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…idee e soluzioni per le imprese

Conto Energia: fino ad 8 mila MW nel 2020

Inviato da jacarta il 31 agosto 2010

Terzo Conto Energia 2011-2013

Scendono i prezzi del fotovoltaico e con esso gli incentivi concessi, ma è prevista ancora una forte crescita del settore

Il solare trascina l’economia del rinnovabile, un trend confermato dal nuovo conto energia varato ultimamente dal Governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella scorsa settimana.

Il piano prevede di raggiungere i 3.5 mila megawatt istallati nei prossimi tre anni, mentre mire ancora più ambiziose sono state previste per il piano nazionale d’azione che il governo ha appena presentato alla Commissione UE, nel quale si prefigura una crescita esponenziale delle istallazioni che dovrebbero arrivare ad assommare 8 mila megawatt nel 2020.

In particolare il dott. Pigni direttore dell’APER (Associazione Produttore Energia da Fonti Rinnovabili) specifica che “sono stati introdotti gli incentivi per altri 200 megawatt per il fotovoltaico a concentrazione (aumenta il rendimento del silicio concentrando la luce sulle celle solari tramite specchi), e altri 300 megawatt per il fotovoltaico più innovativo, come le facciate solari o le finestre fotovoltaiche”.

Il piano dunque diversifica gli investimenti in modo ancora più particolareggiato e questo è senz’altro un bene.

Si assiste al contempo, però, ad una riduzione degli incentivi, che essendo legati al prezzo di mercato dei pannelli, risentono della generale riduzione dei costi determinata dalla concorrenza sempre più incalzante. Gli ultimi mesi del 2010 saranno dunque il momento migliore per investire nel campo delle energie rinnovabili, giacché gli incentivi, sino a Dicembre, rimarranno molto vantaggiosi in relazione al costo attuale delle installazioni.

Nel 2011 difatti ci sarà una riduzione nell’ordine del 15% per le grandi centrali solari e tagli di circa il 4% l’anno nel 2012 e nel 2013. Forse è opportuno tranquillizzare, tuttavia, chi ha già usufruito di tali benefici non intaccherà i contributi già concessi in precedenza in questi anni: il nuovo rgime non intaccherà le condizioni economiche relative ai contributi già accordati, che peraltro, come accennato, hanno riscosso grande successo.

La distribuzione degli impianti fotovoltaici in Italia vede in testa le regioni del Nord Italia, a cominciare dalla Lombardia, che riporta circa il 16% delle istallazioni, seguono poi Emilia-Romagna e Veneto mentre al Sud Puglia e Sicilia sono al vertice di questa particolare classifica. E’ utile sottolineare tuttavia che questi investimenti sono di diversa natura: mentre nel Nord le installazioni riguardino specialmente piccoli impianti, dunque principalmente privati cittadini e piccole e medie imprese che utilizzano le risorse che il nostro Bel Paese offre per la soddisfazione del piccolo fabbisogno quotidiano, nel Sud il fotovoltaico sta sempre più caratterizzandosi come un investimento in larga scala, facilitato dalle condizioni climatiche e territoriali. E’ certamente esemplificativo il fatto che la sola Puglia vanti il 15% della produzione di fotovoltaico italiano. In altri termini si può dire che la “cultura” del rinnovabile ceda il passo al “business del rinnovabile”, le conseguenze socioeconomiche di questo trend le conosceremo solo col tempo.

Fonte: i-dome.com 30.08.2010

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Rinnovabili: agevolazioni IVA per piccoli impianti

Inviato da jacarta il 30 agosto 2010

Nuove indicazioni per la fruizione degli sgravi fiscali in relazione agli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili: niente IVA per piccoli impianti ad uso domestico

IVA Agenzia Entrate

Non solo Fotovoltaico: la nuova risoluzione 88/E dell’Agenzia delle Entrate specifica le modalità di agevolazione fiscale per i contribuenti (persone fisiche ed enti non commerciali) che produrranno energia da fonti rinnovabili non da fonte solare per uso esclusivamente personale.

Niente IVA da pagare sulla tariffa fissa omnicomprensiva versata da GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per la produzione di energia elettrica da piccoli impianti entro i 20Kw.

