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Browser, una battaglia rovente come l’estate

Inviato da jacarta il 25 luglio 2009

La guerra dei browser non è mai stata tanto rovente come in questo periodo. Nel giro di pochi mesi, infatti, si sono avvicendati i rilasci di Internet Explorer 8, Safari 4, Google Chrome 2.0 e, poco più di una settimana fa, Firefox 3.5. Della nuova generazione di browser farà presto parte anche Opera 10, attualmente in avanzata fase di beta testing.
È dunque più che mai interessante dare uno sguardo alle ultime statistiche di diffusione dei software di navigazione web, sia per verificarne l’attuale posizione sul mercato sia per osservare con quanta velocità gli utenti aggiornano i rispettivi browser.

Secondo i dati preliminari di giugno 2008 divulgati ai media da Net Applications, e di prossima pubblicazione qui, Internet Explorer ha una quota di mercato globale del 65,6 per cento contro il 68,2 di fine 2008. Firefox segue con una quota del 22,1, guadagnando 1,2 punti percentuali. Crescita analoga anche per Safari, che passa dal 7,8 al 9 per cento, e per Chrome, che dall’1 si assesta al 2 per cento.

Sebbene Firefox 3.5 abbia già superato, per diffusione, il suo più giovane rivale Chrome, Net Applications fa notare che Firefox si trova ormai da diversi mesi in una posizione di stallo: negli ultimi sei mesi il browser di Mozilla è cresciuto di appena un punto percentuale, e rispetto a tre mesi fa, quando registrava una quota del 22,44 per cento, ha persino perso qualcosina.

Più o meno stabile anche la posizione del leader di mercato, Internet Explorer, segno che IE8 sta assolvendo al suo compito: arginare “la fuga” di utenti e dare a Microsoft il tempo di concepire un browser completamente nuovo per l’era del cloud computing.

Tra i browser a maggior crescita c’è Safari, che il 4 luglio ha fatto registrare un picco di oltre il 12 per cento grazie soprattutto ai download della nuova versione 4.0, a cui hanno già migrato più della metà dei suoi utenti. I numeri indicano infine che Chrome ha oggi fra i 15 e i 20 milioni di utenti regolari.

Vale sempre la pena ricordare che le statistiche di diffusione dei browser possono variare anche notevolmente da un paese o da un continente all’altro. Dati più mirati, in tal senso, li fornisce StatCounter, che permette di osservare le quote e i trend di mercato dei vari browser (anche mobili) per zona geografica e con differenti finestre temporali. La classifica europea di questo primo scorcio di luglio mostra un testa a testa tra IE e Firefox, con il primo al 46,3 e il secondo al 40 per cento. Seguono Opera con il 7, Chrome con il 2,9 e Safari con il 2,8 per cento. Dati molto diversi da quelli del Nord America, dove IE detiene ancora saldamente la leadership con il 56 per cento e Firefox si posiziona al 32.

Fote: Punto-Informatico.it

Situazione attuale diffusione dei browser in Italia

StatCounterGlobal

Source: StatCounter Global Stats – Browser Market Share

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Office 2008 per Mac: rilasciato il secondo Service Pack

Inviato da jacarta il 23 luglio 2009

macofficeMicrosoft ha rilasciato il secondo Service Pack per MS Office 2008 in versione Mac, in grado di offrire una maggiore stabilità, velocità e compatibilità, oltre ad alcuni nuovi utili strumenti di lavoro

Macintosh Business Unit (MacBU), la divisione Microsoft incaricata dello sviluppo software per i computer Apple, ha rilasciato il secondo Service Pack per Microsoft Office 2008 in versione Mac. L’aggiornamento apporta al programma una maggiore stabilità, velocità e compatibilità, oltre a fornire nuovi utili strumenti di lavoro.

L’aumento delle prestazioni appare particolarmente apprezzabile in Word 2008, in particolare per quanto riguarda l’esecuzione del programma e la velocità nello scrolling dei documenti, nonché in Excel 2008, che grazie all’aggiornamento offre una maggiore velocità nell’esecuzione dei calcoli.

Il secondo Service Pack introduce inoltre un nuovo applicativo battezzato “Microsoft Document Connection”, in grado di lavorare con i file archiviati su un sito SharePoint o su Office Live Workspace. Inoltre, la versione online di Office è stata resa compatibile anche con Safari 4.

PowerPoint 2008 si arricchisce inoltre di due nuove funzionalità. Custom Path Animation permette infatti la creazione di veri e propri percorsi animati personalizzati, mentre per quanto riguarda i temi è stata aggiunta la possibilità di definire un tema standard, personalizzandone i font, lo schema dei colori e il layout delle slide.

