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…idee e soluzioni per le imprese

ComUnica: 180mila imprese nate via Web ComUnica: 180mila imprese nate via Web

Inviato da jacarta il 30 agosto 2010

Si è dimostrata un successo la nuova procedura telematica di avvio d’impresa: dal primo aprile, un milione di pratiche hanno viaggiato in Rete

UnionCamere

Bilancio positivo per ComUnica, la nuova procedura telematica di avvio d’impresa, e di comunicazione nascita, cessazione o variazione dell’attività, inaugurata lo scorso primo aprile.

I dati Unioncamere e Infocamere parlano chiaro: 182.581 imprese nate via Web, di cui oltre 103mila (57%) subito operative.

Altre 624.677 pratiche telematiche hanno riguardato invece comunicazioni sullo stato dell ‘ impresa (cessazione o variazione dell’attività). In tutti, sono state dunque un milione circa le pratiche che hanno viaggiato in Rete, verso Camere di commercio, Inps, Inail, Agenzia delle Entrate e Registro Imprese.

Tra i soggetti coinvolti sono state soprattutto le società a ricorrere a ComUnica, inviando il 67,4% di tutte le pratiche virtuali spedite online alle Camere di Commercio.

Per iscrizione, modifica o cancellazione – da parte di aziende e intermediari abilitati – si parla di una media di circa 8mila richieste al giorno. Ha commentato così il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello:«Dalla data di avvio al 31 luglio sono state oltre 945.000 le pratiche ComUnica inviate alle Camere di Commercio attraverso il sito www.registroimprese.it, il che ci conferma quanto le aziende, soprattutto piccole e medie, considerino essenziale questo nuovo strumento di snellimento delle pratiche burocratiche e di semplificazione amministrativa».

Fonte: Pmi.it – Alessandra Gualtieri

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Sicilia, 20 milioni per le Rinnovabili

Inviato da jacarta il 26 maggio 2010

La regione Sicilia crede nelle energie rinnovabili e istituisce un fondo di garanzia da 20 milioni di euro. Il provvedimento, dedicato alle Pmi, coprirà il costo di installazione di impianti fotovoltaici fino a 20kW

Finanziamenti x Solare

La Sicilia continua a credere nel business del Fotovoltaico: la Regione incentiverà le Pmi a istallare impianti di piccola potenza, capaci di soddisfare il fabbisogno annuale di energia elettrica, grazie a un fondo di garanzia da 20 milioni di euro, a valere sui fondi Par Fas 2007-2013.

La misura finanziaria coprirà le spese di installazione per impianti con una potenza massima non superiore ai 20kW.

Istituito attraverso l’articolo 105 della Legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010, recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2010″, il fondo affiderà la gestione delle risorse agli «istituti di credito o alle istituzioni finanziarie per le imprese e le famiglie” capaci di dimostrare i requisiti tecnici e organizzativi previsti dalla normativa vigente».

Lo stesso articolo prevede inoltre le modalità per l’attuazione della Direttiva 2001/77/CE sulle rinnovabili sul territorio della Regione. Prima dell’entrate in vigore della normativa si applicherà comunque il Piano energetico regionale siciliano (PEAR) del 2009, rientrato recentemente in vigore una volta sospesa la sentenza del Tar che ne bloccava l’adozione.

Fonte: PMI.it – di Alessandro Vinciarelli martedì 25 maggio 2010

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Eco-finanziamenti: i migliori prestiti bancari per installare un impianto fotovoltaico

Inviato da jacarta il 15 maggio 2010

Finanziamenti x Solare

Chi ha intenzione di prodursi da solo energia pulita costruendosi un impianto fotovoltaico dovrà farsi due conti. Soprattutto se pensa, per tagliare la bolletta della luce e produrre energia pulita a costo zero, di voler usufruire degli incentivi previsti dal Conto energia e riuscire così a ripagarsi in pochi anni del costo dell’investimento.

