Inviato da jacarta il 31 agosto 2009
E’ stato detto al Convegno che a differenza del fotovoltaico non è realizzabile una centrale nucleare con una potenza di soli 3kW. Gli impianti FV sono realizzabili a partire da pochi mW (millesimi di Watt) fino a diversi MW (milioni di Watt)

Tramonto
Fra i tanti convegni che si sono tenuti a inizio estate 2009 ne segnaliamo in particolare uno, a cura di Assosolare (Associazione nazionale dell’industria solare fotovoltaica), dal titolo: “La fiscalità del fotovoltaico” (Roma, 13 luglio 2009).
Gli Atti del Convegno (che possono essere prelevati online) sono particolarmente interessanti perché, oltre all’argomento specifico cui l’evento è stato dedicato, offrono una panoramica sufficientemente ampia dello stato dell’arte del fotovoltaico oggi in Italia.
Per esempio, la relazione affidata al presidente dell’Associazione, Gianni Chianetta, “La tecnologia del Fotovoltaico e sue peculiarità” riassume molto bene l’iter che ha caratterizzato ciò che oggi chiamiamo “fotovoltaico”, conducendo passo passo il lettore attraverso i vari passaggi che hanno consentito di avere una tecnologia ben strutturata e affidabile.
Chianetta ha anche il merito di descrivere il particolare momento storico che il fotovoltaico sta attraversando in Italia: “Il prezzo d’acquisto ancora relativamente alto ha un periodo di ammortamento di pochi anni e si prevede che nel corso dei prossimi 10 anni il costo di produzione del kWh dal fotovoltaico sia paragonabile a quello da fonte tradizionale. Da quel momento in poi il fotovoltaico potrà autosostenersi senza incentivi e quindi diffondersi a macchia d’olio. A quel punto il sole potrà diventare la nostra fonte primaria di energia.”
Fonte: Quotidianocasa.it
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Inviato da jacarta il 29 agosto 2009
Energia senza alternative … Il piano Scajola che mette ostacoli a chi produce eolico e solare.
L’offensiva della lobby nucleare. I timori per il nuovo Conto Energia.
Ecco come il governo frena sullo sviluppo delle rinnovabili. In controtendenza con gli altri paesi europei…
L’ultima botta è arrivata il 21 luglio, quando a Palazzo Madama già tirava aria di vacanze. Una piccola mozione, passata quasi inosservata, e un gruppo di grandi firme della maggioranza, tra le quali spiccano il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, il vice Gaetano Quagliarello e Marcello Dell’Utri, segnavano un altro punto nella campagna contro le energie rinnovabili. Il blitz estivo del centrodestra colpiva in questo caso il solare termodinamico. Con che motivazioni? Meglio il nucleare – spiegava la mozione approvata – perché è più efficiente e meno costoso. Una tesi già portata avanti con tenacia sia dal ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, sia dallo stesso Silvio Berlusconi, che non più tardi di sei mesi fa ha firmato con il governo francese un accordo per le forniture nel settore nucleare. Un altro indizio giungeva sempre da Dell’Utri e da altri senatori Pdl in aprile, con un’iniziativa dal sapore “negazionista” dal punto di vista ambientale, in cui si dichiarava che i cambiamenti climatici sono un’autentica invenzione. Il cambio di marcia in materia di politica energetica rispetto al governo precedente è abbastanza evidente. E dichiarato. Altrettanto palese è la preoccupazione dei sostenitori di pale eoliche e pannelli fotovoltaici, secondo cui i fondi destinati alle rinnovabili potrebbero presto essere dirottati sul nucleare, in controtendenza rispetto ad altri paesi europei. A spaventare i protagonisti dell’economia verde italiana, più che le mozioni di Dell’Utri e colleghi, sono le ultime direttive emanate da Scajola. Norme che, se approvate dalle Regioni, potrebbero costituire un freno allo sviluppo delle rinnovabili, proprio adesso che le cose stavano cominciando ad andare bene.

