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…idee e soluzioni per le imprese

Archivio per marzo, 2010

Trenitalia, la concorrenza punta sul web 2.0

Inviato da jacarta il 17 marzo 2010

Italo by NTV

La prima vera concorrente italiana di Ferrovie dello Stato SpA punta tutto sulla comunicazione e lo fa proponendo i suoi migliori contenuti multimediali per condividerli con tutto il popolo della Rete

Dopo aver avviato i test dei suoi treni ad alta velocità, Ntv (acronimo di Nuovo Trasporto Viaggiatori) si appresta a far conoscere al mondo tutti i segreti della sua innovativa concezione del trasporto su rotaia.

L’idea è quella di una vera e propria strategia di comunicazione web che cavalca lo stile 2.0 dei blog e approda al mondo delle community con lo scopo di creare un luogo virtuale dove tutti i viaggiatori possano condividere le proprie esperienze online, ma soprattutto “on the way“.

Per far questo, ad un anno dall’entrata in funzione delle prime tratte, Ntv ha aperto un canale su YouTube e un profilo fotografico su Flickr. I primi aggiornamenti sono arrivati da “Italo“: il nuovissimo treno della flotta Ntv, il cui nome è stato scelto da 36 mila utenti che hanno votato dal 10 al 16 novembre 2009 sul sito ufficiale della società.

C’è poi quello che, per antonomasia, rappresenta il 2.0 ovvero il blog (di Italo). Protagonista è, ancora una volta, il primo nato in casa Ntv, ma c’è spazio anche per i test dei nuovi prototipi, con video che documentano la costruzione dei altri 25 treni della flotta, in corso negli stabilimenti di Savigliano e La Rochelle.

Nella prima metà del 2011 vedranno la luce le prime “carrozze cinema” mentre l’intero convoglio sarà connesso ad Internet attraverso un collegamento satellitare, a detta dei realizzatori, unico al mondo. Non mancheranno però i tradizionali sistemi wireless (Umts e Wifi).

Anche Ntv, come ha già fatto Trenitalia, ha pensato ad un “portale di bordo” che farà da gateway e da file server. Italo manderà in pensione anche la vecchia locomotiva: infatti, la motorizzazione sarà ripartita su tutto il convoglio. Il polo tecnologico per la manutenzione sorgerà a Nola, in provincia di Napoli. Sarà quindi anche un’opportunità di lavoro principalmente per tecnici e ingegneri del Sud Italia.

Fonte: Pubblicaamministrazione.net – di Lorenzo Gennari

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Rinnovabili UE: Italia bocciata, non investirà nel Green Job

Inviato da jacarta il 15 marzo 2010

Campo fotovoltaico

L’Italia non riuscirà a centrare gli obiettivi UE e produrre sufficiente elettricità da fonti rinnovabili. Pur di non investire in Green Economy, preferirà importartarla da paesi terzi

Italia maglia nera per produzione di energia da fonti rinnovabili: non solo non centerà gli obiettivi UE per il 2010 (20% di produzione eco-energetica nella UE, 17% negli Stati membri) con la auto-produzione, ma addirittura non investirà nella Green Economy favorendo la nascita di aziende green e la creazione di posti di lavoro verdi. Piuttosto importerà dall’estero energia pulita per “mettersi in regola” con la UE.

Nel rapporto del governo italiano presentato a Bruxelles e reso pubblico ieri dalla Commissione UE, si prevede di acquistare energia rinnovabile e biocarburanti da Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia.

Una soluzione “tampone” difficile da comprendere per le aziende del settore (già deluse dalle eventuali nuove “politiche anti-incentivi green” che la nuova bozza del Conto Energia 2011 lasciano prevedere) e che non porterà alcun beneficio produttivo.

Una soluzione priva di ritorni economici, che rischia di soffocare sul nascere un mercato fiorente, Green Economy declinata in versione “energia pulita“, che avrebbe invece contribuito al rilancio economico del paese, già massacrato dalla crisi.