Il problema però è che non tutti hanno a disposizione il capitale necessario per far fronte immediatamente alla spesa dei pannelli solari. E’ per questo che molte banche si sono attrezzate con offerte di finanziamento per private e aziende appositamente pensate per chi vuole investire nel fotovoltaico. Ma come scegliere, tra le tante offerte presenti sul mercato, il finanziamento più adatto?

A stilare una classifica dai pacchetti finanziari più appetibili è stato l’Osservatorio finanziario, che ha messo a confronto le varie offerte su misura confezionate dagli istituti di credito per chi decide di farsi l’energia in casa. Il trucco sta infatti nello scegliere il prestito con più alto tasso di personalizzazione, in modo da poter variare durata e percentuale di finanziabilità e riuscire così a ottimizzare i vantaggi del Conto energia. Si tratta di varie tipologie di finanziamento, ognuna condizionata da una serie di parametri, come la provincia in cui viene istallato l’impianto, l’impatto ambientale e architettonico sul territorio della struttura e la potenza scelta.

Ma vediamo nel dettaglio cosa offrono le banche a chi decide di fare del bene all’ambiente e al proprio portafoglio:

  • La Banca Popolare di Milano propone Credito fotovoltaico che finanzia 150mila euro da restituire al massimo in 15 anni;
  • Intesa Sanpaolo finanzia al massimo 100mila euro con Prestito ecologico, da restituire al massimo in 15 anni e finanzia anche pannelli solari, termici, caldaie, infissi, automezzi ecologici e a trazione elettrica;
  • c’è poi BNL-Gruppo BNP Paribas con Prestito Energia che finanzia un massimo 100mila euro e il tasso fisso di 5,95%;
  • Ubi Banca eroga, con il prodotto ForzaSole, al massimo 70mila euro con tasso fisso di 6,75% e rientro al massimo in 15 anni;
  • Cariparma presta, con Fiducia contante energia solare, al massimo 50mila euro (con tasso fisso al 6,50%);
  • BCC Roma, con Sistema energia, offre un finanziamento massimo 50mila euro e un mutuo chirografario anche per impianti eolici, pannelli solari e termici, impianti di geotermia, biomasse, biogas;
  • La stessa cifra, da restituire in 10 anni, la offre anche Unicredit con Chirografario fotovoltaico e MPS (con rata mensile in 10 anni, se semestrale in 15 anni);
  • Banca Sella ha invece una divisione dedicata al finanziamento del fotovoltaico con Sella Ambiente e finanzia al massimo 30mila euro da restituire in 15 anni (tasso di interesse fisso di 5,95%);
  • Infine troviamo la Banca popolare di Vicenza che finanzia al massimo 30mila euro (con un tasso fisso da calcolare sull’Irs+ spread tra 1% e 2,50%).

Insomma, costruirsi un impianto fotovoltaico, anche grazie ai finanziamenti mirati previsti dalle banche, ancora conviene. Ma è necessario darsi una mossa perché non è ancora del tutto chiaro cosa prevederà in materia di incentivi per il settore il Conto energia 2011.

Fonte: Greenme.it 15.05.2010 – Rosamaria Freda

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Rinnovabili UE: Italia bocciata, non investirà nel Green Job

Inviato da jacarta il 15 marzo 2010

Campo fotovoltaico

L’Italia non riuscirà a centrare gli obiettivi UE e produrre sufficiente elettricità da fonti rinnovabili. Pur di non investire in Green Economy, preferirà importartarla da paesi terzi

Italia maglia nera per produzione di energia da fonti rinnovabili: non solo non centerà gli obiettivi UE per il 2010 (20% di produzione eco-energetica nella UE, 17% negli Stati membri) con la auto-produzione, ma addirittura non investirà nella Green Economy favorendo la nascita di aziende green e la creazione di posti di lavoro verdi. Piuttosto importerà dall’estero energia pulita per “mettersi in regola” con la UE.

Nel rapporto del governo italiano presentato a Bruxelles e reso pubblico ieri dalla Commissione UE, si prevede di acquistare energia rinnovabile e biocarburanti da Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia.