Parco Eolico
Il vento della burocrazia. Negli ultimi anni il mercato italiano delle energie alternative ha vissuto una fase di grande prosperità. A dimostrarlo è l’ultimo rapporto del Gse (Gestore servizi elettrici), in cui si legge che nel 2008 le rinnovabili in Italia sono cresciute del 21 per cento rispetto all’anno precedente. La parte del leone l’ha fatta l’energia eolica, la cui potenza installata, a dicembre, aveva superato ai 3.500 Mw, con un aumento annuale del 30 per cento. Numeri che hanno permesso all’Italia di confermarsi al terzo posto nella classifica europea del vento, seppur con un notevole distacco rispetto a Germania e Spagna. Ma la medaglia di bronzo è già a rischio: nell’anno appena trascorso la crescita italiana è stata inferiore rispetto a quella delle principali concorrenti. Colpa dell’eccessiva burocrazia che rallenta il rilascio dei permessi, dicono le aziende del settore. I tempi potrebbero ulteriormente allungarsi se le Regioni approveranno le proposte di Scajola, che in accordo con il ministero per l’Ambiente e quello per i Beni culturali, ha emanato una bozza in cui sono raccolte le linee guida per la realizzazione di impianti di elettricità da fonti rinnovabili. Il provvedimento era stato richiesto dall’Unione europea per unificare e velocizzare l’iter burocratico, ma secondo diversi industriali del settore le nuove norme potrebbero affossare lo sviluppo dell’energia verde in Italia. A rischiare maggiormente sono gli impianti eolici e solari, le principali forme di energia rinnovabile se si esclude l’energia idroelettrica, il cui sviluppo è ormai fermo agli anni ‘60, e la geotermia, la cui variabile “a bassa entalpia” sta iniziando adesso a muovere i primi passi. Per installare impianti eolici ai 60 kW il provvedimento richiede studi tecnici, finanziari, sanitari, faunistici, paesaggistici, climatici e geologici. È prevista anche un’analisi dell’evoluzione storica del territorio, tanto per citare uno dei dodici studi a carico delle imprese. Per dirla con le parole di Simone Togni, segretario generale dell’Anev (l’associazione che raccoglie i principali produttori di energia eolica), la bozza di Scajola prevede “norme più rigide di quelle richieste per le fonti non rinnovabili, tanto da sembrare in contraddizione con il documento da cui dovrebbe discendere”. In più ci sono le zone off limits, quelle in cui non è possibile installare pale eoliche. Tra queste, Scajola ha inserito anche le aree agricole in cui si coltivano prodotti biologici, Doc e tradizionali. Un’attenzione, quella riservata all’agricoltura, lamentata già da tempo dall’associazione dei coltivatori Coldiretti, capofila di una protesta antieolico che ha coinvolto anche alcune associazioni ambientaliste guidate da Italia Nostra. Nella grande partita delle rinnovabili non c’è più insomma solo la lotta tra lobby nuclearista e lobby delle rinnovabili. L’elemento di novità è rappresentato dalle associazioni ambientaliste, unite nel condannare l’atomo, ma divise quando si tratta di decidere se è meglio un campo agricolo o un parco eolico…
Fonte: L’Espresso – Autore: Emanuele Perugini e Stefano Vergine
http://www.bortonevivai.it
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Inviato da jacarta il 29 agosto 2009

Parco Eolico
IL CAIRO – Sono 32 in totale le compagnie che hanno presentato offerte nella gara d’appalto per la costruzione di una centrale eolica da 250 megawatt sulle coste del mar Rosso. La gara d’appalto, riferisce l’agenzia Mena, e’ stata lanciata lo scorso 9 maggio, con uno schema ‘build, operate and own’ (costruzione e gestione senza trasferimento di proprieta’), e si sarebbe dovuta chiudere il 21 luglio, ma e’ stata poi prorogata al 20 agosto. L’appaltatore dovra’ progettare, finanziare e costruire la centrale, gestendola dai 20 ai 25 anni, durante i quali vendera’ l’energia elettrica prodotta all’Egyptian Electricity Transmission Company. Il ministro dell’Elettricita’, Hassan Younes, riferisce l’agenzia, ha dichiarato che l’alto numero di offerte ricevuto dimostra il successo dell’Egitto nell’incoraggiare gli investimenti nel settore eolico. Younes ha aggiunto che i documenti relativi alla gara d’appalto erano stati ritirati da un totale di 72 compagnie internazionali. L’obiettivo programmato dall’Egitto e’ quello di ottenere il 12% del suo fabbisogno energetico dall’eolico e il 20% dalle fonti rinnovabili entro il 2020. L’Egitto, il Paese piu’ popoloso del mondo arabo, attualmente produce 430 megawatt di energia eolica e con i nuovi finanziamenti punta a produrne 920. Le autorita’ egiziane stimano che le riserve di petrolio e gas potranno essere sfruttate ancora per tre decenni.
