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…idee e soluzioni per le imprese

Archivio per luglio, 2009

Banca Sella impegnata nell’Ambiente

Inviato da jacarta il 27 luglio 2009

Grazie a questi quattro prodotti le famiglie potranno avere un sostegno economico per tutti quegli interventi che favoriranno il risparmio energetico: dal cambio dell’automobile alle ristrutturazioni delle abitazioni.

sella_ambiente

  • Veicoli Ecologici – si tratta di un finanziamento per l’acquisto di un’autovettura Euro 4 o Euro 5 o di ciclomotori o motocicli di categoria Euro 3 o superiore;
  • Elettrodomestici a Basso Consumo Energetico – si tratta di un finanziamento per interventi finalizzati al risparmio energetico, come l’acquisto di nuovi elettrodomestici meno inquinanti appartenenti alla classe A o superiore;
  • Casa Impianto Fotovoltaico – finanziamento finalizzato all’installazione di impianti fotovoltaici ad uso privato per la produzione di energia elettrica, garantendo la diminuzione di emissioni nocive.
  • Casa Risparmio Energetico – Finanziamento per interventi sulla propria abitazione finalizzati al risparmio energetico.

Esempio: sostituzione di caldaie e impianti di riscaldamento; coibentazione termica (mura a doppio isolamento termico, sostituzione di finestre e infissi, ecc.); installazione di pannelli solari; interventi di riqualificazione energetica.

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Antartide, il Polo Sud del pianeta

Inviato da jacarta il 27 luglio 2009

Antartide

Antartide

L’Antartide, il Polo Sud del pianeta, rappresenta per il mondo scientifico internazionale un capo di studi veramente interessante, in linea principale per studiare il passato del nostro pianeta. Infatti i vari strati di ghiaccio, hanno intrappolato nel tempo l’atmosfera terrestre e in alcuni casi anche micro-organismi. Tramite carotaggi profondi, si prelevano cilindri di ghiaccio e se ne studia la composizione.
Un’attività questa di fondamentale importanza perché aiuta a ricostruire la storia della terra, i cambiamenti climatici, ecc.
Certamente per operare questo tipo di studi è fondamentale una presenza costante sul territorio antartico, che di per se rappresenta un ambiente del tutto inospitale ed inadatto alla vita umana.
Le temperature, le continue tempeste, la lontananza dal mondo civilizzato, l’impossibilità di spostarsi con mezzi diversi dall’aereo, rendono la permanenza uno scoglio difficile da superare.
Per questo si rende necessaria la costruzione di basi antartiche, veri e propri centri indipendenti in cui gli occupanti devono poter provvedere a tutte le necessità quotidiane.
Una base tipo contiene gli alloggi per gli studiosi, servizi igienici, ambulatori (a volte sale operatorie), cucine.
E’ anche indispensabile la presenza di un medico, poiché in caso di emergenza diventa spesso difficile il trasporti di eventuali malati.
Uno dei requisiti fondamentali di una base è quello dell’indipendenza energetica.
Fino ad oggi si provvedeva al fabbisogno con generatori diesel, inquinanti e ovviamente vincolati a rifornimenti di carburante.
Oggi la soluzione è pronta, ed è rappresentata dalle fonti rinnovabili.
Il fabbisogno energetico dei centri di ricerca è principalmente collegato al riscaldamento, al funzionamento delle apparecchiature, alla dispendiosa conversione del ghiaccio in acqua.
Oggi molte basi hanno scelto di integrare nelle loro strutture i moduli fotovoltaici.
Ed è notizia di questi giorni l’installazione di un impianto eolico presso la base britannica ‘Princess Elisabeth’, un impianto da 6 kwh. Un impianto che ha dei rendimenti altissimi, in ragione dei fortissimi venti che soffiano al Polo Sud.
Una scelta epocale, che avviene in un luogo simbolo della salute del pianeta.
Un luogo su cui i clorofluoridati hanno aperto un buco nella fascia protettiva di ozono, un luogo in cui le correnti marine hanno trasportato l’inquinamento dell’intero pianeta con danni sensibili all’ecosistema.
L’impianto eolico della stazione scientifica, accompagnerà un sistema di pannelli solari e renderà la struttura impatto zero. Il progetto è stato ideato da un’azienda scozzese.