In aggiunta al SP2, Microsoft ha inoltre rilasciato una nuova versione del convertitore Open XML per Mac, utilizzato per gestire i documenti salvati nel formato Open XML anche con versioni di Office per Mac antecedenti all’edizione 2008.

Fonte: PMI.it

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iPhone 4G, tra rivelazioni e rumor

Inviato da jacarta il 11 luglio 2009

iphoneA poche settimane dal lancio del nuovo 3G S già iniziano a circolare le prime indiscrezioni sul prossimo iPhone 4G. Parole d’ordine biometria, RFID e interfaccia fully touch

RFID, biometria e fully-touch nel futuro dell’iPhone? Forse. Sarebbero queste le carateristiche di punta del nuovo Apple iPhone 4G, di cui già si vocifera nonostante l’iPhone 3G S – evoluzione del 3G, – sia sul mercato solo da poche settimane, tra entusiami e critiche per le poche funzionalità aggiunte e soprattutto per il prezzo di vendita in Italia.

Un acosa è certa, la passione per lo smartphone Apple non è in discussione, tanto che in effetti già iniziano a circolare le prime indiscrezioni sulla prossima generazione 4G.

In un limbo tra soffiate e rumor, alcune voci sembrano imporsi per innovazione ed effettiva possibilità di implementazione.

Nello specifico sembra che il prossimo iPhone 4G possa integrare un terminale RFID per incrementare le possibilità di interazione con il “mondo circostante”, e non solo con la rete telefonica e Internet. A conferma di questa possibilità, esiste un brevetto, depositato lo scorso 2 luglio dalla stessa Apple, che descrive un dispositivo touchscreen dotato di tecnologia di identificazione a radiofrequenza.

All’RFID si aggiungerebbe una tecnologia di identificazione biometrica delle impronte digitali utilizzabile per applicazioni di sicurezza e per una maggiore personalizzazione di quelle presenti nello smartphone. In questo caso si sovrappongono le idee di implementazione, a partire dalla profilazione grafica del dispositivo fino a funzionalità di accesso e utilizzo controllato.

In ultimo, si vocifera di una interessante tecnologia di resa del touchscreen, che renderebbe disponibili effetti touch avanzati come vibrazioni del display in grado di simulare la presenza fisica di oggetti come pulsanti e rotelline di scorrimento.

In questo modo l’esperienza utente sarebbe sicuramente più interessante e potrebbe prevedere comportamenti differenti anche in funzione dell’intensità della pressione e dal numero di dita presenti sullo schermo.

Fonte: Pmi.it – Alessandro Vinciarelli

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Steve Jobs, modello di manager "anti-CEO"

Inviato da jacarta il 2 luglio 2009

Steve Jobs CEO at APPLE

Steve Jobs CEO at APPLE

Steve Jobs non rappresenterebbe il modello di CEO che tutti acclamano, anzi secondo un blogger della Harvard Business Review sarebbe l’esempio da non seguire

Essere CEO (Chief Executive Officer) significa saper prendere decisioni in modo efficace e riuscire a portare a compimento idee di business in grado di portare benefici economici. Per raggiungere queste obiettivi ci si ispira a modelli vincenti tra i più noti della scena globale. Come Steve Jobs, CEO Apple?

Oltre ai molti sostenitori del modello di manager da lui incarnato, tuttavia, non mancano i detrattori, che sostengono modelli differenti.

In particolare, nella blogosfera spiccano le considerazioni di un blogger dell’Harvard Business Review che indica Steve Jobs come l’esempio da non seguire.

Secondo William C. Taylor, Jobs rappresenterebbe una modello di manager con un errato approccio alla leadership, troppo CEO-centric e quindi ormai insostenibile.

Comunque, l’autore non nega le capacità del CEO di Cupertino che, indubbiamente, rimane il più creativo e carismatico. Non va infatti dimenticato che Jobs ha portato sul mercato non una ba ben quattro linee di produzione di grande successo, che spaziano dai computer (Mac) alla musica (iPod), dalla comunicazione mobile (iPhone) fino ad arrivare ai film (pixar).

Quel che si critica, in realtà, è l’arroganza nel porsi verso il mondo e verso l’azienda stessa, con un approccio top-down eccessivamente spinto verso il vertice.

Un CEO da non emulare secondo Taylor, che addirittura chiude il discorso su Jobs affermando che ormai l’atteggiamento degli utenti verso l’azienda e i prodotti può essere considerato di devozione religiosa.

Fonte: PMI.it

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