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Archivio per settembre, 2009

Deutsche Bank, Prestitempo ed Enerpoint siglano accordo per fotovoltaico

Inviato da jacarta il 29 settembre 2009

Finanziamenti

Finanziamenti x Fotovoltaico

(Teleborsa) – Roma, 28 set – Prestitempo, divisione del Gruppo Deutsche Bank dedicata al credito alle famiglie, ed Enerpoint hanno siglato oggi un importante accordo per promuovere lo sviluppo del fotovoltaico. L’accordo ha lo scopo di finanziare il 100% del valore dell’impianto fotovoltaico con importo fisso e durata personalizzabile fino a un massimo di 12 anni. L’offerta finanziaria, modellata sul ritorno economico previsto dal Conto Energia, permette di assorbire la rata del finanziamento (in tutto o in parte) grazie al guadagno generato dall’impianto stesso.
Il finanziamento non prevede nè garanzia ipotecaria, nè spese d’istruttoria ed offre la possibilita’ di richiedere l’assicurazione Credit Protection per la copertura del credito e la polizza All Risk a copertura dell’impianto, entrambe finanziabili. Inoltre con la possibilita’ di posticipare la prima rata fino a sei mesi dopo l’installazione, il cliente puo’ iniziare a pagare l’impianto quando sara’ effettivamente in funzione, e i primi incentivi sono gia’ stati erogati.

“Siamo molto soddisfatti dell’accordo con Enerpoint che conferma il nostro impegno nel settore delle energie alternative e verso l’ambiente”, dichiara Sebastiano Marulli, responsabile di Prestitempo,”questa partnership risponde all’esigenza di diversificazione del nostro business con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la gamma prodotti e servizi per i nostri clienti. Prestitempo si pone infatti come partner affidabile per soddisfare le necessità e le esigenze di finanziamento delle famiglie italiane”.

Fonte: Repubblica.it – Finanza

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Decolla il gruppo di acquisto solidale per il fotovoltaico targato Fenice

Inviato da jacarta il 27 settembre 2009

Impianto Fotovoltaico parzialmente integrato tsu tetto

Impianto Fotovoltaico parzialmente integrato su tetto

Oltre al risparmio dell’acquisto collettivo, la Fondazione Fenice propone un corredo di strumenti finanziari a sostegno della spesa “verde”. A beneficio dell’economia locale.

C’è tempo fino al 30 settembre per aderire alla prima tornata di “shopping” collettivo di impianti fotovoltaici promosso da Fondazione Fenice, cui hanno ad oggi aderito più 20 famiglie che produrranno complessivamente oltre 60 kWp di potenza.

Lanciata lo scorso giugno, l’iniziativa proposta a tutta la cittadinanza con la collaborazione tecnica di due aziende del settore Elettroecology Srl e di Luxproject Srl, è decollata durante l’estate. E non solo perché “comprare insieme costa meno”, ma anche perché la Fondazione, impegnata nella sperimentazione e nella didattica di sistemi ecocompatibili, ha saputo mettere a disposizione una serie di strumenti finanziari in grado di sostenere l’investimento delle famiglie grazie a BancaEtica e Cassa di Risparmio del Veneto.

A iniziare dal Conto EnergEtico di Banca Etica, uno strumento innovativo che consente ai soci di Banca Etica di ripianare il credito direttamente in conto corrente nel corso di 20 anni anche attraverso il ContoEnergia, oppure il Mutuo Fotovolatico 100 a tasso variabile fino a 10 anni e senza necessità di garanzie reali. Cassa di Risparmio del Veneto (Gruppo Intesa Sanpaolo) mette invece a disposizione un Prestito Ecologico, a tasso fisso e spese agevolate, fino a 12 anni per aiutare le famiglie ad investire in energia pulita e utilizzare le fonti rinnovabili. Ricordando che, in ambedue i casi, il ContoEnergia garantisce la copertura del finanziamento fino ad un massimo di 75.000, almeno fino a fine anno.