Fonte: Nonsolosolare.it

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Kingston DataTraveler 300, usb da 256 Gb

Inviato da jacarta il 27 luglio 2009

Penna USB 256Gb

Penna USB 256Gb

Kingston presenta DataTraveler 300, la prima penna USB che con una capacità record di 256 GB rappresenta il supporto di storage ideale per i professionisti che necessitano di avere sempre con sè un intero database di documenti

Cresce l’esigenza dei professionisti di archiviare dati e anche di avere sistemi di supporto portabili, così da avere sempre con sè tutte le informazioni necessarie per svolgere il proprio lavoro fuori sede. E il mercato risponde con supporti dalle dimensioni sempre più ridotte e capacità sempre più elevate: arriva da Kingston Technology una nuova penna USB che con una capacità di 256 GB consente portare con sé un intero database di documenti.

DataTraveler 300, con una velocità massima di trasferimento dati è pari a 20 MB/s in lettura e 10 MB/s in scrittura insomma, si candida a strumento ideale per la funzione ReadyBoost di Windows Vista.

Una soluzione di storage veramente completa, dotata di un prodotto integrato per la sicurezza, quanto mai indispensabile per proteggere i preziosi dati aziendali. Password Traveler consente infatti la creazione di una partizione protetta da password, compatibile però solo con Windows.

Le dimensioni sono di 70,68 x 22,37 x 16,45 mm, il connettore USB è retrattile e il prezzo di 700 dollari. La compatibilità è certificata per le piattaforme Windows, Mac e Linux.

Fonte: PMI.IT – Kingston.com

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Eolico: girano contestazioni controvento

Inviato da jacarta il 26 luglio 2009

Una serie di accuse sferrate contro l’energia eolica da parte della Coldiretti ed altre associazioni cui non si sono fatte attendere le risposte dell’Anev, dell’Aper e degli ambientalisti

Parco Eolico

Parco Eolico

Dopo i negazionisti ora è il turno degli “anti-eolico”. Cioè coloro che per motivi più diversi si oppongono all’installazione di parchi eolici. E’ di oggi una manifestazione organizzata dalla Coldiretti cui hanno dato la loro adesione alcune associazioni tra le quali ricordiamo “Italia Nostra” e gli “Amici della Terra”.
La polemica è dura. La tecnologia eolica viene accusata di deturpare il paesaggio, di essere dannosa per alcune specie di avifauna (alcune anche in via d’estinzione) e di grave impatto ambientale.
E in effetti la Coldiretti è stata molto esplicita nella pur chilometrica titolazione del suo meeting a Roma ‘‘La speculazione dell’eolico – Palazzinari dell’energia – Svendere il territorio e devastare il paesaggio per briciole di elettricità?’‘

Le accuse dei contro-eolico

Secondo l’associazione che riunisce i coltivatori diretti l’energia eolica avrebbe già trasformato in deserto oltre diecimila chilometri quadrati, sottratto superficie alle coltivazioni e al pascolo occupandole con le aree di rispetto delle oltre 3600 torri eoliche presenti in Italia (sesta nel 2008 mondo, con 3750 MW, +35% in un anno).
Le torri eoliche, peraltro creerebbero problemi paesaggistici, ambientali ed economici che si estenderebbero nel futuro dal momento che sono stati autorizzati da altri 10.000 MW di energia eolica, più altri 42.000 MW in istruttoria.