Oltre all’Italia, anche Belgio, Danimarca, Lussemburgo e Malta dovranno ricorrere ai ripari con importazioni di energia pulita per non restare fuori dagli obiettivi UE. Promossi invece paesi come Francia e Gran Bretagna, che da sole riusciranno a produrre energia rinnovabile sufficiente a raggiungere la soglia del 17%.

Germania e Spagna brillano per efficienza green: non solo centreranno il target ma lo supereranno. Un paradosso, considerato l’enorme potenziale solare dell’Italia e nonostante fino ad oggi gli incentivi pubblici italiani per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili fossero i più alti nella UE.

Ultima chicca: l’energia nucleare, che il Governo italiano ha rispolverato come nuova Eldorado degli investimenti energetici del Paese, è stata dichiarata dalla UE una fonte di energia non rinnovabile, che sono solo eolico, fotovoltaico, biofuel e biomasse.

Fonte: Pmi.it – Alessandra Gualtieri

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Verso una scuola sempre più digitale

Inviato da jacarta il 11 marzo 2010

Scuola Digitale

Scuola Digitale

Il futuro dell’istruzione? È digitale. La tecnologia sta arrivando tra i banchi di scuola con le “aule digitali”. Un mercato, quello delle aule informatizzate, che a livello mondiale ha un valore intorno ad 1,8 miliardi di euro. Le aule del futuro prevedono lavagne multimediali interattive, notebook e tablet pc, server e proiettori. Un settore, dunque, in forte crescita sul quale si è gettata la Olivetti, che ha intenzione di lanciare un’offerta completa per il mercato italiano, per poi estenderla al resto d’Europa. Il pacchetto “Scuola Digitale Olivetti” comprende, oltre alle strutture indicate, anche il portale “Olischool”, una piattaforma per la condivisione in rete delle lezioni e delle comunicazioni scuola-famiglia. La piattaforma sarà disponibile in modalità “on demand” attraverso i Data center di Telecom Italia, e consentirà ai genitori, attraverso il collegamento ad Internet e con l’utilizzo di una password personale, di consultare voti, pagelle, scrutini, assenze, circolari informative, e di partecipare attivamente al forum docente/genitore. Il portale consentirà inoltre di prenotare online i colloqui con gli insegnanti e di ricevere via sms la notifica dell’assenza dell’alunno. L’iniziativa sembra avere i contorni di un vero e proprio affare per la Olivetti se si pensa che, solo per le lavagne, si prevede un tasso di crescita annuo del 56%. D’altra parte, se in Italia si punta sulla scuola digitale, dall’altra parte dell’oceano arriva una “retromarcia informatica”. In alcune università statunitensi, infatti, è stato vietato l’uso del pc nelle aule perché, secondo professori e dirigenti, internet distrae eccessivamente gli studenti. La tentazione di social network, chat, YouTube e e-mail è dunque troppo forte e sembra avere facilmente la meglio sulle noiose lezioni tenute dai docenti.

Fonte: www.adginforma.it

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OIX, la certificazione dell’identità online

Inviato da jacarta il 8 marzo 2010

Open identity Xechanger

Open Identity eXCHANGE

Open Identity eXchange è un progetto di collaborazione tra Google, PayPal, Verisign ed altri partner che metterà a disposizione della Pubblica Amministrazione Usa una piattaforma di certificazione dell’identità online

Ridurre le procedure di login, certificare l’identità, garantire la sicurezza degli account e dar così forma ad una procedura univoca per l’accesso ai servizi senza la necessità di una moltitudine di moduli da compilare con nome e password», è questo l’obiettivo di OIX (Open Identity Exchange), la nuova piattaforma di certificazione dell’identità online che sta nascendo grazie alla collaborazione tra Google, PayPal, Equifax, VeriSign, Verizon, CA, e Booz Allen Hamilton.