Una soluzione “tampone” difficile da comprendere per le aziende del settore (già deluse dalle eventuali nuove “politiche anti-incentivi green” che la nuova bozza del Conto Energia 2011 lasciano prevedere) e che non porterà alcun beneficio produttivo.

Una soluzione priva di ritorni economici, che rischia di soffocare sul nascere un mercato fiorente, Green Economy declinata in versione “energia pulita“, che avrebbe invece contribuito al rilancio economico del paese, già massacrato dalla crisi.

Oltre all’Italia, anche Belgio, Danimarca, Lussemburgo e Malta dovranno ricorrere ai ripari con importazioni di energia pulita per non restare fuori dagli obiettivi UE. Promossi invece paesi come Francia e Gran Bretagna, che da sole riusciranno a produrre energia rinnovabile sufficiente a raggiungere la soglia del 17%.

Germania e Spagna brillano per efficienza green: non solo centreranno il target ma lo supereranno. Un paradosso, considerato l’enorme potenziale solare dell’Italia e nonostante fino ad oggi gli incentivi pubblici italiani per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili fossero i più alti nella UE.

Ultima chicca: l’energia nucleare, che il Governo italiano ha rispolverato come nuova Eldorado degli investimenti energetici del Paese, è stata dichiarata dalla UE una fonte di energia non rinnovabile, che sono solo eolico, fotovoltaico, biofuel e biomasse.

Fonte: Pmi.it – Alessandra Gualtieri

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Impianti fotovoltaici, convenienti per le Pmi

Inviato da jacarta il 3 marzo 2010

Impianto Fotovoltaico

Parco Fotovoltaico

Intervista a Pietro Dalla Torre, consulente per la Pentera srl ed esperto di tematiche ambientali, sugli aspetti connessi alla realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici ad uso aziendale

PMI.it ha incontrato l’esperto Pietro Dalla Torre per analizzare costi e benefici di un impianto fotovoltaico in azienda, alla luce del contesto di riferimento in cui l’Italia si sta muivendo in seguito alla legge europea L140/16 del 5/6/2009 (Normativa 20-20-20) che prevede entro il 2020 la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 e la parallela introduzione di una soglia minima del 20% per l’energia da fonti rinnovabili consumata nei paesi CEE.

Attualmente l’Italia produce il 15% da fonti rinnovabili compresa l’energia idroelettrica, ma nei prossimi anni sarà necessario installare almeno 25MWp di apparati per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per centrare l’obiettivo serve il contributo di tutti: se ognuno produrrà 1-2 KWp sarà possibile portare il Belpaese al livello richiesto dall’Europa. In questo senso, il fotovoltaico ben si presta allo scopo.

Puntare sulle energie rinnovabili, non va dimenticato, consentirà all’Italia anche un incremento occupazionale: fino a 100mila nuovi posti di lavoro nei prossimi 10 anni.

L’Ing. Dalla Torre ci spiega che un impianto fotovoltaico, con la tecnologia attuale, comporta una resa dei pannelli pari al 20% circa. Quindi, per produrre 1KWp (Kilowatt potenziale) è necessario coprirvi 10 mq di terreno. Tuttavia, una sola ora di sole su 10mq di pannelli produce 1KW, e se pensiamo ad esempio al Sud d’Italia, si capisce immediatamente perché sia possibile produrre in un anno quasi 2.000 KW/h.

Allora, perché conviene istallare un impianto fotovoltaico? Secondo Dalla Torre, i vantaggi risiedono in prima battuta in un approccio culturale di tipo etico-ecologico a beneficio dell’ambiente (concetto già totalmente acquisito dai nord europei che hanno installato molti più impianti eco-compatibili e basati su energie rinnovabili).

Poi, ovviamente, si devono considerare le motivazioni economiche ed in particolare gli incentivi governativi. Infatti, i costi iniziali di realizzazione possono essere mediamente alti ma tutta l’operazione risulta conveniente in una prospettiva di Ritorno di investimento (ROI) pluriennale di 15-20 anni.

