Inviato da jacarta il 23 aprile 2010

Auto Elettrica
Sunny car in a sunny region è un progetto che Cimino & Associati Private Equity SpA, attraverso Cape Regione Siciliana Sgr SpA, ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico (nell’ambito delle proposte per l’insediamento nello stabilimento automobilistico di Termini Imerese) e che prevede di trasformare la Sicilia nel primo laboratorio europeo di mobilità fondata sull’energia solare, attraverso una rete di ricariche ad energia solare, una società di sviluppo di sistemi di mobilità ed una società di produzione di veicoli elettrici.
Tale progetto prenderà a regime l’assunzione di oltre 3.400 dipendenti in Sicilia e sarà successivamente proiettato nel Mediterraneo, basandosi su consolidate esperienze tecnologiche internazionali. Sarà attuato indipendentemente dalle decisioni del Governo per quanto riguarda l’assegnazione della riconversione degli stabilimenti Fiat di Termini Imerese. Infatti l’intento di Cape è quello di dare soluzione al contingente problema dello stabilimento di Termini, convertendone oltre all’area o parte di essa, anche le risorse umane. Per inciso si sottolinea che tale soluzione, per com’è articolata, non sarebbe sicuramente di breve periodo. Non ci sono comunque ancora decisioni ufficiali in merito, e se non si potessero utilizzare tali stabilimenti (che cesseranno le attività fra circa un anno e mezzo) il progetto sarà attuato in altra “location”, sempre in Sicilia, pronto a riassorbire eventualmente e gradualmente anche le persone che andranno in cassa integrazione causa chiusura stabilimenti Fiat. Nel frattempo, la partenza dell’operazione è sancita dalla pubblicazione di annunci di recruitment e le tre società (due con sede a Termini Imerese ed una con sede a Catania) sono già costituite da due mesi.
Il progetto Sunny car in a sunny region coniuga le tre “P”: persone, pianeta, profitto, quindi andrebbe a tutelare non solo il problema “ambiente” ma andrebbe a dare buona soluzione al problema “occupazione”.
Fonte: Rosalio.it – Simone Cimino
Tags: auto elettrice, energia solare, sunnycar
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Inviato da jacarta il 21 aprile 2010

Ritardo pagamenti della PA
Le Pmi italiane sono in pratica gli istituti di credito più “generosi ed affidabili” nei confronti dello Stato” La provocazione è purtroppo assai verosimile alla luce dei dati sui tempi di pagamento alle piccole imprese, che si traducono in attese anche di 600 giorni, per recuperare i crediti vantati nei confronti degli enti pubblici.
Il tempo medio di attesa per riscuotere un credito da una pubblica amministrazione si attesta sui 128 giorni contro i 67 della media UE, ma anche le aziende private saldano i propri fornitori in 88 giorni.
Questi ritardi costano 934 milioni di euro l’anno, e a farne le spese sono proprio le Pmi che, alla fine, non hanno accesso al credito.
Secondo Assifact, Associazione italiana per il Factoring, i crediti vantati dalle imprese nei confronti di amministrazioni centrali e enti sanitari locali sono stimati in 60-70 miliardi.
Le Pmi non hanno altra opzione oltre l’attesa, visto che di questi tempi anche la scelta di trascinare in tribunale un proprio cliente <(soprattutto un ente pubblico…) ha come unica certezza la perdita.
La UE tenta di porre rimedio annunciando l’approvazione di una direttiva che fissa a 30 giorni il termine massimo dei pagamenti della PA, con sanzioni del 5% per ogni giorno di ritardo.
Intanto, causa i problemi di liquidità dovuti ai ritardi nei pagamenti delle fatture, i piccoli imprenditori sono costretti a rivolgersi alle banche per chiedere finanziamenti, ma anche qui la strada si rivela tutta in salita: la metà delle Pmi fornitrici di beni e servizi alla pubblica amministrazione denuncia una maggiore difficoltà di accesso al credito.