Ai fini fiscali, pertanto, la cessione dei crediti da parte del GSE rientra tra i redditi diversi e non concorre ai fini della tassazione diretta nel reddito d’impresa.

La clausola per godere dell’incentivo? L’energia verde prodotta dovrà esclusivamente alimentare la sede dell’azienda o l’abitazione privata, senza essere rivenduta sul mercato.

Ipotesi, quest’ultima, che implicherebbe invece per l’azienda o il contribuente individuale una tassazione da esercizio di lavoro o attività commerciale sul corrispettivo versato dal GSE, su cui andrebbe perciò pagata l’IVA.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate spiega infatti che l’eventuale immissione in rete di energia rinnovabile non auto-consumata costituisce attività commerciale anche quando è effettuata da persone fisiche o enti non commerciali, e non solo da contribuenti che svolgono attività commerciale o di lavoro autonomo.

Fonte: PMI.IT – Alessandra Gualtieri

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Energia: MSE, approvati conto energia e linee guida

Inviato da jacarta il 10 luglio 2010

Pale eoliche

Impianto Eolico

Roma, 9 lug – Approvati dalla Conferenza Stato–Regioni–Enti Locali il Conto Energia e le Linee Guida amministrative per le fonti rinnovabili. Entrambi i provvedimenti sono stati predisposti dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente.
“Il Conto Energia e le Linee Guida, attesi da tempo dagli operatori del settore, danno una spinta decisiva alla strategia di sviluppo delle fonti rinnovabili delineata dal Governo. Favoriscono l’innovazione in un settore fondamentale per la ripresa e la competitività del Paese e consentono, inoltre, l’armonizzazione e la semplificazione delle procedure nazionali e regionali”, ha commentato l’on. Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all’energia, in merito all’approvazione dei provvedimenti.
Il nuovo Conto energia per l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici a partire dal 2011 opera una riduzione degli incentivi che si traduce in un vantaggio per il consumatore. Infatti grazie al contenimento degli oneri di sistema, questi non andranno a gravare più sul conto finale della bolletta elettrica. Il decreto riconosce sull’energia prodotta una tariffa incentivante fissa e garantita per 20 anni a partire da quando l’impianto entra in esercizio a cui può accedere chiunque (persone fisiche, giuridiche, soggetti pubblici, condomini). Per gli impianti che entrano in esercizio nel 2012 e nel 2013 le tariffe saranno decurtate del 6% ogni anno. Per gli anni successivi si provvederà con un nuovo decreto.
La riduzione, inoltre, è contenuta per i piccoli impianti e più marcata per i grandi impianti. Questo è possibile grazie ai progressi della tecnologia e alla riduzione dei costi dei pannelli.
Il provvedimento offre largo spazio all’innovazione tecnologica, con particolare attenzione al fotovoltaico a concentrazione, alle installazioni con sistemi di accumulo e a quelle ad alta integrazione architettonica. L’obiettivo è orientare verso una maggiore efficienza complessiva.
Con il sostegno al fotovoltaico si attende di raggiungere gli obiettivi stabiliti per il 2020 in sede comunitaria (potenza fotovoltaica dagli attuali 1350 MW fino a 8.000 MW).
Le Linee Guida nazionali riguardano l’Autorizzazione Unica per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo è definire modalità e criteri unitari sul territorio nazionale per assicurare uno sviluppo ordinato sul territorio delle infrastrutture energetiche. Con le Linee Guida vengono fornite regole certe che favoriscono gli investimenti e consentono di coniugare le esigenze di crescita e il rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Sono state predisposte dal Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e con il Ministro per i Beni e le Attività Culturali. Le Regioni e gli Enti Locali – a cui oggi è affidata l’istruttoria di autorizzazione – dovranno recepire le Linee guida entro i 90 giorni successivi alla pubblicazione del testo.

Fonte: http://finanza.repubblica.it

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Al mare con l’ombrellone fotovoltaico

Inviato da jacarta il 2 giugno 2010

Ombrellone Fotovoltaico

Ombrellone Fotovoltaico

1 giugno 2010 – Con l’estate alle porte cresce la voglia di vacanza. In attesa della scorpacciata di agosto, milioni di persone approfittano dei weekend per riversarsi sulle spiagge e godersi le prime abbronzature. Considerando però che le spiagge sono una delle zone a maggiore irraggiamento solare, non è sprecato pensare al sole solo come un mezzo per ottenere un’uniforme tintarella?