È difficile stimare con precisione il costo di realizzazione di un impianto fotovoltaico, perché le variabili sono diverse: dimensione impianto, sua complessità, quantità di energia da produrre, ecc. In genere, il 70% circa dei costi sono legati ai prezzi dei pannelli, che sono comunque variabili e direttamente proporzionali alla resa energetica e alla garanzia di durata: maggiore la resa, maggiore la garanzia di durata nel tempo e quindi più alto il costo.

Fino al 2009 i pannelli migliori erano prodotti in Germania, poi la Cina ha immesso sul mercato pannelli di buona qualità a prezzi così ridotti da essere diventati subito concorrenziali permettendo di fatto il calo dei costi dell’intero sistema.

Oggi un impianto da 3 KWp ha un costo inferiore ai 15mila euro (circa 3mila euro in meno dello scorso anno) ed è anche possibile farsi finanziare da banche che erogano mutui ad hoc a questo tipo di iniziative.

Fondamentale resta la possibilità di ammortizzare l’intero costo in 6-8 anni grazie agli attuali incentivi del Governo. In aggiunta il Conto Energia garantisce un contributo per 20 anni, e quindi per i successivi 12 anni tutti i ricavi di produzione costituiscono un guadagno certo per il cittadino o per l’impresa che decidesse di installare un impianto fotovoltaico.

Come ci spiega l’Ing Dalla Torre, tanto per il privato cittadino quanto per le Pmi, la principale normativa di riferimento è proprio il Conto Energia, che garantisce a chi produce energia elettrica attraverso un impianto fotovoltaico, un incentivo che varia in funzione della dimensione dell’impianto stesso e in base al fatto che sia integrato o meno in edifici preesistenti o poggiato a terra.

Seguendo la tabella incentivi presente sul sito del Conto Energia, se ad esempio si volesse realizzare un piccolo impianto da 3 KWp sul tetto della propria azienda, per ogni KWh prodotta si avrebbe per 20 anni un contributo di circa 0,48€. Nel Mezzogiorno, con un impianto da 3KWp si può contare su 2000 ore di sole e incassare ogni anno 2880 euro (2000 x 3 x 0,48 euro). In aggiunta è possibile rivendere all’Acquirente Unico (Società per azioni del gruppo Gestore dei Servizi Energetici GSE SpA) l’energia prodotta a un prezzo che si aggira intorno a 0,09€/KWh.

La tabella incentivi utilizzata è  applicabile solo agli impianti che saranno connessi alla rete e resi funzionanti entro il 31/12/2010, ma ovviamente per il futuro, il Governo si appresta ad emanare un nuovo piano incentivante.

Perché una Pmi dovrebbe adottare e implementare un sistema fotovoltaico? Per una duplice ragione: migliorare lo stato dell’ambiente ed entrare nel business nelle energie rinnovabili.

Ovviamente, le imprese favorite sono quelle che possiedono spazi ampi sia in termini di terreni che di estensione dei tetti, dove è possibile realizzare un impianto fotovoltaico per accedere immediatamente agli incentivi del Conto Energia se entrasse in funzione entro il 2010.

In un momento di congiuntura negativa come questo, si potrebbero avere perplessità legate ai costi iniziali di installazione. Tuttavia sono diversi gli enti finanziari interessati a supportare progetti come questi, che presentano una buona e duratura redditività.

Una conferma in questo senso viene dal nostro esperto, che solitamente si occupa di queste problematiche attraverso i servizi di consulenza tecnica e amministrativa offerti mediante la Pentera srl.

L’Ing Dalla Torre cita un interessante esempio di enti finanziari interessati: i Fondi di investimento stranieri che si sono rivolti alla Pentera per individuare e realizzare impianti di MWp o decine di MWp (ovvero impianti generalmente Medi o Grandi).

Se persino questi attori stranieri trovano la convenienza in un investimento così apparentemente complesso, certamente le Pmi italiane non possono lasciarsi sfuggire l’occasione di rendere una parte della propria impresa e del proprio paese produttiva, remunerativa ed eco-compatibile.