Il paradosso è portato all’estremo nel momento in cui lo Stato, in presenza di debiti per tasse, imposte e contributi blocca i pagamenti pur in presenza di crediti da parte delle imprese senza possibilità di procedere ad una compensazione.
Se lo scenario sul fronte pubblico è demoralizzante, ancor meno esaltante la situazione che si sta delineando da qualche tempo nei rapporti tra imprese private.
In aumento i “cattivi pagatori” tra le imprese italiane. Dal 2007, anno in cui circa il 50% delle imprese onorava i propri debiti nei termini pattuiti, la percentuale dei debiti commerciali pagati in ritardo è schizzata verso l’alto, complice anche la crisi finanziaria. In questo caso (purtroppo) il recepimento della Direttiva UE 2000/35 che sanziona i ritardati pagamenti non ha avuto gli effetti sperati.
Fonte: Pmi.it – Paolo Sebaste
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Inviato da jacarta il 17 aprile 2010

Domotica
Quando si parla di domotica spesso si pone l′accento sul contenuto tecnologico avanzato ed innovativo delle soluzioni proposte e raramente, a torto, si parla di una delle principali virtù della domotica, ossia il potenziale di risparmio energetico.
Tecnologie avanzate tra le mura domestiche spesso vogliono dire bollette energetiche più leggere, grazie all′incremento di efficienza che la domotica permette di raggiungere.
Che poi la domotica non sia più una cosa di elite è confermato da alcuni dati interessanti diffusi da immobiliare.it, sito di riferimento degli annunci del mondo immobiliare, secondo cui almeno un nuovo immobile su due è fornito di almeno un elemento di automazione.
Ma quanto costa e quanto si risparmia, nel concreto, con qualche indovinata soluzione di automazione?
Per quanto riguarda i costi, a seconda delle soluzioni (standard o personalizzate) si può spendere tra i diecimila e cinquantamila euro per un impianto che controlli climatizzazione, luci e imposte in un appartamento di medie dimensioni.
Riguardo al risparmio energetico, invece, si può arrivare fino ad un massimo del 20% di risparmio sulla bolletta se ad essede automatizzati sono anche gli imjpianti di riscaldamento/raffrescamento ed in generale sono previste delle buone soluzioni di isolamento termico, al fine di ridurre la dispersione di calore/freschezza e quindi diminuire drasticamente la frequenza di accensione degli impianti.
Per alttro, la recente Norma Europea CEN EN 15232 “Prestazione energetica degli edifici – Incidenza dell′automazione, della regolazione e della gestione tecnica degli edifici” rappresenta un importante strumento per l’analisi dell’investimento e ci ricorda che la prestazione energetica dovrebbe essere uno dei primissimi parametri di valutazione di progetto.
Fonte: di greenenergy.myblog.it – 16/04/2010
Tags: domotica, risparmio energetico
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Inviato da jacarta il 16 aprile 2010

Solar Expo Verona
Solarexpo – mostra e convegno internazionale su energie rinnovabili e generazione distribuita, che si terrà alla Fiera di Verona dal 5 al 7 maggio 2010 – a un mese dall’evento ha registrato il tutto esaurito. Sono 1250 gli espositori, tra diretti e indiretti, presenti a Solarexpo e Greenbuilding, con 500 aziende estere (40 per cento) provenienti da 43 paesi. Elevato anche il numero di visitatori qualificati attesi, che per la prossima edizione, si stima possano essere 70.000 e potranno visitare l’esposizione che si articola in dieci padiglioni per oltre 100.000 metri quadri.
http://www.solarexpo.com
… Fonte: Expoenergie S.r.l.