Ultimo, ma non meno importante in tempi di crisi, l’iniziativa targata Fenice innesca un circolo virtuoso rispetto al tessuto economico locale scegliendo di investire in una filiera di produzione made in Italy. I pannelli acquistati infatti non sono prodotti d’importazione ma portano il marchio della padovana Xgroup, che ha creato in due anni un centinaio di posti di lavoro e ne promette altrettanti nel 2010.

E oltre a quella economica abbiamo anche una ricaduta “solidale”, dal momento che Fondazione Fenice, nata dalla sinergia tra Zip e Scout Cngei, estenderà l’offerta a 7500 famiglie scout che avranno la possibilità supportare, con 50€ extra al kWp, la costruzione di una casa scout in legno nell’area del parco delle Energie Rinnovabili a Terranegra.

Per tutti c’è comunque la possibilità di aderire all’acquisto collettivo entro il 30 settembre, oppure di prenotarsi per la prossima “spesa energetica” targata Fenice. Per informazioni e adesioni: gasenergia@fondazionefenice.it, tel. 348/4748375.

Fondazione Fenice
Nata nel 2005 dalla volontà del Consorzio Zona Industriale di Padova e della sezione Scout del Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani, Fondazione Fenice unisce volontariato e impresa per promuovere la didattica ambientale e la sperimentazione di sistemi ecocompatibili, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Educazione e ricerca si sviluppano insieme all’interno del Parco delle Energie Rinnovabili gestito dalla Fondazione: 50.000 metri quadrati in seno al paleo-alveo del fiume Roncajette, nel cuore della zona industriale, che rappresentano una realtà unica in Italia sul fronte della didattica ambientale.

Fonte: Padovanews – Redazione Web

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Fotovoltaico: PV SEC cala il sipario

Inviato da jacarta il 26 settembre 2009

In un’area di 65mq sono stati ospitati 943 espositori, 4000 delegati e circa 40mila visitatori. Ecco i numeri dell’evento leder mondiale del settore fotovoltaico

24th European Photovoltaic Solar Energy Conf.

24th European Photovoltaic Solar Energy Conf.

Si conclude oggi la 24esima edizione dell’ European Photovoltaic Solar Energy Conference and Exhibition (PVSEC) in svolgimento ad Amburgo dal 21 settembre.
L’evento, leader mondiale nel settore, ha dato visibilità a circa 943 espositori che hanno potuto pubblicizzare prodotti e innovazioni tecnologiche riguardanti il fotovoltaico e a rappresentanti dell’industria, ricercatori, ingegneri, investitori, così come ai responsabili politici coinvolti.
Il quadro delineato nella cinque giorni di manifestazione evidenzia come, nonostante la recessione economica mondiale, l’energia solare fotovoltaica conservi enormi potenzialità – in gran parte inutilizzato – di aiutare l’Europa a raggiungere i suoi obiettivi energetici e ambientali.
“I fondamentali del settore fotovoltaico sono e restano forti, come indicato nel nostro studio SET for 2020”, ha detto Adel El Gammal, Segretario Generale della European Photovoltaic Industry Association (EPIA). “Ma necessiterà di un sostegno politico ambizioso per i prossimi 3 a 9 anni, fino a quando non sarà in grado di competere con il prezzo dell’elettricità convenzionale”.
Durante gli incontri i partecipanti al forum hanno discusso dei risultati previsti per il 2020, supportati dai risultati dello studio EPIA che dichiara che il fotovoltaico sarà in grado di fornire il 12% dell’energia prodotta in Europa, grazie all’adeguamento della rete di distribuzione e ai finanziamenti mirati, colmando così il divario che ancora ci separa dall’obiettivo del 20% di rinnovabili entro il 2020.
I partecipanti hanno sottolineato come gli incentivi al settore stiano funzionando in paesi come Germania, Francia e Italia, garantendo un progressivo adeguamento dei costi e una diffusine capillare di industrie e impianti fotovoltaici che hanno dato occupazione a circa 130mila persone e ridotto notevolmente la produzione dei gas serra.
“Alla vigilia della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Copenaghen, i governi dell’Unione Europea
devono accelerare la diffusione della produzione di energia fotovoltaica per soddisfare il loro fabbisogno di energia
e gli obiettivi climatici “, ha detto El Gammal.
“Per far in modo che l’Europa raggiunga l’obiettivo del 20% di rinnovabili entro il 2020, gli Stati membri dell’UE dovrebbero dare un ruolo centrale al solare fotovoltaico nella preparazione dei rispettivi National Renewable Energy Action Plans “, ha dichiarato il Presidente dell’EPIA Winfried Hoffmann.
I Piani dovrebbero essere consegnati entro il giugno 2010.
La sostenibilità è un obiettivo primario del settore europeo, fortemente sostenuto dall’industria, ed elemento fondamentale per garantire competitività all’interno del mercato energetico.
L’efficace collaborazione tra ricerca e industria ha portato l’Europa al centro dell’attenzione per quanto riguarda la tecnologia
“Stiamo chiedendo un forte impegno da parte dei governi europei a mettere in atto tutte le misure necessarie per rendere possibile il rapido dispiegamento di potenza fotovoltaica. Raggiungere gli obiettivi sul clima in Europa richiede un notevole aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili “, ha concluso Hoffmann.