Anche perché il sole è una fonte di energia inesauribile e soprattutto a costo zero. La soluzione viene dagli ombrelloni fotovoltaici, che alla classica funzione di riparo uniscono quella di fornire energia pulita. Un esempio? L’ormai celebre Sunbrella, ideato dal designer Greg Freer, insignito del prestigioso Red Dot Concept Design Award. Un ombrellone fotovoltaico di quasi 2 metri di diametro, composto da 6 moduli fotovoltaici, per una potenza complessiva di circa 282 Watt. Quanto basta per alimentare un mini-frigo, un piccolo ventilatore, il nostro notebook, un laptop o il nostro smarfonino. Non è una bella idea?

Fonte: Zeroemission.tv



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Sicilia, 20 milioni per le Rinnovabili

Inviato da jacarta il 26 maggio 2010

La regione Sicilia crede nelle energie rinnovabili e istituisce un fondo di garanzia da 20 milioni di euro. Il provvedimento, dedicato alle Pmi, coprirà il costo di installazione di impianti fotovoltaici fino a 20kW

Finanziamenti x Solare

La Sicilia continua a credere nel business del Fotovoltaico: la Regione incentiverà le Pmi a istallare impianti di piccola potenza, capaci di soddisfare il fabbisogno annuale di energia elettrica, grazie a un fondo di garanzia da 20 milioni di euro, a valere sui fondi Par Fas 2007-2013.

La misura finanziaria coprirà le spese di installazione per impianti con una potenza massima non superiore ai 20kW.

Istituito attraverso l’articolo 105 della Legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010, recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2010″, il fondo affiderà la gestione delle risorse agli «istituti di credito o alle istituzioni finanziarie per le imprese e le famiglie” capaci di dimostrare i requisiti tecnici e organizzativi previsti dalla normativa vigente».

Lo stesso articolo prevede inoltre le modalità per l’attuazione della Direttiva 2001/77/CE sulle rinnovabili sul territorio della Regione. Prima dell’entrate in vigore della normativa si applicherà comunque il Piano energetico regionale siciliano (PEAR) del 2009, rientrato recentemente in vigore una volta sospesa la sentenza del Tar che ne bloccava l’adozione.

Fonte: PMI.it – di Alessandro Vinciarelli martedì 25 maggio 2010

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Eco-finanziamenti: i migliori prestiti bancari per installare un impianto fotovoltaico

Inviato da jacarta il 15 maggio 2010

Finanziamenti x Solare

Chi ha intenzione di prodursi da solo energia pulita costruendosi un impianto fotovoltaico dovrà farsi due conti. Soprattutto se pensa, per tagliare la bolletta della luce e produrre energia pulita a costo zero, di voler usufruire degli incentivi previsti dal Conto energia e riuscire così a ripagarsi in pochi anni del costo dell’investimento.

Il problema però è che non tutti hanno a disposizione il capitale necessario per far fronte immediatamente alla spesa dei pannelli solari. E’ per questo che molte banche si sono attrezzate con offerte di finanziamento per private e aziende appositamente pensate per chi vuole investire nel fotovoltaico. Ma come scegliere, tra le tante offerte presenti sul mercato, il finanziamento più adatto?

A stilare una classifica dai pacchetti finanziari più appetibili è stato l’Osservatorio finanziario, che ha messo a confronto le varie offerte su misura confezionate dagli istituti di credito per chi decide di farsi l’energia in casa. Il trucco sta infatti nello scegliere il prestito con più alto tasso di personalizzazione, in modo da poter variare durata e percentuale di finanziabilità e riuscire così a ottimizzare i vantaggi del Conto energia. Si tratta di varie tipologie di finanziamento, ognuna condizionata da una serie di parametri, come la provincia in cui viene istallato l’impianto, l’impatto ambientale e architettonico sul territorio della struttura e la potenza scelta.