Tags: energia alternativa, energia solare, Energie rinnovabili, Fonti Rinnovabili, Fotovoltaico
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Inviato da jacarta il 12 aprile 2010

Emma Marcegaglia Presidente Confindustria
11 apr. – Confindustria chiede di voltare pagina tutti insieme perche’ il Paese sta declinando. Lo ha affermato il presidente degli industriali Emma Marcegaglia, concludendo la due giorni del convegno del Csc a Parma. Dopo la forte crisi che ha colpito il nostro Paese, ha detto la leader degli industriali, “in cui governo sindacati e imprese abbiamo tutti lavorato insieme per evitare il peggio, sentiamo l’esigenza di voler girare pagina perche’ i dati ci dicono che il Paese sta declinando”.
Invece e’ necessario “riprendere la capacita di guardare al futuro. Se lavoriamo insieme – conclude – possiamo tornare a crescere ma non possiamo essere lasciati soli servono decisioni chiare e serie da prendere velocemente”.
MARCEGAGLIA A BERLUSCONI, SENZA CREDITO BANCHE TUTTI A FONDO - Se le banche non concederanno credito non andranno a fondo solo le imprese ma tutti quanti. E’ l’avvertimento del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che nel corso del convegno del Csc, ha rivolto un appello al premier Silvio Berlusconi: “Senza credito vuol dire che andiamo tutti a fondo. Presidente – ha affermato – ti chiedo un impegno molto forte anche a livello europeo. Ti prego di fare qualcosa, ti chiediamo un impegno importante a favore dell’industria”.
REGIONALI: CAMPAGNA PESSIMA TANTE LITI E NO PROGRAMMI - La campagna elettorale per le regionali “e’ stata pessima, una bruttissima campagna di liti e di screzi con accuse a Napolitano e senza parlare mai di programmi”. Lo ribadisce il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, nell’intervento conclusivo del convegno biennale del Csc. Tuttavia la questione “e’ ormai alle spalle” e ci sono tre anni di tempo “per voltare pagina”.
TAGLIO TASSE IMPRESE E LAVORATORI, NON C’E’ TEMPO - Bisogna tagliare le tasse subito e bisogna abbassarle a chi “tiene in piedi il Paese” cioe’ imprese e lavoratori. Lo ha chiesto al premier Emma Marcegaglia, specificando che non si puo’ aspettare tre anni per la riforma del fisco ma bisogna fare qualcosa subito a partire dal taglio dell’Irap. “Le tasse vanno abbassate – ha detto -. La situazione fiscale in Italia e’ molto problematica, c’e’ un’enorme evasione fiscale e chi paga le tasse ne paga una quantita’ insostenibile. Bisogna mettere mano alla riforma e’ un fatto molto importante. Fare la riforma nel triennio – ha proseguito – e’ importante e noi collaboriamo ma non possiamo aspettare tre anni vogliamo vedere qualcosa subito. Serve abbassare le tasse su chi tiene in piedi il Paese: le imprese e i cittadini”. E in particolare come primo passo tagliare l’Irap.