Fonte: Rinnovabili.it – Repubblica.it

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Viterbo: Altri 100 mw di fotovoltaico a Montalto di Castro

Inviato da jacarta il 24 settembre 2009

E’ stato annunciato che entro la fine di quest’anno inizieranno i lavori per la istallazione di una centrale fotovoltaica a Montalto di Castro su un’area di 80 ettari sui quali puntano SunPower e SunRay due grandi gruppi specializzati di impianti di energia alternativa.

“Un sì deciso alle energie alternative, no secco al nucleare”

Parco Solare

Parco Solare

Quindi oltre i 6 MW istallati già dall’ENEL ed in funzione, se ne aggiungeranno altri 100MW con una progettazione che vede preservato anche l’ecosistema.

Questa è la strada giusta per la produzione di energia non certo l’istallazione del nucleare, come abbiamo già affermato e sostenuto.

In Italia si assiste allo sconcertante progetto di ritorno al nucleare e proprio Montalto di Castro è una di quelle aree presa in considerazione con una possibilità per la realizzazione, mentre tutto il mondo e l’America in primo luogo investendoci 150 miliardi , guardano ad orizzonti che vanno verso l’energia alternativa, il governo Berlusconi guarda indietro, indifferente al fatto che i costi sarebbero elevatissimi si parla di 60/70 miliardi di euro e il bello è che quando saranno terminate risulteranno già progetti vecchi, obsoleti ed inoltre c’è un obiettivo che va rispettato che è quello dell’Unione Europea cioè che nel 2020 dovranno essere raggiunti il 20% di riduzione di emissioni di gas serra, il 20% di risparmio energetico ed aumentare il 20% delle fonti rinnovabili, c’è quindi una seria possibilità che dovremo pagare anche le salate sanzioni previste per chi non rispetta questo patto, e chi le pagherà se non ancora una volta le famiglie e le piccole imprese ?

L’altro aspetto sul quale si deve riflettere è la sicurezza, compreso il tema delle scorie radioattive che sono diventate un problema perché non è stato mai individuato un sito sicuro per lo smaltimento durano migliaia di anni. Non possiamo lasciare alle future generazioni questo disastro ecologico.

Dunque l’energia da fonti alternative è il futuro, per le cose dette e per le possibilità occupazionali che offre, sia per le unità lavorative nel costruirle sia per l’indotto che nascerebbe.

Su questo spero che anche gli amministratori, a partire dal Sindaco di Montalto di Castro, il Presidente della Provincia e il Presidente della Regione Lazio abbiano veramente a cuore lo sviluppo della nostra provincia, in armonia con la sua vocazione naturale, il turismo, le risorse ambientali, il termalismo, e che si pronuncino in maniera forte “senza se e senza ma” con un no secco al nucleare e con un sì deciso allo sviluppo sostenibile in tutto il viterbese.