Fonte: ANSAmed
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Inviato da jacarta il 29 agosto 2009
Il clima sta cambiando? Se dovessimo giudicare dalle condizioni climatiche presenti ancora oggi su tutta la Penisola, con sole a picco e temperature elevate, verrebbe voglia di dire di sì, tanto più considerando che il modello previsivo matematico del Cnr parla di un settembre ancora particolarmente caldo, con precipitazioni previste solo per l’Italia centro-meridionale (al Centro Nord le piogge, abbondanti, dovrebbero arrivare in ottobre). Non stupisce quindi che cresca ogni giorno il numero di impianti fotovoltaici istallati nella Penisola.
Il business è del resto ricco, visto anche i prezzi raggiunti da altre fonti energetiche come il petrolio (che in questi giorni senza particolari tensioni né picchi di domande si mantiene comunque sopra i 72 dollari al barile). Così alcuni gruppi quotati a Piazza Affari hanno deciso da tempo di puntarvi le proprie carte. Kerself, ad esempio, società leader in Italia nell’ingegneria, progettazione, produzione, installazione e distribuzione di impianti solari fotovoltaici che oggi ha comunicato di aver chiuso il primo semestre con un utile ante imposte di 9,4 milioni di euro (+40,7% rispetto al primo semestre 2008) ed un utile netto di 5,9 milioni (+39,6%), ha da poco siglato, attraverso la controllata Saem due contratti con la società americana SunEdison per la realizzazione di due impianti solari fotovoltaici su trackers da 1 MW ciascuno.
I nuovi impianti verranno realizzati in Puglia, la regione italiana in cui il mercato fotovoltaico per le grandi installazioni è maggiormente in crescita (il 29 luglio la stessa Saem ha inaugurato ad Altamura il maggiore impianto italiano totalmente su tetto la cui potenza è pari a 1.350 MWh annui) e i cui cantieri dovrebbero aprirsi già nei prossimi giorni. Entro la fine della prossima settimana è inoltre prevista la firma di un ulteriore contratto da 1 MW mentre altri, sempre riferiti alla realizzazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni (da 50 kW fino ad oltre 1 MW), sono in fase di definizione fanno sapere dal gruppo emiliano.
Accordi che completano una pioggia di annunci durata tutta l’ultimo mese: il 13 agosto sono stati infatti rafforzati gli accordi commerciali col gruppo Avelar e aperti i cantieri per la realizzazione di 11 impianti che seguono tre primi impianti completati (per complessivi 3 MW) facenti parte di un gruppo di 24 impianti da 1 MW ciascuno, per un totale di 27 impianti fotovoltaici di cui Avelar ha ottenuto l’intera copertura finanziaria. Nello stesso giorno Kerself ha anche siglato con Helio Capital i primi tre contratti Epc (“Engineering Procurement & Construction”) per un totale di 3 MW, relativi all’accordo siglato nel mese di gennaio 2009, dando inizio ai lavori nei tre cantieri.
E’ stato inoltre raggiunto un accordo per l’installazione di ulteriori quattro impianti fotovoltaici, per un totale di circa 4 MW, il cui inizio lavori è previsto per il mese di settembre 2009. Tutti e sette gli impianti dovrebbero entrare in funzione entro l’anno. Infine agli inizi di settembre verranno aperti i primi cantieri dei campi solari per la produzione di energia da parte di Origis. Notizie che piacciono a Piazza Affari, dove il titolo Kerself continua la sua crescita riportandosi sopra la soglia dei 9 euro per azione.
Fonte: Affaritaliani.it – Luca Spoldi
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Inviato da jacarta il 22 agosto 2009

Parco Eolico
Entro il 2012 verranno istallate e messe in funzione 365 turbine in grado di produrre fino a 300 MW di potenza. Cresce il mix energetico verde del continente africano
Uno dei luoghi più caldi del mondo è destinato a divenire il sito della più ambiziosa impresa africana nella battaglia contro il riscaldamento globale.