Il gruppo, che raccoglie anche i contributi di altri partner è organizzato come entità non-profit e si propone come referente per il Governo Usa che faccia incontrare le soluzioni delle imprese del settore con le necessità della Pubblica Amministrazione per le attività online.

In realtà esistono già alcuni meccanismi per risolvere il problema tecnico di utilizzare credenziali identificative su diversi siti web (OpenID su tutti), ma non sono ancora state fugate le perplessità circa il livello di sicurezza che questi sistemi garantirebbero.

OIX invece incontra i requisiti stabiliti dall’Identity, Credential, and Access Management (ICAM) del Trust Framework Provider Adoption Process (TFPAP) dell’amministrazione USA.

La piattaforma inoltre potrebbe essere estesa, in maniera molto semplice, alle altre PA digitali. Tale facilitazione è favorita dal fatto che il progetto non è affatto chiuso (si chiama appunto “Open”) o localizzato, ma anzi si gioverebbe della partecipazione di altri partner mondiali che volessero dare il proprio contributo.

Microsoft, ad esempio, ha già espresso la non ostilità al board OIX, mettendo da parte la rivalità storica con Google e prospettando un ingresso futuro nel progetto.

Fonte: PubblicaAmministrazione.net – Lorenzo Gennari

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Impianti fotovoltaici, convenienti per le Pmi

Inviato da jacarta il 3 marzo 2010

Impianto Fotovoltaico

Parco Fotovoltaico

Intervista a Pietro Dalla Torre, consulente per la Pentera srl ed esperto di tematiche ambientali, sugli aspetti connessi alla realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici ad uso aziendale

PMI.it ha incontrato l’esperto Pietro Dalla Torre per analizzare costi e benefici di un impianto fotovoltaico in azienda, alla luce del contesto di riferimento in cui l’Italia si sta muivendo in seguito alla legge europea L140/16 del 5/6/2009 (Normativa 20-20-20) che prevede entro il 2020 la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 e la parallela introduzione di una soglia minima del 20% per l’energia da fonti rinnovabili consumata nei paesi CEE.

Attualmente l’Italia produce il 15% da fonti rinnovabili compresa l’energia idroelettrica, ma nei prossimi anni sarà necessario installare almeno 25MWp di apparati per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per centrare l’obiettivo serve il contributo di tutti: se ognuno produrrà 1-2 KWp sarà possibile portare il Belpaese al livello richiesto dall’Europa. In questo senso, il fotovoltaico ben si presta allo scopo.

Puntare sulle energie rinnovabili, non va dimenticato, consentirà all’Italia anche un incremento occupazionale: fino a 100mila nuovi posti di lavoro nei prossimi 10 anni.

L’Ing. Dalla Torre ci spiega che un impianto fotovoltaico, con la tecnologia attuale, comporta una resa dei pannelli pari al 20% circa. Quindi, per produrre 1KWp (Kilowatt potenziale) è necessario coprirvi 10 mq di terreno. Tuttavia, una sola ora di sole su 10mq di pannelli produce 1KW, e se pensiamo ad esempio al Sud d’Italia, si capisce immediatamente perché sia possibile produrre in un anno quasi 2.000 KW/h.

Allora, perché conviene istallare un impianto fotovoltaico? Secondo Dalla Torre, i vantaggi risiedono in prima battuta in un approccio culturale di tipo etico-ecologico a beneficio dell’ambiente (concetto già totalmente acquisito dai nord europei che hanno installato molti più impianti eco-compatibili e basati su energie rinnovabili).

Poi, ovviamente, si devono considerare le motivazioni economiche ed in particolare gli incentivi governativi. Infatti, i costi iniziali di realizzazione possono essere mediamente alti ma tutta l’operazione risulta conveniente in una prospettiva di Ritorno di investimento (ROI) pluriennale di 15-20 anni.