Ma vediamo nel dettaglio cosa offrono le banche a chi decide di fare del bene all’ambiente e al proprio portafoglio:

  • La Banca Popolare di Milano propone Credito fotovoltaico che finanzia 150mila euro da restituire al massimo in 15 anni;
  • Intesa Sanpaolo finanzia al massimo 100mila euro con Prestito ecologico, da restituire al massimo in 15 anni e finanzia anche pannelli solari, termici, caldaie, infissi, automezzi ecologici e a trazione elettrica;
  • c’è poi BNL-Gruppo BNP Paribas con Prestito Energia che finanzia un massimo 100mila euro e il tasso fisso di 5,95%;
  • Ubi Banca eroga, con il prodotto ForzaSole, al massimo 70mila euro con tasso fisso di 6,75% e rientro al massimo in 15 anni;
  • Cariparma presta, con Fiducia contante energia solare, al massimo 50mila euro (con tasso fisso al 6,50%);
  • BCC Roma, con Sistema energia, offre un finanziamento massimo 50mila euro e un mutuo chirografario anche per impianti eolici, pannelli solari e termici, impianti di geotermia, biomasse, biogas;
  • La stessa cifra, da restituire in 10 anni, la offre anche Unicredit con Chirografario fotovoltaico e MPS (con rata mensile in 10 anni, se semestrale in 15 anni);
  • Banca Sella ha invece una divisione dedicata al finanziamento del fotovoltaico con Sella Ambiente e finanzia al massimo 30mila euro da restituire in 15 anni (tasso di interesse fisso di 5,95%);
  • Infine troviamo la Banca popolare di Vicenza che finanzia al massimo 30mila euro (con un tasso fisso da calcolare sull’Irs+ spread tra 1% e 2,50%).

Insomma, costruirsi un impianto fotovoltaico, anche grazie ai finanziamenti mirati previsti dalle banche, ancora conviene. Ma è necessario darsi una mossa perché non è ancora del tutto chiaro cosa prevederà in materia di incentivi per il settore il Conto energia 2011.

Fonte: Greenme.it 15.05.2010 – Rosamaria Freda

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Le grandi industrie investono nelle energie alternative

Inviato da jacarta il 13 maggio 2010

Pannelli solari

Grandi gruppi industriali internazionali, non solo del settore energetico, stanno investendo ingenti somme nelle energie alternative, sia nel campo dell′energia solare che in quella eolica. GOOGLE – Il gigante dell′informatica Google ha annunciato l′acquisto di due parchi eolici in Nord Dakota che producono poco meno di 170 megawatt di potenza, capaci di servire 55 mila abitazioni. L′investimento di 38,8 milioni di euro, circa 30,3 milioni di euro. Google finanzia anche due start-up delle energie alternative: eSolar e Altarock (geotermico).

AREVA – La Areva, la principale industria francese nel settore energia, è pronta a costruire una centrale solare a concentrazione in Sudafrica, come riporta il quotidiano sudafricano Business Day. L′impianto dovrebbe avere la capacità di 100 megawatt, ma il sito non è stato ancora individuato.

ALLIANZ – La società finanziaria e assicurativa Allianz ha acquisito in Puglia sei parchi fotovoltaici di circa 1 megawatt di potenza ciascuno sviluppati e realizzati da Bp Solar Italia. Gli impianti, nei Comuni di Brindisi e Mesagne, sono in esercizio dalla fine dello scorso anno e sono in attesa di essere connessi. «Siamo molto soddisfatti», ha dichiarato David Jones, amministratore delegato di Allianz Specialized Investments, «di aver realizzato il nostro primo investimento nell′ambito del solare. Il mercato del fotovoltaico è di importanza strategica per il nostro gruppo e ci impegniamo a proseguire su questo successo iniziale e continueremo a sviluppare il nostro portafoglio in Italia e negli altri mercati chiave europei». Allianz Specialized Investments è responsabile per Allianz Group degli investimenti nel solare e nell′eolico.

SUNEDISON – Sempre in Puglia, SunEdison realizzerà dodici impianti fotovoltaici in provincia di Lecce con un investimento di 47 milioni di euro, che genereranno nel primo anno energia equivalente al fabbisogno di oltre 3.300 famiglie. L′obiettivo del gruppo americano è di continuare l′espansione nell′energia solare in Italia, dopo l′annuncio a marzo dell′avvio di un impianto da 72 Mw nella provincia di Rovigo, il più grande d′Europa.

