rispetto alla crisi, le “imprese alternative” producono il 4% del Pil lordo e 60 mld di euro di valore aggiunto, dando lavoro a 1,4 milioni di occupati.

Quali e quante sono le aziende italiane dell’Altra Economia? Parliamo di un bacino di oltre 167.000 imprese e organizzazioni no-profit che ogni anno registrano entrate superiori ai 50mila euro.

E non si parla solo di agricoltura biologica (PIL a 1,3 mld di euro) e Commercio equo e solidale (PIL da 11 milioni di euro), ma anche di Finanza etica ed Energie rinnovabili, Riuso e riciclo dei materiali e software libero.

Ad accomunare le imprese che operano in settori così diversi è il reinvestimento degli utili nell’azienda stessa.

I dati statistici raccolti e rielaborati da Obi One Coop rivela come questo segmento produttivo costituisca oggi per l’economia italiana una interessante leva di sviluppo e ripresa post-crisi, considerato che oltre ai 700mila volontari impiegati l’Altra economia assorbe il 6% degli occupati complessivi nel Paese.

Finanza etica e Credito cooperativo sono ancora settori giovani, ma “pieni di speranze”: 60 imprese, 230 addetti, valore aggiunto di 11 mln di euro per il primo; 430 piccole banche, 30mila addetti e un valore aggiunto di 5 mld di euro per il secondo.

Le Energie rinnovabili è il settore più interessante: in Italia, le fonti rinnovabili soddisfano il 17,1% sul consumo interno lordo di energia elettrica. Le 360 imprese che vi operano, producono e distribuiscono energie alternative per 2,4 mld di euro di valore aggiunto, dando impiego a 11mila occupati.

Il Software Libero occupava a fine 2008 27mila addetti e interessava quasi 6mila imprese, per un valore aggiunto di 1,4 mld di euro.

Tra i nuovi e più profittevoli segmenti spicca tra tutti quello del riuso e riciclo, con 65mila imprese che producono un valore aggiunto di 23 miliardi di euro ogni anno, impiegando 546mila lavoratori. Si tratta di una realtà in forte evoluzione, che non annovera più tra le sue fila soltanto i piccoli artigiani o la cosiddetta “filiera corta” ma si estende fino a divenire sistema industriale.

Alla luce degli incoraggianti dati ci si interroga a questo punto sullo scenario normativo italiano? Fino a che punto l’Altra Economia è sostenuta dall’attuale assetto legislativo? Lo scenario è frammentato.

La Regione Lazio, forte sostenitore delle nuove realtà d’impresa alternative, si è impegnato dal 2005 predisponendo le prime leggi su agricoltura biologica e di software libero e istituendo il Fondo per il microcredito. Quest’anno, inoltre, ha varato la prima legge regionale italiana sull’altra economia, definendone ufficialmente settore, normativa, azioni di sostegno e diffusione, nonché stanziando i primi fondi ad hoc.

Fonte: PMI.it – Alessandra Gualtieri

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BEI Centrobanca: 400 milioni per l’efficienza energetica delle Pmi

Inviato da jacarta il 21 settembre 2009

Grazie al nuovo accordo tra BEI e Centrobanca, le Pmi potranno beneficiare di un fondo di 200 mln per progetti energetici, realizzare impianti a biomasse, eolici, fotovoltaici ed idroelettrici

In arrivo 400 milioni di euro per le piccole e medie imprese che decidano di investire in progetti nei settori efficienza energetica ed energie rinnovabili: è il risultato dell’accordo tra BEI (Banca Europea per gli investimenti) e Centrobanca (Gruppo UBI Banca), che forniranno entrambe il 50% dell’investimento.

Euro-banconote

Finanziamenti per le PMI

Saranno finanziabili anche gli investimenti per realizzare impianti a biomasse, eolici, fotovoltaici ed idroelettrici.

L’ammontare del finanziamento sarà di 25 e 50 milioni di euro rispettivamente per le imprese di piccole e di medie dimensioni. La durata, invece, potrà arrivare fino a 20 anni in caso di piani di produzione di energia nel comparto fotovoltaico e fino a 15 anni negli altri casi.

Il 50% dell’ammontare dell’agevolazione sarà a carico di BEI, la quota rimanente sarà coperta da Centrobanca, per un totale di investimenti attivabili previsti dal “Framework Loan” di circa 400 milioni di euro.

Nel caso in cui l’investimento generi un risparmio energetico superiore al 20%, BEI finanziarà fino al 75% dei costi del progetto.

L’individuazione e la valutazione dei progetti sarà compito di Centrobanca, che poi li sottoporrà a BEI per l’approvazione.

BEI e Centrobanca rinnovano così il loro impegno nei confronti dell’ambiente contrastando le cause del cambiamento climatico.

Fonte: Pmi.it – Noemi Ricci

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