Fonte: PMI.IT – Alessia Valentini

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Deutsche Bank, Prestitempo ed Enerpoint siglano accordo per fotovoltaico

Inviato da jacarta il 29 settembre 2009

Finanziamenti

Finanziamenti x Fotovoltaico

(Teleborsa) – Roma, 28 set – Prestitempo, divisione del Gruppo Deutsche Bank dedicata al credito alle famiglie, ed Enerpoint hanno siglato oggi un importante accordo per promuovere lo sviluppo del fotovoltaico. L’accordo ha lo scopo di finanziare il 100% del valore dell’impianto fotovoltaico con importo fisso e durata personalizzabile fino a un massimo di 12 anni. L’offerta finanziaria, modellata sul ritorno economico previsto dal Conto Energia, permette di assorbire la rata del finanziamento (in tutto o in parte) grazie al guadagno generato dall’impianto stesso.
Il finanziamento non prevede nè garanzia ipotecaria, nè spese d’istruttoria ed offre la possibilita’ di richiedere l’assicurazione Credit Protection per la copertura del credito e la polizza All Risk a copertura dell’impianto, entrambe finanziabili. Inoltre con la possibilita’ di posticipare la prima rata fino a sei mesi dopo l’installazione, il cliente puo’ iniziare a pagare l’impianto quando sara’ effettivamente in funzione, e i primi incentivi sono gia’ stati erogati.

“Siamo molto soddisfatti dell’accordo con Enerpoint che conferma il nostro impegno nel settore delle energie alternative e verso l’ambiente”, dichiara Sebastiano Marulli, responsabile di Prestitempo,”questa partnership risponde all’esigenza di diversificazione del nostro business con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la gamma prodotti e servizi per i nostri clienti. Prestitempo si pone infatti come partner affidabile per soddisfare le necessità e le esigenze di finanziamento delle famiglie italiane”.

Fonte: Repubblica.it – Finanza

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Decolla il gruppo di acquisto solidale per il fotovoltaico targato Fenice

Inviato da jacarta il 27 settembre 2009

Impianto Fotovoltaico parzialmente integrato tsu tetto

Impianto Fotovoltaico parzialmente integrato su tetto

Oltre al risparmio dell’acquisto collettivo, la Fondazione Fenice propone un corredo di strumenti finanziari a sostegno della spesa “verde”. A beneficio dell’economia locale.

C’è tempo fino al 30 settembre per aderire alla prima tornata di “shopping” collettivo di impianti fotovoltaici promosso da Fondazione Fenice, cui hanno ad oggi aderito più 20 famiglie che produrranno complessivamente oltre 60 kWp di potenza.

Lanciata lo scorso giugno, l’iniziativa proposta a tutta la cittadinanza con la collaborazione tecnica di due aziende del settore Elettroecology Srl e di Luxproject Srl, è decollata durante l’estate. E non solo perché “comprare insieme costa meno”, ma anche perché la Fondazione, impegnata nella sperimentazione e nella didattica di sistemi ecocompatibili, ha saputo mettere a disposizione una serie di strumenti finanziari in grado di sostenere l’investimento delle famiglie grazie a BancaEtica e Cassa di Risparmio del Veneto.

A iniziare dal Conto EnergEtico di Banca Etica, uno strumento innovativo che consente ai soci di Banca Etica di ripianare il credito direttamente in conto corrente nel corso di 20 anni anche attraverso il ContoEnergia, oppure il Mutuo Fotovolatico 100 a tasso variabile fino a 10 anni e senza necessità di garanzie reali. Cassa di Risparmio del Veneto (Gruppo Intesa Sanpaolo) mette invece a disposizione un Prestito Ecologico, a tasso fisso e spese agevolate, fino a 12 anni per aiutare le famiglie ad investire in energia pulita e utilizzare le fonti rinnovabili. Ricordando che, in ambedue i casi, il ContoEnergia garantisce la copertura del finanziamento fino ad un massimo di 75.000, almeno fino a fine anno.