Nel nord del Kenia, vicino al lago Turkana, sorgerà infatti il più grande parco eolico del continente.
Fino ad oggi, solo i paesi nord africani come il Marocco e l’Egitto avevano investito su questa tecnologia, tuttavia i progetti iniziano lentamente a fiorire anche a sud del Sahara e la nuova istallazione andrà ad integrare la già presente produzione di energia verde keniota costituita soprattutto dall’idroelettrico (75%), seguito dal geotermico. Nonostante ciò attualmente, meno di un abitante su cinque ha accesso all’energia elettrica.
Il nord del Paese è costantemente battuto dal vento e il nuovo impianto ne sfrutterà le potenzialità attraverso il posizionamento, entro il 2012, di 365 turbine della potenza di 850 kW per una capacità totale di 300 MW.
Il costo, stimato in 700 milioni di euro, verrà finanziato per il 30% dalla Banca africana di sviluppo e per il 70% da istituti di credito del Kenia e del Sud-Africa.
Fonte: Repubblica.it – Rinnovabili.it
Tags: energia eolica, Energie rinnovabili, eolico, Fonti Rinnovabili, parco eolico, risparmio energetico, vento
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Inviato da jacarta il 21 agosto 2009

Parco Eolico Marino
Sono scesi in gara tutti i colossi europei delle energie rinnovabili. Società in cima alla classifica di capitalizzazione delle Borse, dai tedeschi di E. On e Rwe, i portoghesi di Edp, gli spagnoli di Iberdrola e Acciona, nonché gli inglesi di Centrica.
Tutti a caccia del più ricco appalto mai bandito per la produzione di energia elettrica da impianti eolici marini, per un valore di 87 miliardi di euro. Protagonista Crown State, l’agenzia demaniale che gestisce le proprietà della Corona e che vuole realizzare al largo delle coste della Scozia occidentale impianti per 25mila megawatts, moltiplicando per 17 la potenza installata fino a questo momento nel mondo di impianti che sfruttano le forti correnti d’aria che soffiano sul mare.
Si tratta della terza gara di questo tipo bandita in Gran Bretagna negli ultimi tre anni: le precedenti avevano una potenza di 8mila megawatts. I lavori dovranno essere conclusi entro il 2020 e lo stato inglese parteciperà finanziando almeno la metà dei lavori.
Fonte: Repubblica.it – Luca Pagnani
Tags: Acciona, Centrica, energia alternativa, Energie rinnovabili, eolico, Fonti Rinnovabili, Iberdrola, parco eolico
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Inviato da jacarta il 15 agosto 2009
Dopo la già marcata riduzione del volume d’affari subita nell’anno 2008 (-8,9%), le previsioni di chiusura 2009 segnalano riduzioni tra il 25% e il 30% del fatturato e degli ordinativi per l’industria italiana dell’ICT (Information and Communication Technology).
Nell’ultimo biennio si è rilevato un calo degli addetti del settore che solo per gli addetti propri – senza considerare l’indotto e senza considerare le collaborazioni interinali ed esterne – è stimabile in 1600 unità. Questo fenomeno ha un forte impatto anche sull’indotto, stimabile in ulteriori 4.000 posti di lavoro che andranno persi entro la fine del “Ciò a causa del grave impasse, non ancora risolto, relativo alla indisponibilità dei fondi per il Digital Divide e la larga banda e alla mancanza di chiarezza nel quadro regolatorio per lo sviluppo delle reti di nuova generazione” ha dichiarato il Presidente di Confindustria ANIE Guidalberto Guidi. “Tutto ciò si è tradotto in un crollo degli investimenti che rende il futuro molto incerto in termini di sopravvivenza delle piccole medie imprese e della presenza delle multinazionali in Italia, come ha dimostrato lo studio di settore ANIE- ANITEC” ha proseguito Guidi. “I dati emersi sono significativi e confermano i pesanti risvolti sia sul fronte degli investimenti in ricerca e sviluppo sia sul fronte occupazionale. Questa situazione congiunturale indebolisce la fiducia delle imprese e rischia di avere conseguenze molto negative sulla capacità di mantenimento in Italia del know-how esistente nel settore delle telecomunicazioni” ha commentato il Vice Presidente ANITEC- ANIE Cristiano Radaelli. “In assenza di interventi efficaci e tempestivi” ha concluso il Presidente di Confindustria ANIE Guidi “il 2010 per il settore industriale dell’ICT può diventare un anno catastrofico soprattutto dal punto di vista dell’occupazione”.