Miranda Perinelli
Segretario Generale CGIL Viterbo

Fonte: http://www.tusciaweb.it – 24.09.2009

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CRESCE FOTOVOLTAICO NEL MONDO, +80% NEL 2008

Inviato da jacarta il 23 settembre 2009

Parco fotovoltaico

Parco fotovoltaico

(ANSA) – ROMA – Anche se la crisi economica ha imposto una frenata al settore delle energie rinnovabili, la produzione di impianti fotovoltaici e’ cresciuta nel 2008 dell’80% nel mondo, cosi’ come in Europa, dove la produzione di moduli solari e’ passata da una potenza di 1,1 Giga Watt (GW) a una di 1,9 GW. Sono alcuni dei dati emersi dall’ottavo rapporto Annuale sullo stato del fotovoltaico della Commissione Europea, pubblicato dall’istituto per l’Energia del Joint Research Centre, una Direzione Generale della Commissione che ha il compito specifico di svolgere ricerche scientifiche e fornire conoscenze tecniche che supportino le decisioni e le politiche dell’Unione. Secondo quanto si legge in una nota della Commissione Ue, la capacita’ fotovoltaica installata e’ aumentata in Europa di tre volte, fino a 4,8 GW, principalmente grazie alla Spagna. La produzione europea di fotovoltaico e’ cresciuta in media del 50% per anno a partire dal 1999 e la sua quota di mercato e’ salita al 26% nel 2008. In termini di elettricita’ prodotta, invece, il fotovoltaico ha contribuito nel 2008 per circa lo 0,35% dei consumi europei. Dal rapporto e’ emerso anche che nel 2008, la Cina e’ divenuta il Paese leader nella produzione di celle solari con una produzione annua di circa 2,4 GW, seguita dall’Europa con 1,9 GW, dal Giappone con 1,2 GW e Taiwan con 0,8 GW. Se questo trend continua, si legge sul rapporto, la Cina potrebbe avere in mano circa il 32% della capacita’ produttiva mondiale entro il 2012. Questo massiccio aumento del fotovoltaico si e’ verificato nonostante la crisi finanziaria che pure si e’ fatta sentire sugli investimenti globali nelle energie rinnovabili che hanno subito un calo nel 2008: si e’ registrato un calo del 10% nel terzo trimestre 2008; del 23% nel quarto, del 47% nel primo trimestre 2009 rispetto al quarto dell’anno prima. Ma la tendenza si e’ fortunatamente invertita nel secondo trimestre di quest’anno (+83% rispetto al primo trimestre del 2009)

Fonte: Ansa.it

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Imprese “Altra Economia”: un mercato da 60 mld di euro Imprese “Altra Economia”: un mercato da 60 mld di euro

Inviato da jacarta il 22 settembre 2009

In Italia aumentano le Pmi operanti nella cosiddetta Altra Economia: un business profittevole che fa emergere le potenzialità di Finanza etica, Credito cooperativo ed Energie rinnovabili

www.altraeconomia.org

www.altraeconomia.org

Dal “Primo rapporto nazionale sull’Altra Economia“, realizzato da Obi One Coop e presentato in occasione dell’omonimo festival a cura della Regione Lazio, emerge un quadro imprenditoriale dinamico e pieno di opportunità per le Pmi: in controtendenza rispetto alla crisi, le “imprese alternative” producono il 4% del Pil lordo e 60 mld di euro di valore aggiunto, dando lavoro a 1,4 milioni di occupati.

Quali e quante sono le aziende italiane dell’Altra Economia? Parliamo di un bacino di oltre 167.000 imprese e organizzazioni no-profit che ogni anno registrano entrate superiori ai 50mila euro.

E non si parla solo di agricoltura biologica (PIL a 1,3 mld di euro) e Commercio equo e solidale (PIL da 11 milioni di euro), ma anche di Finanza etica ed Energie rinnovabili, Riuso e riciclo dei materiali e software libero.

Ad accomunare le imprese che operano in settori così diversi è il reinvestimento degli utili nell’azienda stessa.