Ultimo, ma non meno importante in tempi di crisi, l’iniziativa targata Fenice innesca un circolo virtuoso rispetto al tessuto economico locale scegliendo di investire in una filiera di produzione made in Italy. I pannelli acquistati infatti non sono prodotti d’importazione ma portano il marchio della padovana Xgroup, che ha creato in due anni un centinaio di posti di lavoro e ne promette altrettanti nel 2010.

E oltre a quella economica abbiamo anche una ricaduta “solidale”, dal momento che Fondazione Fenice, nata dalla sinergia tra Zip e Scout Cngei, estenderà l’offerta a 7500 famiglie scout che avranno la possibilità supportare, con 50€ extra al kWp, la costruzione di una casa scout in legno nell’area del parco delle Energie Rinnovabili a Terranegra.

Per tutti c’è comunque la possibilità di aderire all’acquisto collettivo entro il 30 settembre, oppure di prenotarsi per la prossima “spesa energetica” targata Fenice. Per informazioni e adesioni: gasenergia@fondazionefenice.it, tel. 348/4748375.

Fondazione Fenice
Nata nel 2005 dalla volontà del Consorzio Zona Industriale di Padova e della sezione Scout del Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani, Fondazione Fenice unisce volontariato e impresa per promuovere la didattica ambientale e la sperimentazione di sistemi ecocompatibili, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Educazione e ricerca si sviluppano insieme all’interno del Parco delle Energie Rinnovabili gestito dalla Fondazione: 50.000 metri quadrati in seno al paleo-alveo del fiume Roncajette, nel cuore della zona industriale, che rappresentano una realtà unica in Italia sul fronte della didattica ambientale.

Fonte: Padovanews – Redazione Web

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Fotovoltaico: PV SEC cala il sipario

Inviato da jacarta il 26 settembre 2009

In un’area di 65mq sono stati ospitati 943 espositori, 4000 delegati e circa 40mila visitatori. Ecco i numeri dell’evento leder mondiale del settore fotovoltaico

24th European Photovoltaic Solar Energy Conf.

24th European Photovoltaic Solar Energy Conf.

Si conclude oggi la 24esima edizione dell’ European Photovoltaic Solar Energy Conference and Exhibition (PVSEC) in svolgimento ad Amburgo dal 21 settembre.
L’evento, leader mondiale nel settore, ha dato visibilità a circa 943 espositori che hanno potuto pubblicizzare prodotti e innovazioni tecnologiche riguardanti il fotovoltaico e a rappresentanti dell’industria, ricercatori, ingegneri, investitori, così come ai responsabili politici coinvolti.
Il quadro delineato nella cinque giorni di manifestazione evidenzia come, nonostante la recessione economica mondiale, l’energia solare fotovoltaica conservi enormi potenzialità – in gran parte inutilizzato – di aiutare l’Europa a raggiungere i suoi obiettivi energetici e ambientali.
“I fondamentali del settore fotovoltaico sono e restano forti, come indicato nel nostro studio SET for 2020”, ha detto Adel El Gammal, Segretario Generale della European Photovoltaic Industry Association (EPIA). “Ma necessiterà di un sostegno politico ambizioso per i prossimi 3 a 9 anni, fino a quando non sarà in grado di competere con il prezzo dell’elettricità convenzionale”.
Durante gli incontri i partecipanti al forum hanno discusso dei risultati previsti per il 2020, supportati dai risultati dello studio EPIA che dichiara che il fotovoltaico sarà in grado di fornire il 12% dell’energia prodotta in Europa, grazie all’adeguamento della rete di distribuzione e ai finanziamenti mirati, colmando così il divario che ancora ci separa dall’obiettivo del 20% di rinnovabili entro il 2020.
I partecipanti hanno sottolineato come gli incentivi al settore stiano funzionando in paesi come Germania, Francia e Italia, garantendo un progressivo adeguamento dei costi e una diffusine capillare di industrie e impianti fotovoltaici che hanno dato occupazione a circa 130mila persone e ridotto notevolmente la produzione dei gas serra.
“Alla vigilia della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Copenaghen, i governi dell’Unione Europea
devono accelerare la diffusione della produzione di energia fotovoltaica per soddisfare il loro fabbisogno di energia
e gli obiettivi climatici “, ha detto El Gammal.
“Per far in modo che l’Europa raggiunga l’obiettivo del 20% di rinnovabili entro il 2020, gli Stati membri dell’UE dovrebbero dare un ruolo centrale al solare fotovoltaico nella preparazione dei rispettivi National Renewable Energy Action Plans “, ha dichiarato il Presidente dell’EPIA Winfried Hoffmann.
I Piani dovrebbero essere consegnati entro il giugno 2010.
La sostenibilità è un obiettivo primario del settore europeo, fortemente sostenuto dall’industria, ed elemento fondamentale per garantire competitività all’interno del mercato energetico.
L’efficace collaborazione tra ricerca e industria ha portato l’Europa al centro dell’attenzione per quanto riguarda la tecnologia
“Stiamo chiedendo un forte impegno da parte dei governi europei a mettere in atto tutte le misure necessarie per rendere possibile il rapido dispiegamento di potenza fotovoltaica. Raggiungere gli obiettivi sul clima in Europa richiede un notevole aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili “, ha concluso Hoffmann.