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Inviato da jacarta il 1 aprile 2010

Campo fotovoltaico
SEI anni per avere dalla Regione un’ Autorizzazione integrata ambientale. Due anni per poter installare un impianto fotovoltaico. Tre anni per un’ autorizzazione a emissioni in atmosfera. Il tutto mentre nel resto d’ Italia ci sono regioni, come l’ Emilia Romagna, che rilasciano queste autorizzazioni in 180 giorni. Sono solo alcuni dei dieci mali della burocrazia regionale, che nonostante l’ esercito di 2.300 dirigenti e 14 mila dipendenti, non riesce a rispettare i tempi previsti dalla legge: sei mesi per ottenere quelle certificazioni. Sono però i mali che stanno alimentando lo scontro politico, con l’ assessore all’ Industria Marco Venturi e il sottosegretario Gianfranco Micciché che minacciano di abbandonare il governatore Raffaele Lombardo «se non si snellisce la burocrazia», costringendo tutti gli assessori, da Gaetano Armao a Caterina Chinnici, ad annunciare provvedimenti per accelerare le pratiche. Ma quali sono i tempi della burocrazia regionale? Quali i 10 tappi che rallentano le pratiche danneggiando le aziende e i siciliani? E, soprattutto, come funziona nel resto d’ Italia? Sul banco degli imputati ci sono i dipartimenti e gli uffici che si occupano di lavori pubblici, tutela ambientale, energia e beni culturali. Ma anche le leggi: oggi per aprire un’ attività imprenditoriale occorrono 60 passaggi amministrativi previsti da una miriade di norme approvate negli anni dall’ Ars. I tempi: per ottenere dall’ assessorato Territorio e ambiente l’ Aia (autorizzazione integrata, che dovrebbe sulla carta accelerare i tempi con un unico procedimento amministrativo) ci sono aziende siciliane che attendono 6 anni: è successo a un’ impresa di Ragusa. In Italia il limite è di 180 giorni, tempo che rispettano molte regioni, come Emilia Romagna e Piemonte. Per una valutazione d’ impatto ambientale occorre un anno, per un’ autorizzazione all’ emissione di fumi in atmosfera (necessaria per qualsiasi impianto industriale) passano 3 anni. Ma prima di ottenere queste autorizzazioni, l’ impresa deve avere un parere dal Comitato provinciale di tutela ambientale, che dipende sempre dalla Regione. Risultato? Altri sei mesi di attesa. La burocrazia regionale è poi lentissima per quanto riguardai pagamenti: dalla presentazione della rendicontazione su spese già finanziate con il Por 2000-2006, i siciliani per ottenere i soldi sul conto corrente devono aspettare anche 2 anni, mentre per normali fatture i tempi sono di almeno 12 mesi, contro i 60 giorni garantiti dalle amministrazioni di altre regioni, come Lombardia, Veneto o Toscana. Non va meglio all’ assessorato all’ Energia, dove occorrono da 6 mesi a 2 anni per avere il via libera a poter installare impianti fotovoltaici anche piccoli.E se per il rigassificatore di Priolo la Erg attende da 3 anni, per una modifica a un piano regolatore di un porto ce ne vogliono almeno 5. Lente anche le Soprintendenze: per un’ autorizzazione paesaggistica, che riguarda chiunque ha case nei centri storici, occorre un anno. Ci sono poi casi di malaburocrazia davvero paradossali. Per un semplice fax a volte passano sei mesi, come accade spesso alle imprese che ottengono finanziamenti dall’ Irfis: l’ Istituto, prima di erogare il prestito, invia un fax all’ assessorato alle Attività produttive, che deve verificare online se l’ azienda è in regola con i contributi. Poi, sempre via fax, i funzionari dell’ assessorato devono dare risposta all’ Irfis. «Per un’ operazione che si può fare in cinque minuti netti, c’ è chi aspetta anche sei mesi, perché dall’ assessorato non arrivava il fax», dice Giorgio Cappello, presidente dei giovani di Confindustria, che ha raccolto decine di segnalazioni di cattiva burocrazia attraverso gli sportelli aperti dall’ associazione che da tempo, con il suo leader Ivan Lo Bello, denuncia «la lentezza degli uffici». Per tutta riposta, il governo Lombardo annuncia un’ inversione di rotta. Ieri l’ assessore alla Funzione pubblica, Chinnici, ha avviato un progetto «che taglierà i costi della burocrazia del 25 per cento» attraverso la riduzione dei passaggi cartacei. L’ assessore Armao, sempre ieri, ha annunciato un ddl che consentirà il via libera «ai piani paesaggistici in tempi brevissimi». Ma gli imprenditori si chiedono: quando sarà sbloccato il credito d’ imposta finanziato ieri con i Fas?
Fonte: http://palermo.repubblica.it - ANTONIO FRASCHILLA
Tags: energia alternativa, energia solare, Energie rinnovabili, Fonti Rinnovabili, Fotovoltaico, parco solare
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