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Parco Eolico

“La crescita dell’eolico in Italia è stata certamente favorita da una forte incentivazione finanziaria con contributi pubblici che sono stati erogati in modo squilibrato rispetto alle altre forme di energia rinnovabili come ad esempio il solare e le biomasse che presentano in Italia maggiori potenzialità – sostiene la Coldiretti, secondo la quale – dai dati della Commissione europea che ha posto a confronto le rendite dell’eolico nei diversi paesi europei emerge che il livello della rendita dei produttori è massimo per l’Italia fra tutti i paesi dell’Unione con circa 100 euro/MWh per un sito eolico di media produttività, dieci volte superiore a quella della Germania (10 euro/MWh) e cinque volte quella della Spagna (20 euro/MWh).
Questo spiega perché – a detta della Coldiretti – in Italia si è avuto uno sviluppo dell’eolico a scapito delle altre rinnovabili più adatte al nostro paese come il solare e le biomasse”.
Secondo la Coldiretti inoltre si riscontrerebbe anche una mancanza di procedure di approvazione sociale e un adeguato coinvolgimento delle comunità residenti nel territorio interessato dalla localizzazione di questi impianti, scarsa valutazione di impatto delle torri eoliche.
Richiede quindi un’analisi costi-benefici e una tutela dell’integrità territoriale e paesaggistica per le imprese agricole ed agrituristiche. Le Linee guida richieste dalla normativa di settore devono, quindi, rappresentare – è sempre la Coldiretti che parla – uno strumento fondamentale per la programmazione territoriale. In attuazione di tali linee guida, infatti, le Regioni possono procedere alla indicazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti.
Diverso l’atteggiamento della Coldiretti per gli impianti eolici di microgenerazione (potenze meno di 50KW) che, vanno diffuse e perchè favoriscono la fornitura elettrica in aree difficilmente raggiungibili dalla rete l’alimentazione di piccole reti, ma sempre con il minore impatto ambientale e paesaggistico.

Le risposte del settore

L’Anev

eolico_soleOvviamente l’Anev (Associazione Nazionale dell’Energia Eeolica) è rimasta esterrefatta da questa aggressione che ha il solo scopo di diffamare una tecnologia pulita quale è quella eolica, facendo una raccolta, a detta dell’Anev, di menzogne, illazioni, insulti, bugie e falsità sull’eolico.
L’associazione si interroga sul perché e vorrebbe a comprendere quale fine si persegue. L’Anev, cataloga e archivia le affermazioni come “pure invenzioni”.
Volendo comunque dare una evidenza immediata alle accuse riportate, l’Anev segnala l’affermazione secondo cui “le torri eoliche […] danneggiano in modo irreversibile il paesaggio” mentre tutti sanno che gli impianti eolici, per richiesta dell’Anev, hanno l’obbligo di ripristino totale dello stato dei luoghi al termine della vita dell’impianto nell’autorizzazione.
Secondo l’Anev il punto sembra essere che a qualcuno dispiaccia che una tecnologia non tradizionale dimostri di essere competitiva e cominci a fornire percentuali importanti di energia elettrica, senza inquinare, senza lasciare scorie, senza bisogno di infrastrutture energetiche di raffinazione, stoccaggio o trasporto, senza importazioni di carburanti fossili.
L’eolico – ribadisce l’Anev – ha fornito in Italia nel solo 2008 oltre a 6,5 miliardi di kWh (pari ai consumi domestici di oltre 7 milioni di italiani), ha evitato l’emissione di 3,5 milioni di tonnellate di CO2, evitato l’importazione di 10 milioni di barili di petrolio, dando lavoro ad oltre 18.000 persone tra occupati diretti ed indiretti.

Aper

Parco Eolico

Parco Eolico

L’associazione dei produttori delle energie rinnovabili, ha risposto con un secco comunicato apparso oggi su proprio sito.
“Bisognerebbe ricordare a questi signori – commenta Roberto Longo, presidente di Aper – che l’eolico da solo produce oltre 6 TWh di energia pulita, apporto che non si può certo definire ininfluente e che, al contrario, riveste un’importanza chiave nel raggiungimento dei livelli minimi di produzione di energia rinnovabile, per soddisfare gli obblighi recentemente imposti dalle direttive comunitarie e come già accade in altri paesi (Spagna, Germania, Danimarca,..) dove l’eolico fornisce già oggi un contributo cospicuo al mix energetico”.
Peraltro, i vantaggi stessi per l’ambiente connessi all’esistenza di questi impianti sono evidenti: l’eolico – ricorda Longo – è una modalità di produrre energia che non emette CO2 né altri agenti inquinanti né scorie e che, grazie all’osservanza di regole ben precise per il corretto inserimento degli impianti nel territorio (finalmente in via di definizione a livello nazionale proprio in queste settimane) ha un impatto tutt’altro che irreversibile sull’ambiente che arricchisce senza danneggiarne l’identità. Ricordiamo poi come il sistema di incentivazione delle rinnovabili in Italia si basi principalmente sulla remunerazione della quantità di energia effettivamente prodotta dall’impianto, secondo modalità già oggi orientate a sostenerne in maniera mirata, diversificata per fonte, efficace ed efficiente il funzionamento. Da tempo è stato superato il concetto del contributo a fondo perduto che poteva dar adito ad accuse di speculazioni e sprechi di pubbliche risorse”.
“A nostro avviso – continua quindi Longo – l’unico pericolo per il nostro paesaggio e per il nostro futuro è l’atteggiamento miope e preconcetto di quei soggetti il cui impegno è volto unicamente a creare disinformazione e comitati del no, ostacolando l’utilizzo intelligente delle nostre risorse naturali, accettato e sviluppato ovunque, ma in eterno ritardo da noi.
Solo una domanda sarebbe da fare a questi signori per evidenziare quanto strumentali e senza contenuto siano le loro affermazioni: come pensano di risolvere oggi, nel luglio 2009, ad approvazione già avvenuta del Pacchetto Energia Clima da parte dell’Unione Europea con precisi obiettivi vincolanti per tutti i Paesi al 2020, la questione della sostenibilitá della produzione di energia in Italia senza fare ricorso anche all’importante contributo della fonte eolica?.
“E’ giunto il momento che il Governo, attraverso i ministeri e le istituzioni preposte, faccia chiarezza una volta per tutte sulla priorità di politiche di sviluppo delle rinnovabili, – conclude Longo – assumendo una posizione chiara e referenziata per confutare assurde teorie che creano solo ritardi ai progetti e incertezza nello sviluppo di una industria che in altri paesi sta contribuendo alla risoluzione della crisi ambientale ed economica”.