Fonte: Rinnovabili.it – Repubblica.it

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Viterbo: Altri 100 mw di fotovoltaico a Montalto di Castro

Inviato da jacarta il 24 settembre 2009

E’ stato annunciato che entro la fine di quest’anno inizieranno i lavori per la istallazione di una centrale fotovoltaica a Montalto di Castro su un’area di 80 ettari sui quali puntano SunPower e SunRay due grandi gruppi specializzati di impianti di energia alternativa.

“Un sì deciso alle energie alternative, no secco al nucleare”

Parco Solare

Parco Solare

Quindi oltre i 6 MW istallati già dall’ENEL ed in funzione, se ne aggiungeranno altri 100MW con una progettazione che vede preservato anche l’ecosistema.

Questa è la strada giusta per la produzione di energia non certo l’istallazione del nucleare, come abbiamo già affermato e sostenuto.

In Italia si assiste allo sconcertante progetto di ritorno al nucleare e proprio Montalto di Castro è una di quelle aree presa in considerazione con una possibilità per la realizzazione, mentre tutto il mondo e l’America in primo luogo investendoci 150 miliardi , guardano ad orizzonti che vanno verso l’energia alternativa, il governo Berlusconi guarda indietro, indifferente al fatto che i costi sarebbero elevatissimi si parla di 60/70 miliardi di euro e il bello è che quando saranno terminate risulteranno già progetti vecchi, obsoleti ed inoltre c’è un obiettivo che va rispettato che è quello dell’Unione Europea cioè che nel 2020 dovranno essere raggiunti il 20% di riduzione di emissioni di gas serra, il 20% di risparmio energetico ed aumentare il 20% delle fonti rinnovabili, c’è quindi una seria possibilità che dovremo pagare anche le salate sanzioni previste per chi non rispetta questo patto, e chi le pagherà se non ancora una volta le famiglie e le piccole imprese ?

L’altro aspetto sul quale si deve riflettere è la sicurezza, compreso il tema delle scorie radioattive che sono diventate un problema perché non è stato mai individuato un sito sicuro per lo smaltimento durano migliaia di anni. Non possiamo lasciare alle future generazioni questo disastro ecologico.

Dunque l’energia da fonti alternative è il futuro, per le cose dette e per le possibilità occupazionali che offre, sia per le unità lavorative nel costruirle sia per l’indotto che nascerebbe.

Su questo spero che anche gli amministratori, a partire dal Sindaco di Montalto di Castro, il Presidente della Provincia e il Presidente della Regione Lazio abbiano veramente a cuore lo sviluppo della nostra provincia, in armonia con la sua vocazione naturale, il turismo, le risorse ambientali, il termalismo, e che si pronuncino in maniera forte “senza se e senza ma” con un no secco al nucleare e con un sì deciso allo sviluppo sostenibile in tutto il viterbese.