RAGUSA – In partnership con la tedesca Q-Cells, inizierà entro maggio a Ragusa negli impianti della Cappella Alluminio la prima produzione europea di pannelli fotovoltaici di nuova generazione, composta da celle quadrate di silicio monocristallino, chiuse in vetri solari ad alta captazione. A parità di superficie e di costo, aumentano del 10-15% la potenza installata e la produzione di energia rispetto ai tradizionali pannelli con celle in silicio policristallino.

Fonte: corriere.it 12-05-201

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Tutto esaurito per l’undicesima edizione di Solarexpo

Inviato da jacarta il 16 aprile 2010

SolarExpo

Solar Expo Verona

Solarexpo – mostra e convegno internazionale su energie rinnovabili e generazione distribuita, che si terrà alla Fiera di Verona dal 5 al 7 maggio 2010 – a un mese dall’evento ha registrato il tutto esaurito. Sono 1250 gli espositori, tra diretti e indiretti, presenti a Solarexpo e Greenbuilding, con 500 aziende estere (40 per cento) provenienti da 43 paesi. Elevato anche il numero di visitatori qualificati attesi, che per la prossima edizione, si stima possano essere 70.000 e potranno visitare l’esposizione che si articola in dieci padiglioni per oltre 100.000 metri quadri.

http://www.solarexpo.com

… Fonte: Expoenergie S.r.l.

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Regione lumaca, 6 anni per una pratica (Sicilia)

Inviato da jacarta il 1 aprile 2010

Campo fotovoltaico

SEI anni per avere dalla Regione un’ Autorizzazione integrata ambientale. Due anni per poter installare un impianto fotovoltaico. Tre anni per un’ autorizzazione a emissioni in atmosfera. Il tutto mentre nel resto d’ Italia ci sono regioni, come l’ Emilia Romagna, che rilasciano queste autorizzazioni in 180 giorni. Sono solo alcuni dei dieci mali della burocrazia regionale, che nonostante l’ esercito di 2.300 dirigenti e 14 mila dipendenti, non riesce a rispettare i tempi previsti dalla legge: sei mesi per ottenere quelle certificazioni. Sono però i mali che stanno alimentando lo scontro politico, con l’ assessore all’ Industria Marco Venturi e il sottosegretario Gianfranco Micciché che minacciano di abbandonare il governatore Raffaele Lombardo «se non si snellisce la burocrazia», costringendo tutti gli assessori, da Gaetano Armao a Caterina Chinnici, ad annunciare provvedimenti per accelerare le pratiche. Ma quali sono i tempi della burocrazia regionale? Quali i 10 tappi che rallentano le pratiche danneggiando le aziende e i siciliani? E, soprattutto, come funziona nel resto d’ Italia? Sul banco degli imputati ci sono i dipartimenti e gli uffici che si occupano di lavori pubblici, tutela ambientale, energia e beni culturali. Ma anche le leggi: oggi per aprire un’ attività imprenditoriale occorrono 60 passaggi amministrativi previsti da una miriade di norme approvate negli anni dall’ Ars. I tempi: per ottenere dall’ assessorato Territorio e ambiente l’ Aia (autorizzazione integrata, che dovrebbe sulla carta accelerare i tempi con un unico procedimento amministrativo) ci sono aziende siciliane che attendono 6 anni: è successo a un’ impresa di Ragusa. In Italia il limite è di 180 giorni, tempo che rispettano molte regioni, come Emilia Romagna e Piemonte. Per una valutazione d’ impatto ambientale occorre un anno, per un’ autorizzazione all’ emissione di fumi in atmosfera (necessaria per qualsiasi impianto industriale) passano 3 anni. Ma prima di ottenere queste autorizzazioni, l’ impresa deve avere un parere dal Comitato provinciale di tutela ambientale, che dipende sempre dalla Regione. Risultato? Altri sei mesi di attesa. La burocrazia regionale è poi lentissima per quanto riguardai pagamenti: dalla presentazione della rendicontazione su spese già finanziate con il Por 2000-2006, i siciliani per ottenere i soldi sul conto corrente devono aspettare anche 2 anni, mentre per normali fatture i tempi sono di almeno 12 mesi, contro i 60 giorni garantiti dalle amministrazioni di altre regioni, come Lombardia, Veneto o Toscana. Non va meglio all’ assessorato all’ Energia, dove occorrono da 6 mesi a 2 anni per avere il via libera a poter installare impianti fotovoltaici anche piccoli.E se per il rigassificatore di Priolo la Erg attende da 3 anni, per una modifica a un piano regolatore di un porto ce ne vogliono almeno 5. Lente anche le Soprintendenze: per un’ autorizzazione paesaggistica, che riguarda chiunque ha case nei centri storici, occorre un anno. Ci sono poi casi di malaburocrazia davvero paradossali. Per un semplice fax a volte passano sei mesi, come accade spesso alle imprese che ottengono finanziamenti dall’ Irfis: l’ Istituto, prima di erogare il prestito, invia un fax all’ assessorato alle Attività produttive, che deve verificare online se l’ azienda è in regola con i contributi. Poi, sempre via fax, i funzionari dell’ assessorato devono dare risposta all’ Irfis. «Per un’ operazione che si può fare in cinque minuti netti, c’ è chi aspetta anche sei mesi, perché dall’ assessorato non arrivava il fax», dice Giorgio Cappello, presidente dei giovani di Confindustria, che ha raccolto decine di segnalazioni di cattiva burocrazia attraverso gli sportelli aperti dall’ associazione che da tempo, con il suo leader Ivan Lo Bello, denuncia «la lentezza degli uffici». Per tutta riposta, il governo Lombardo annuncia un’ inversione di rotta. Ieri l’ assessore alla Funzione pubblica, Chinnici, ha avviato un progetto «che taglierà i costi della burocrazia del 25 per cento» attraverso la riduzione dei passaggi cartacei. L’ assessore Armao, sempre ieri, ha annunciato un ddl che consentirà il via libera «ai piani paesaggistici in tempi brevissimi». Ma gli imprenditori si chiedono: quando sarà sbloccato il credito d’ imposta finanziato ieri con i Fas? 