Gli ambientalisti

Le associazione ambientaliste tra cui Greenpeace o enti come l’Ises non hanno fatto attendere la loro risposta:

Parco Eolico

Parco Eolico

‘‘Per il settore elettrico italiano, dire che l’eolico produca briciole di energia è del tutto sbagliato. Gli obiettivi europei al 2020 prevedono, per il settore elettrico in Italia, un incremento della produzione da fonti rinnovabili di 50-54 TWh (miliardi di kWh). Il potenziale dell’eolico al 2020, limitato dai criteri ambientali definiti da un protocollo tra produttori e associazioni ambientaliste, è di 16 GW per una produzione totale di 27 TWh. In sostanza, circa metà dell’obiettivo al 2020 si può coprire con l’eolico. Il resto può venire dal solare fotovoltaico, dall’uso sostenibile delle biomasse, dal geotermoelettrico, dall’espansione del mini-idroelettrico”.
“Nessuna fonte energetica rinnovabile da sola è decisiva – spiegano le associazioni – la strategia deve necessariamente comporre un mosaico di fonti, e l’eolico è proprio la fonte che da sola può dare le maggiori quantità di elettricità senza emissioni di CO2’‘.

Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia
‘‘L’eolico non produce emissioni, non produce scorie e non determina modifiche irreversibili del paesaggio. Attaccare l’eolico significa di fatto attaccare gli obiettivi europei e non aver capito che il cambiamento del clima e’ l’emergenza ambientale del secolo’ – ha dichiarato – L’atteggiamento antieolico preconcetto e infondato è ambientalmente inaccettabile, mentre la casa brucia, a causa del riscaldamento globale, qualcuno anzichè portare l’acqua per spegnere il fuoco si preoccupa se qualche goccia casca sul tappeto.

Legambiente

Parco Eolico

Parco Eolico

“Coloro che boicottano lo sviluppo dell’eolico non fanno l’interesse del Paese nè quello dell’ambiente. Piuttosto sembrano agire per quello delle lobby del carbone e del nucleare, fonti che non aiuteranno certo l’Italia a ridurre inquinamento e CO2 e a rispettare gli impegni presi nello lotta al mutamento climatico”. Questa la replica di Legambiente alle accuse della Coldiretti e delle altre associazioni, contro il concetto che l’energia eolica rappresenti un elemento di devastazione del paesaggio nazionale.
“E’ stupefacente che, mentre in tutto il mondo ci si confronta sui cambiamenti climatici per capire le conseguenze di un aumento delle temperature dovuto alla crescita dei gas serra e si cerca di trovare un accordo internazionale che impegni i Governi a ridurre le emissioni e a condividere tecnologie e soluzioni – sottolinea la nota di Legambiente – qualcuno in Italia faccia la guerra all’eolico, praticamente la fonte che a livello mondiale è in maggiore e costante crescita (+22% di crescita annua) e che in molti Paesi europei è già un pezzo importante degli approvvigionamenti elettrici come in Danimarca ( 20), Spagna (12), Portogallo (9) e Germania (7)”. A chi sostiene che l’eolico non serve perchè produce poca energia, Legambiente ricorda che secondo l’ultimo rapporto di Terna nel mese di maggio la produzione di energia elettrica dall’eolico in Italia è aumentata del 12,3% rispetto al 2008 e che ha oramai ampiamente superato quella da geotermia.