I dati statistici raccolti e rielaborati da Obi One Coop rivela come questo segmento produttivo costituisca oggi per l’economia italiana una interessante leva di sviluppo e ripresa post-crisi, considerato che oltre ai 700mila volontari impiegati l’Altra economia assorbe il 6% degli occupati complessivi nel Paese.

Finanza etica e Credito cooperativo sono ancora settori giovani, ma “pieni di speranze”: 60 imprese, 230 addetti, valore aggiunto di 11 mln di euro per il primo; 430 piccole banche, 30mila addetti e un valore aggiunto di 5 mld di euro per il secondo.

Le Energie rinnovabili è il settore più interessante: in Italia, le fonti rinnovabili soddisfano il 17,1% sul consumo interno lordo di energia elettrica. Le 360 imprese che vi operano, producono e distribuiscono energie alternative per 2,4 mld di euro di valore aggiunto, dando impiego a 11mila occupati.

Il Software Libero occupava a fine 2008 27mila addetti e interessava quasi 6mila imprese, per un valore aggiunto di 1,4 mld di euro.

Tra i nuovi e più profittevoli segmenti spicca tra tutti quello del riuso e riciclo, con 65mila imprese che producono un valore aggiunto di 23 miliardi di euro ogni anno, impiegando 546mila lavoratori. Si tratta di una realtà in forte evoluzione, che non annovera più tra le sue fila soltanto i piccoli artigiani o la cosiddetta “filiera corta” ma si estende fino a divenire sistema industriale.

Alla luce degli incoraggianti dati ci si interroga a questo punto sullo scenario normativo italiano? Fino a che punto l’Altra Economia è sostenuta dall’attuale assetto legislativo? Lo scenario è frammentato.

La Regione Lazio, forte sostenitore delle nuove realtà d’impresa alternative, si è impegnato dal 2005 predisponendo le prime leggi su agricoltura biologica e di software libero e istituendo il Fondo per il microcredito. Quest’anno, inoltre, ha varato la prima legge regionale italiana sull’altra economia, definendone ufficialmente settore, normativa, azioni di sostegno e diffusione, nonché stanziando i primi fondi ad hoc.

Fonte: PMI.it – Alessandra Gualtieri

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BEI Centrobanca: 400 milioni per l’efficienza energetica delle Pmi

Inviato da jacarta il 21 settembre 2009

Grazie al nuovo accordo tra BEI e Centrobanca, le Pmi potranno beneficiare di un fondo di 200 mln per progetti energetici, realizzare impianti a biomasse, eolici, fotovoltaici ed idroelettrici

In arrivo 400 milioni di euro per le piccole e medie imprese che decidano di investire in progetti nei settori efficienza energetica ed energie rinnovabili: è il risultato dell’accordo tra BEI (Banca Europea per gli investimenti) e Centrobanca (Gruppo UBI Banca), che forniranno entrambe il 50% dell’investimento.

Euro-banconote

Finanziamenti per le PMI

Saranno finanziabili anche gli investimenti per realizzare impianti a biomasse, eolici, fotovoltaici ed idroelettrici.

L’ammontare del finanziamento sarà di 25 e 50 milioni di euro rispettivamente per le imprese di piccole e di medie dimensioni. La durata, invece, potrà arrivare fino a 20 anni in caso di piani di produzione di energia nel comparto fotovoltaico e fino a 15 anni negli altri casi.

Il 50% dell’ammontare dell’agevolazione sarà a carico di BEI, la quota rimanente sarà coperta da Centrobanca, per un totale di investimenti attivabili previsti dal “Framework Loan” di circa 400 milioni di euro.

Nel caso in cui l’investimento generi un risparmio energetico superiore al 20%, BEI finanziarà fino al 75% dei costi del progetto.

L’individuazione e la valutazione dei progetti sarà compito di Centrobanca, che poi li sottoporrà a BEI per l’approvazione.

BEI e Centrobanca rinnovano così il loro impegno nei confronti dell’ambiente contrastando le cause del cambiamento climatico.