Fonte: Affaritaliani.it
Dopo la già marcata riduzione del volume d’affari subita nell’anno 2008 (-8,9%), le previsioni di chiusura 2009 segnalano riduzioni tra il 25% e il 30% del fatturato e degli ordinativi per l’industria italiana dell’ICT (Information and Communication Technology).
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Inviato da jacarta il 15 agosto 2009
Nel 2008, segnala il Gse, 25 centrali non hanno mai prodotto energia

Parco Eolico
Il potenziale eolico dell’Italia continua a crescere: a fine 2008 in Italia risultavano installati 242 impianti per un totale di 3.538 Mw. È quanto emerge dalla prima edizione del rapporto ‘L’Eolico. Dati Statistici al 31 dicembre 2008′, elaborato dal Gestore dei servizi elettrici (Gse). Nel ranking nei Paesi dell’Ue a 15, in termini di potenza installata, a fine 2008 l’Italia è terza dopo Germania e Spagna. Il meridione possiede il più alto numero di impianti realizzati, in particolare Puglia e Campania, che insieme esprimono, sia in termini di numero che di capacità installata, il 43% del totale nazionale. Tra le regioni dell’Italia centrale e’ l’Abruzzo a detenere il primato con il 6,6% di impianti e una capacità del 4,4%. La Sicilia e la Sardegna assieme raggiungono in termini di impianti circa il 26,4% del totale nazionale e un considerevole 35,3% di capacità installata.
La nuova capacità
Nel quinquennio 2004-2008, la numerosità degli impianti è più che raddoppiata, passando dalle 120 strutture presenti in Italia nel 2004 alle 242 attuali. Il tasso di crescita medio annuo è stato pari al 15%, con 39 impianti istallati nell’ultimo anno, pari a 877 Mw di potenza aggiuntiva. Il 69% di questa nuova capacità installata nel 2008 è stato determinato da impianti entrati in funzione in Puglia, Campania e Sicilia. Più nel dettaglio, 11 di queste nuove centrali hanno una potenza compresa tra 0 e 12 Mw, 14 tra 12 e 24 Mw e altri 14 un potenziale maggiore di 24 Mw.
In calo le ore di utilizzo
Per quanto riguarda il grado di utilizzo di queste installazioni (spesso molto contestato), secondo il Gse gli impianti in esercizio nel 2008 hanno dimostrato una performance leggermente in calo rispetto a quella degli ultimi anni. Nel 2008 la quota di strutture con oltre 1.800 ore di utilizzazione risulta infatti pari al 38%, inferiore sia rispetto al 40% del 2007 che al 48% del 2004. Il valore mediano nel 2008 è pari a 1.580 ore equivalenti di utilizzazione, la classe più numerosa è quella compresa tra 1.800 e 2.000 ore, che riguarda ben 32 iinstallazioni. La media delle ore di utilizzazione per impianto è uguale a circa 1.413 ore, ma esistono anche 25 centrali eoliche che nel corso dell’intero 2008 non hanno mai prodotto energia, neppure per un’ora. La produttività delle strutture eoliche è dunque leggermente diminuita nell’ultimo anno preso in esame dal Gse: considerando i 169 impianti ancora funzionanti entrati in servizio entro dicembre 2006, la differenza in termini di ore di utilizzo tra 2007 e 2008 è stata leggermente negativa (-3%).
Fonte: Sole24Ore.com
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Inviato da jacarta il 15 agosto 2009
(Teleborsa) – Roma, 13 ago – Vendite in calo e risultati negativi per la compagnia fotovoltaica tedesca Q-cells, che chiude il primo semestre dell’anno con un rosso. Il titolo però naviga in frazionale rialzo a Francoforte, grazie alle misure preannunciate dalla società, per aggiustare la capacità produttiva e ridurre i costi. Il semestre chiude comunque con un Ebit negativo per 47,6 mln di euro e vendite in calo del 36,8% a 366,2 euro.
Fonte: teleborsa – Repubblica-Finanza
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