Gli Ecodem

‘‘Incredula’‘ anche la reazione degli Ecodem che, attraverso le parole del coordinatore delle iniziative politiche dell’associazione Francesco Ferrante, giudicano ‘‘davvero fuori luogo’‘ l’incontro svoltosi stamane su iniziativa di Coldiretti.
‘‘E’ falso che l’eolico sia necessariamente devastante per il nostro paesaggio. Anzi – spiegano gli Ecodem – i protocolli di intesa che le associazioni ambientaliste, quelle davvero rappresentative da Legambiente a Greenpeace, hanno siglato in questi anni con le imprese del vento sono lì a dimostrare il contrario e che cioé è possibile inserire le pale eoliche nel rispetto del paesaggio’‘.

Fonte: Rinnovabili.it

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Fotovoltaico: Valfabbrica ha il più grande impianto umbro

Inviato da jacarta il 26 luglio 2009

Parco solare segna il primato regionale


Campo fotovoltaico

Campo fotovoltaico

Il parco verrà inaugurato domenica. Fornirà energia a 450 famiglie contribuendo alla riduzione del consumo di petrolio e alla diminuzione di emissioni di CO2 in atmosfera

Due anni fa, grazie alla determinazione di un imprenditore di 28 anni di Gualdo Tadino, si iniziò a costruire un impianto fotovoltaico su una superficie di 2 ettari che ora è pronto per essere inaugurato.
La cerimonia avrà luogo domenica pomeriggio e il parco sarà intitolato a Sergio Marinelli, padre dell’ideatore dell’impianto.
Composto da 5.500 moduli solari capaci di produrre 1 milione di watt di potenza serviranno a garantire l’alettricità a 450 famiglie della zona di Valfabbrica, consentendo un risparmio di petrolio che è stato stimato intorno ai 293 barili di petrolio e tagli di emissioni di CO2 pari a 862 tonnellate annue.
Il parco, costruito grazie ad un investimento superiore ai 6 milioni di euro concesso dalla Banca d’Etruria mediante due linee d’investimento, ha creato dieci nuovi posti di lavoro.
“In tempi brevi”, ha dichairato il sindaco di Valfabbrica, Ottavio Anastasi, “sorgerà anche un parco fotovoltaico di proprietà del Comune in località Coccorano”.

Fonte: Rinnovabili.it

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Eolico, via libera al nuovo parco di Firenzuola: 17 torri per 13,6 mw

Inviato da jacarta il 26 luglio 2009

impianto eolico

impianto eolico

Un nuovo parco eolico sorgerà presto in Toscana. La Giunta regionale ha dato il via libera alla realizzazione del parco di Carpinaccio, nel Comune di Firenzuola (FI), approvandone la compatibilità ambientale. Il progetto prevede la realizzazione di un parco con 17 aerogeneratori, ciascuno della potenza di 800 kw per una potenza complessivamente installata di 13,6 MW ed una produzione annua stimata di circa 36Gwh.
«Quando nel luglio del 2008 abbiamo varato il Pier – dice l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Anna Rita Bramerini – la Toscana produceva 27 MW di potenza da eolico. Ci eravamo dato gli obiettivi, che ritenevamo ambiziosi, di raggiungere i 60 MW nel 2010 ed i 300 MW nel 2020. Visti i risultati e l’interesse per questo settore delle energie rinnovabili, crediamo che le previsioni potranno essere ampiamente confermate ed addirittura superate dalla realtà».
Ad oggi, infatti, le aperture degli impianti di Montecatini Val di Cecina (Pi) e Pontedera (Pi) hanno portato la potenza installata in Toscana a 44,75 MW. A questi andranno presto a sommarsi i 13,6 MW di Firenzuola per un totale di 58,35 MW. L’obiettivo dei 60 MW al 2010 è dietro l’angolo ed anche quello dei 300 fissato per il 2020 sembra più vicino, soprattutto in relazione al fatto che ad oggi le domande giacenti in attesa di valutazione di impatto ambientale coprono una potenza totale di 450 MW. (cs-Pamela Pucci)