Fonte: Pmi.it – Noemi Ricci

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Pannelli solari, boom di furti rubati impianti per 100milioni di euro

Inviato da jacarta il 17 settembre 2009

Le centinaia di denunce in tutta Italia nel 2008 mostrano un fenomeno in crescita
I ladri colpiscono nelle abitazioni private, ma anche in scuole e centrali dell’Enea

Caccia con il satellite alla ‘refurtiva’ spesso rivenduta nei Paesi del Nord Africa

Pannelli solari

Pannelli solari

Solare o fotovoltaico, il pannello piace sempre più. Soprattutto ai ladri. Nel 2008 le denunce per furti di strutture destinate alla produzione di energia rinnovabile sono state centinaia in tutta Italia, per un valore complessivo della refurtiva pari a oltre cento milioni di euro. E le stime parlano di un fenomeno in crescita anche per il 2009.

Ne sa qualcosa un – romantico – installatore di Signa, vicino Firenze. A fine luglio si trovava a passare dalle parti del suo primo impianto fotovoltaico (che non si scorda mai), un’abitazione privata il cui tetto era stato ricoperto di pannelli. Quando, con sgomento, l’elettricista ha visto i tetti di casa nudi e opachi ha fatto subito una telefonata al vecchio cliente, dandogli in anteprima la brutta notizia. A seguire è arrivata la denuncia ai carabinieri, e ora sono in corso le indagini per scoprire dove sono finiti quei centoventi moduli, e soprattutto quei centomila euro investiti nel risparmio energetico.

Stessa angosciosa attesa nel piccolo comune di Bene Vagienna, in Provincia di Cuneo. Lì, tra fine agosto e inizio settembre, qualcuno ha fatto sparire dalla scuola elementare A. Carena ben ottantasette pannelli, alti un metro mezzo l’uno. Il mutuo acceso dall’amministrazione comunale resta tutto da pagare: e chi ci pensava a fare un’assicurazione contro il furto?

Il furto dei furti risale al 2007, quando settemila pannelli della centrale elettrica Enel di Serre, vicino a Salerno, si volatilizzarono. A quel tempo ci si muoveva soprattutto per grossi malloppi. Negli ultimi tempi, invece, la raccolta si è fatta più capillare, i ladri si sono organizzati in piccole squadre d’assalto che puntano siti dotati di un capitale medio, tra i cinquanta e i centocinquanta pezzi.

La più grande retata di ecoladri finora registrata in Italia è stata quella dello scorso febbraio: diciannove persone arrestate dalla Squadra Mobile di Matera al termine dell’Operazione Kyoto, lunghi mesi di indagini per una banda che aveva depredato impianti solari e fotovoltaici in tutto il Sud, arrivando a totalizzare un bottino di circa sei milioni di euro. La banda del pannello operava con grande efficienza smontando in una sola notte un centinaio di moduli, che venivano immediatamente spediti via furgone nel Nord Africa.

Nei Paesi nel Maghreb la domanda di energia a basso costo sale a dismisura di anno in anno. E il mercato nero fa affari d’oro: un pannello (che in Italia costa 700 euro) viene ceduto a circa 200 euro. Del resto, in Italia, i pannelli rubati sono inservibili. Quando vengono allacciati per la prima volta alla rete elettrica, il gestore assegna loro un codice di riconoscimento che li marchia per sempre. Se si tentasse di riallacciarli, verrebbe subito identificati. Magra consolazione? No, si può fare qualcosa di più. L’Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) ha brevettato il Pv-Guardian, un vero e proprio antifurto che oltre a inibire il funzionamento del modulo in caso di spostamento non autorizzato è in grado di inviare un segnale per localizzare la posizione.