Miranda Perinelli
Segretario Generale CGIL Viterbo

Fonte: http://www.tusciaweb.it – 24.09.2009

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Imprese “Altra Economia”: un mercato da 60 mld di euro Imprese “Altra Economia”: un mercato da 60 mld di euro

Inviato da jacarta il 22 settembre 2009

In Italia aumentano le Pmi operanti nella cosiddetta Altra Economia: un business profittevole che fa emergere le potenzialità di Finanza etica, Credito cooperativo ed Energie rinnovabili

www.altraeconomia.org

www.altraeconomia.org

Dal “Primo rapporto nazionale sull’Altra Economia“, realizzato da Obi One Coop e presentato in occasione dell’omonimo festival a cura della Regione Lazio, emerge un quadro imprenditoriale dinamico e pieno di opportunità per le Pmi: in controtendenza rispetto alla crisi, le “imprese alternative” producono il 4% del Pil lordo e 60 mld di euro di valore aggiunto, dando lavoro a 1,4 milioni di occupati.

Quali e quante sono le aziende italiane dell’Altra Economia? Parliamo di un bacino di oltre 167.000 imprese e organizzazioni no-profit che ogni anno registrano entrate superiori ai 50mila euro.

E non si parla solo di agricoltura biologica (PIL a 1,3 mld di euro) e Commercio equo e solidale (PIL da 11 milioni di euro), ma anche di Finanza etica ed Energie rinnovabili, Riuso e riciclo dei materiali e software libero.

Ad accomunare le imprese che operano in settori così diversi è il reinvestimento degli utili nell’azienda stessa.

I dati statistici raccolti e rielaborati da Obi One Coop rivela come questo segmento produttivo costituisca oggi per l’economia italiana una interessante leva di sviluppo e ripresa post-crisi, considerato che oltre ai 700mila volontari impiegati l’Altra economia assorbe il 6% degli occupati complessivi nel Paese.

Finanza etica e Credito cooperativo sono ancora settori giovani, ma “pieni di speranze”: 60 imprese, 230 addetti, valore aggiunto di 11 mln di euro per il primo; 430 piccole banche, 30mila addetti e un valore aggiunto di 5 mld di euro per il secondo.

Le Energie rinnovabili è il settore più interessante: in Italia, le fonti rinnovabili soddisfano il 17,1% sul consumo interno lordo di energia elettrica. Le 360 imprese che vi operano, producono e distribuiscono energie alternative per 2,4 mld di euro di valore aggiunto, dando impiego a 11mila occupati.

Il Software Libero occupava a fine 2008 27mila addetti e interessava quasi 6mila imprese, per un valore aggiunto di 1,4 mld di euro.

Tra i nuovi e più profittevoli segmenti spicca tra tutti quello del riuso e riciclo, con 65mila imprese che producono un valore aggiunto di 23 miliardi di euro ogni anno, impiegando 546mila lavoratori. Si tratta di una realtà in forte evoluzione, che non annovera più tra le sue fila soltanto i piccoli artigiani o la cosiddetta “filiera corta” ma si estende fino a divenire sistema industriale.

Alla luce degli incoraggianti dati ci si interroga a questo punto sullo scenario normativo italiano? Fino a che punto l’Altra Economia è sostenuta dall’attuale assetto legislativo? Lo scenario è frammentato.

La Regione Lazio, forte sostenitore delle nuove realtà d’impresa alternative, si è impegnato dal 2005 predisponendo le prime leggi su agricoltura biologica e di software libero e istituendo il Fondo per il microcredito. Quest’anno, inoltre, ha varato la prima legge regionale italiana sull’altra economia, definendone ufficialmente settore, normativa, azioni di sostegno e diffusione, nonché stanziando i primi fondi ad hoc.

Fonte: PMI.it – Alessandra Gualtieri

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