Fonte: Rinnovabili.it

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Nasce Irex, l’indice italiano delle rinnovabili

Inviato da jacarta il 26 luglio 2009

Le società quotate alla Borsa Italiana coprono il 45% circa dell’attuale capacità “green” del Paese e 9 di queste hanno come core business esclusivo o prevalente le eco-energie
IREX - Italia

IREX - Italia

Si chiama IREX, acronimo di Italian renewables indexed, ed è lo strumento creato dalla società di consulenza strategica e finanziaria Althesys per monitorare l’andamento in Borsa di società quotate che hanno come core business le rinnovabili.

Le motivazioni dietro la scelta di creare un tale indice sono spiegate da Alessandro Marangoni, professore alla Bocconi e ceo di Althesys: “Il comparto delle energie rinnovabili è uno tra i più dinamici della green economy, al quale guardano sempre più investitori e mercati finanziari. Il settore è uno dei pochi in forte crescita in questa fase di crisi generalizzata: nel 2008 in Europa oltre la metà della nuova capacità produttiva del settore elettrico è stata generata da fonti pulite. Eolico e fotovoltaico, in particolare, hanno fornito 13.600 MW su 24mila totali”. Nove le società che costituiscono la base di calcolo dell’Irex, (Alerion, Actelios, Erg Renew, ErgyCapital, Greenvision, K.R.Energy, Kerself, Kinexia e Terni Energia) e che nel loro complesso contribuiscono a coprire il 45% circa dell’attuale capacità “green” istallata in Italia (circa 4mila MW). La loro capitalizzazione totale è pari a circa un miliardo di euro e nel tracciamento risulta che dopo aver toccato il minimo di 9.320 punti il 16 settembre 2008, l’indice ha raggiunto il massimo di 11.306 nella quarta settimana di luglio 2009. L’aggiornamento quotidiano è consultabile sul sito di Althesys, www.althesys.com.

Fonte: Rinnovabili.it


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Browser, una battaglia rovente come l’estate

Inviato da jacarta il 25 luglio 2009

La guerra dei browser non è mai stata tanto rovente come in questo periodo. Nel giro di pochi mesi, infatti, si sono avvicendati i rilasci di Internet Explorer 8, Safari 4, Google Chrome 2.0 e, poco più di una settimana fa, Firefox 3.5. Della nuova generazione di browser farà presto parte anche Opera 10, attualmente in avanzata fase di beta testing.
È dunque più che mai interessante dare uno sguardo alle ultime statistiche di diffusione dei software di navigazione web, sia per verificarne l’attuale posizione sul mercato sia per osservare con quanta velocità gli utenti aggiornano i rispettivi browser.

Secondo i dati preliminari di giugno 2008 divulgati ai media da Net Applications, e di prossima pubblicazione qui, Internet Explorer ha una quota di mercato globale del 65,6 per cento contro il 68,2 di fine 2008. Firefox segue con una quota del 22,1, guadagnando 1,2 punti percentuali. Crescita analoga anche per Safari, che passa dal 7,8 al 9 per cento, e per Chrome, che dall’1 si assesta al 2 per cento.

Sebbene Firefox 3.5 abbia già superato, per diffusione, il suo più giovane rivale Chrome, Net Applications fa notare che Firefox si trova ormai da diversi mesi in una posizione di stallo: negli ultimi sei mesi il browser di Mozilla è cresciuto di appena un punto percentuale, e rispetto a tre mesi fa, quando registrava una quota del 22,44 per cento, ha persino perso qualcosina.

Più o meno stabile anche la posizione del leader di mercato, Internet Explorer, segno che IE8 sta assolvendo al suo compito: arginare “la fuga” di utenti e dare a Microsoft il tempo di concepire un browser completamente nuovo per l’era del cloud computing.

Tra i browser a maggior crescita c’è Safari, che il 4 luglio ha fatto registrare un picco di oltre il 12 per cento grazie soprattutto ai download della nuova versione 4.0, a cui hanno già migrato più della metà dei suoi utenti. I numeri indicano infine che Chrome ha oggi fra i 15 e i 20 milioni di utenti regolari.