Il dispositivo rileva infatti le coordinate geografiche di un’eventuale nuova installazione grazie all’applicazione del Global Position System-GPS, tramite una scheda laminata che è parte integrante del pannello fotovoltaico, assolutamente impossibile da rimuovere (se non distruggendolo). Un altro sistema di protezione, progettato e realizzato da MARSS srl, è il Solar Defender, basato su sensori ottici applicati direttamente sul pannello. Attraverso un sofisticato algoritmo, il sensore rileva e segnala immediatamente ogni tentativo di strappo, rimozione, mascheramento e manomissione sia del singolo pannello che dell’intero impianto.

Eppure, a volerla trovare, la buona notizia c’è. Secondo stime riportate dall’Enea, i furti di pannelli si aggirano sul 6% del venduto totale. Quindi sappiamo che diverse aree a economia (ed ecosistema) assai fragile si stanno dotando di sistemi energetici puliti. Origine a parte.

Fonte: Repubblica.it – Chiara Paolin

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Negli Usa l’energia pulita viaggia in autostrada

Inviato da jacarta il 13 settembre 2009

Negli Stati Uniti parte un progetto che sostituisce
l’asfalto con un’avveniristica pista fotovoltaica.
Ogni miglio può generare energia per 500 famiglie.

Il Dipartimento per i trasporti degli Stati Uniti ha deciso di finanziare un progetto a tecnologia proprietaria che potrebbe rivoluzionare il settore fotovoltaico: le Solar roadways, ovvero le strade fotovoltaiche. Le Solar roadways puntano a rimpiazzare le normali strade di asfalto o qualsiasi altro spazio asfaltato – con una

Asfalto fotovoltaico

Asfalto fotovoltaico

pannellazione fotovoltaica in grado di produrre energia elettrica. Ma non solo: i pannelli delle Solar roadways contengono dei led in grado di fornire una comunicazione costante ai guidatori; sia per quel che riguarda la sicurezza stradale che per quel che attiene la tutela dell’ambiente.

Ad esempio, le strade fotovoltaiche sono in grado di illuminarsi di notte, comunicare messaggi relativi ai lavori in corso e finanche monitorare la presenza di animali che, inavvertitamente, errano sulla carreggiata, informando il conducente del pericolo inaspettato. I led sono anche capaci di riscaldarsi al fine di prevenire la formazione del ghiaccio d’inverno. Il progetto, a regime, funzionerà come un caricabatteria permanente per le future auto elettriche, rendendo il cambio di paradigma petrolio/elettricità ampiamente praticabile.

L’innovatività delle strade solari, in definitiva, ha concorso anche a sopire le eventuali polemiche che avrebbe potuto generare un così cospicuo finanziamento pubblico, 100mila dollari, a vantaggio di un’azienda privata. Il progetto Solar roadways, infatti, fa capo all’omonima azienda statunitense di proprietà di Scott e Julie Brusaw, inventori di un sistema che risolve alcune debolezze della pannellazione fotovoltaica tradizionale. Uno dei problemi del fotovoltaico, infatti, è quello di necessitare di un adeguato spazio – esso stesso costoso – per l’installazione.

Anche quando si abbattono questo genere di costi, come con l’escamotage cheprevede l’installazione del fotovoltaico sui tetti delle case, si pone il problema dell’impatto visivo del pannello; di fatti, le prime generazioni di schermi non venivano sistemati nei centri storici, al fine di preservare l’integrità di un bel tetto spiovente di coccio o ardesia. Ma se ha un senso conservare l’integrità di un palazzo del Rinascimento, chi avrà da ridire se trasformiamo i grigi manti in bitume delle nostre superstrade in un’avveniristica pista, simile a una discoteca, in vetro e led?

Il Solar road panel è, infatti, assolutamente simile ad altri pannelli a led, e apporta anche una miglioria estetica alle nostre strade, oltre che funzionale, integrandosi con un sistema di segnaletica interattiva. Via alle strade solari, dunque? Allo stato attuale, creare le nuove autostrade può risultare costoso: una completa sostituzione delle strade americane con i Solar panel, di fatti, costerebbe ben 5 miliardi di dollari; ma permetterebbe ai soli Stati Uniti di produrre una quantità di corrente in grado di alimentare l’intero pianeta.