Fonte: http://palermo.repubblica.it - ANTONIO FRASCHILLA

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Rinnovabili UE: Italia bocciata, non investirà nel Green Job

Inviato da jacarta il 15 marzo 2010

Campo fotovoltaico

L’Italia non riuscirà a centrare gli obiettivi UE e produrre sufficiente elettricità da fonti rinnovabili. Pur di non investire in Green Economy, preferirà importartarla da paesi terzi

Italia maglia nera per produzione di energia da fonti rinnovabili: non solo non centerà gli obiettivi UE per il 2010 (20% di produzione eco-energetica nella UE, 17% negli Stati membri) con la auto-produzione, ma addirittura non investirà nella Green Economy favorendo la nascita di aziende green e la creazione di posti di lavoro verdi. Piuttosto importerà dall’estero energia pulita per “mettersi in regola” con la UE.

Nel rapporto del governo italiano presentato a Bruxelles e reso pubblico ieri dalla Commissione UE, si prevede di acquistare energia rinnovabile e biocarburanti da Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia.

Una soluzione “tampone” difficile da comprendere per le aziende del settore (già deluse dalle eventuali nuove “politiche anti-incentivi green” che la nuova bozza del Conto Energia 2011 lasciano prevedere) e che non porterà alcun beneficio produttivo.

Una soluzione priva di ritorni economici, che rischia di soffocare sul nascere un mercato fiorente, Green Economy declinata in versione “energia pulita“, che avrebbe invece contribuito al rilancio economico del paese, già massacrato dalla crisi.

Oltre all’Italia, anche Belgio, Danimarca, Lussemburgo e Malta dovranno ricorrere ai ripari con importazioni di energia pulita per non restare fuori dagli obiettivi UE. Promossi invece paesi come Francia e Gran Bretagna, che da sole riusciranno a produrre energia rinnovabile sufficiente a raggiungere la soglia del 17%.

Germania e Spagna brillano per efficienza green: non solo centreranno il target ma lo supereranno. Un paradosso, considerato l’enorme potenziale solare dell’Italia e nonostante fino ad oggi gli incentivi pubblici italiani per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili fossero i più alti nella UE.

Ultima chicca: l’energia nucleare, che il Governo italiano ha rispolverato come nuova Eldorado degli investimenti energetici del Paese, è stata dichiarata dalla UE una fonte di energia non rinnovabile, che sono solo eolico, fotovoltaico, biofuel e biomasse.

Fonte: Pmi.it – Alessandra Gualtieri

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