Vale sempre la pena ricordare che le statistiche di diffusione dei browser possono variare anche notevolmente da un paese o da un continente all’altro. Dati più mirati, in tal senso, li fornisce StatCounter, che permette di osservare le quote e i trend di mercato dei vari browser (anche mobili) per zona geografica e con differenti finestre temporali. La classifica europea di questo primo scorcio di luglio mostra un testa a testa tra IE e Firefox, con il primo al 46,3 e il secondo al 40 per cento. Seguono Opera con il 7, Chrome con il 2,9 e Safari con il 2,8 per cento. Dati molto diversi da quelli del Nord America, dove IE detiene ancora saldamente la leadership con il 56 per cento e Firefox si posiziona al 32.

Fote: Punto-Informatico.it

Situazione attuale diffusione dei browser in Italia

StatCounterGlobal

Source: StatCounter Global Stats – Browser Market Share

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Splashtop e si è subito connessi ad Internet prima di caricare il sistema operativo

Inviato da jacarta il 25 luglio 2009

Splashtop risederà sul BIOS

Splashtop risiederà sul BIOS

Splashtop è una nuova tecnologia che permetterà ai computer di connettersi ad Internet già in fase di avvio e precariamento del sistema operativo.

Annunciata in questi giorni, ed in arrivo a settembre, Splashtop sarà presente sui netbook e notebook di varie aziende: sono già in lista di attesa case produttrici come Lenovo, HP, Asus, Acer e Sony. Caricato nel BIOS, Splashtop mostrerà in pochi secondi una schermata attraverso la quale sarà possibile compiere ricerche sul web o attivare un browser.

I motori di ricerca predefiniti saranno Yahoo negli Stati Uniti e Giappone, Baidu in Cina e Yandex in Russia. Oltre al motore di ricerca, Splashtop consentirà l’avvio di applicazioni come Skype e i link ai servizi online di condivisione foto e streaming musicale. Ovviamente sarà anche possibile impostare un motore di ricerca diverso, come Google o Bing. Per adesso non ci sono altre indicazioni su questa misteriosa tecnologia, pertanto rimaniamo in attesa di aggiornamenti da mostrarvi. Potete vedere un video di dimostrazione del servizio, subito dopo il salto.

Fonte: Donloadblog.it

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Per le rinnovabili in Puglia è un continuo exploit

Inviato da jacarta il 25 luglio 2009

Boom del fotovoltaico che in pochi mesi ha portato la regione al primo posto in Italia

parcofotovoltaicoLa Puglia produce molta più energia di quella che consuma, aumentando la quota delle fonti rinnovabili. La regione, nel 2008, ha generato 37mila Gwh contro quasi 20mila Gwh del suo fabbisogno energetico (quindi quasi il 90% in più del suo reale consumo). La potenza elettrica degli impianti eolici pugliesi – riferisce l’agenzia Adnkronos – è passata da 640 Mw nel 2007 a 946 lo scorso anno; l’energia prodotta da questi impianti è di 1.300 Gwh, contro i circa mille della Sicilia e 992 della Campania. Il fotovoltaico ha registrato un’impennata negli ultimi mesi, secondo i dati del Gse (Gestore dei servizi elettrici). La Puglia, infatti, è diventata la prima regione italiana (dal terzo posto di settembre 2008) con oltre 56 Mw di potenza installata e 2.694 impianti ad aprile 2009, davanti a Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte.

Intanto Alerion ha recentemente inaugurato l’impianto eolico di Ordona (Foggia): 17 aerogeneratori per una potenza installata di 34 Mw. La società, così, ha superato i 230 Mw tra quelli già operativi e quelli di centrali in costruzione; il traguardo per i prossimi anni è raggiungere 550 Mw installati, investendo circa un miliardo di euro. Il vice presidente di Alerion, Giuseppe Garofano, ha ricordato i punti ancora in sospeso per un pieno sviluppo delle rinnovabili in Italia: in particolare, la necessità di procedure più veloci e omogenee tra le varie regioni e di regole chiare per le autorizzazioni. Alerion stima d’impiegare mediamente fino a 500 persone ogni anno per i cantieri nelle regioni meridionali nei prossimi tre/quattro anni.

Fonte: Energia24Club.it

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