È difficile stimare con precisione il costo di realizzazione di un impianto fotovoltaico, perché le variabili sono diverse: dimensione impianto, sua complessità, quantità di energia da produrre, ecc. In genere, il 70% circa dei costi sono legati ai prezzi dei pannelli, che sono comunque variabili e direttamente proporzionali alla resa energetica e alla garanzia di durata: maggiore la resa, maggiore la garanzia di durata nel tempo e quindi più alto il costo.

Fino al 2009 i pannelli migliori erano prodotti in Germania, poi la Cina ha immesso sul mercato pannelli di buona qualità a prezzi così ridotti da essere diventati subito concorrenziali permettendo di fatto il calo dei costi dell’intero sistema.

Oggi un impianto da 3 KWp ha un costo inferiore ai 15mila euro (circa 3mila euro in meno dello scorso anno) ed è anche possibile farsi finanziare da banche che erogano mutui ad hoc a questo tipo di iniziative.

Fondamentale resta la possibilità di ammortizzare l’intero costo in 6-8 anni grazie agli attuali incentivi del Governo. In aggiunta il Conto Energia garantisce un contributo per 20 anni, e quindi per i successivi 12 anni tutti i ricavi di produzione costituiscono un guadagno certo per il cittadino o per l’impresa che decidesse di installare un impianto fotovoltaico.

Come ci spiega l’Ing Dalla Torre, tanto per il privato cittadino quanto per le Pmi, la principale normativa di riferimento è proprio il Conto Energia, che garantisce a chi produce energia elettrica attraverso un impianto fotovoltaico, un incentivo che varia in funzione della dimensione dell’impianto stesso e in base al fatto che sia integrato o meno in edifici preesistenti o poggiato a terra.

Seguendo la tabella incentivi presente sul sito del Conto Energia, se ad esempio si volesse realizzare un piccolo impianto da 3 KWp sul tetto della propria azienda, per ogni KWh prodotta si avrebbe per 20 anni un contributo di circa 0,48€. Nel Mezzogiorno, con un impianto da 3KWp si può contare su 2000 ore di sole e incassare ogni anno 2880 euro (2000 x 3 x 0,48 euro). In aggiunta è possibile rivendere all’Acquirente Unico (Società per azioni del gruppo Gestore dei Servizi Energetici GSE SpA) l’energia prodotta a un prezzo che si aggira intorno a 0,09€/KWh.

La tabella incentivi utilizzata è  applicabile solo agli impianti che saranno connessi alla rete e resi funzionanti entro il 31/12/2010, ma ovviamente per il futuro, il Governo si appresta ad emanare un nuovo piano incentivante.

Perché una Pmi dovrebbe adottare e implementare un sistema fotovoltaico? Per una duplice ragione: migliorare lo stato dell’ambiente ed entrare nel business nelle energie rinnovabili.

Ovviamente, le imprese favorite sono quelle che possiedono spazi ampi sia in termini di terreni che di estensione dei tetti, dove è possibile realizzare un impianto fotovoltaico per accedere immediatamente agli incentivi del Conto Energia se entrasse in funzione entro il 2010.

In un momento di congiuntura negativa come questo, si potrebbero avere perplessità legate ai costi iniziali di installazione. Tuttavia sono diversi gli enti finanziari interessati a supportare progetti come questi, che presentano una buona e duratura redditività.

Una conferma in questo senso viene dal nostro esperto, che solitamente si occupa di queste problematiche attraverso i servizi di consulenza tecnica e amministrativa offerti mediante la Pentera srl.

L’Ing Dalla Torre cita un interessante esempio di enti finanziari interessati: i Fondi di investimento stranieri che si sono rivolti alla Pentera per individuare e realizzare impianti di MWp o decine di MWp (ovvero impianti generalmente Medi o Grandi).

Se persino questi attori stranieri trovano la convenienza in un investimento così apparentemente complesso, certamente le Pmi italiane non possono lasciarsi sfuggire l’occasione di rendere una parte della propria impresa e del proprio paese produttiva, remunerativa ed eco-compatibile.

Fonte: PMI.IT – Alessia Valentini

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