Per adesso, la Solar roadways usufruirà del finanziamento per sviluppare dei prototipi di strade da vendere al governo federale; la totale sostituzione del manto stradale americano è solo uno scenario lontano. Di sicuro, a fronte del finanziamento pubblico concesso, l’azienda dei Brusaw “asfalterà” un miglio di strada, riuscendo a generare una quantità di energia in grado di soddisfare 500 famiglie. Oggi ogni pannello, di circa 4 mq, costa 6.900 dollari. Se si contano anche i risparmi relativi alla segnaletica, fornita dalla strada solare stessa, non dovrebbe essere lontano il giorno in cui questo progetto potrebbe rivelarsi subito praticabile.

Fonte: TerraNews – Alessio Postiglione

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Green/ Accordo di project financing (25 mln) fra Foresight, West LB e Barclays per costruire un impianto fotovoltaico da 6MW in Puglia

Inviato da jacarta il 2 settembre 2009

Parco fotovoltaico

Parco fotovoltaico

Foresight Group (“Foresight”), una delle principali società di gestione di fondi di investimento specializzati in energie alternative, ha appena annunciato di aver sottoscritto un accordo di project financing del valore di 25 milioni di euro, con West LB e Barclays in qualità di Mandated Lead Arranger. L’operazione è finalizzata al finanziamento di un impianto solare fotovoltaico di capacità totale pari a 6MW da costruire in Puglia. La costruzione dell’impianto, che beneficerà degli incentivi governativi previsti dal conto energia per un periodo di 20 anni, è stata affidata a Ecoware, il principale EPC contractor in Italia.

West LB ha avuto la funzione di modelling e di Agent dell’operazione, mentre Barclays ha svolto il ruolo di account bank. E’ il terzo accordo sottoscritto da Foresight Solar in questi mesi e va a integrare il finanziamento per un totale di 19MW di capacità solare che Foresight ha concluso nel corso del 2009.

Nel corso del 2009 Foresight aveva già annunciato il completamento di un progetto simile in collaborazione con Enerqos per un impianto fotovoltaico di capacità pari a 4MW e l’acquisizione di un impianto già operativo in Spagna della capacità di 9MW, grazie ad un operazione condotta da BP Solar a partire da un acquisto da Banco Santander.

Mike Rand, Investment Director, che ha gestito le tre operazioni per Foresight, ha dichiarato: “In questo terzo contratto, Foresight ha dato nuovamente prova della sua capacità di concludere con successo operazioni di project financing e sviluppare progetti anche in un contesto finanziario difficile, quale quello attuale”.

Pietro Zerauschek, Partner di Foresight, ha aggiunto: “La qualità delle relazioni che Foresight ha con le banche a livello locale e internazionale ha reso possibile il completamento di un’operazione di finanziamento eccellente circa l’80% del capitale) e genera un rendimento percentuale a due cifre per gli investitori. West LB e Barclays hanno supportato la società come interlocutori altamente professionali per tutta la durata della transazione”.

Stefano Cassella, Manging Director di West LB, ha commentato: “Nel chiudere questa importante operazione West LB ha dato prova della sua posizione di leadership in qualità di project financer del solare in Europa. Il team Foresight, forte della sua consolidata esperienza nel project financing, è stato una valido partner nell’ambito di questo finanziamento”.

Angelo Portiroli, Commercial Director di Barclays Bank Plc, ha aggiunto: “Il team Barclays Structured Finance ha dato prova della sua capacità nello sviluppare accordi di project financing in particolare sulle risorse rinnovabili. Barclays in Italia è attualmente presente con 150 filiali retail e con 20 filiali corporate, in grado di offrire servizi e prodotti bancari competitivi su entrambi i livelli”.

Leopoldo Franceschini, Amministratore delegato della Ecoware, ha dichiarato: “Ci fa piacere che le banche e i fondi d’investimento più rinomati continuino a scegliere Ecoware, dimostrando, lo dico con un pizzico d’orgoglio, che con le nostre soluzioni il ritorno sugli investimenti è attualizzato”.

Fonte: Affaitaliani.it

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