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L’Icann sceglie i sette “salvatori” della Rete

Inviato da jacarta il 24 agosto 2010

Internet Corporation Assigned Name & Number

Organismo Assegnazione nomi a dominio e Ip number

L’organismo che gestisce i domini Web ha affidato ad un pool di super esperti di informatica i codici per ripristinare il funzionamento della Rete in caso di cyber attacco disastroso. A ciascuno un frammento della chiave segreta

Sette uomini, sette super esperti di informatica che entreranno in azione in caso di un super attacco hacker capace di mandare in tilt la Rete. Sono quelli a cui l’Icann ha consegnato il “codice segreto” con cui riattivare la Root Zone , il cuore del sistema Dns (Domain Name System) che collega ogni terminale a un indirizzo IP.

Il processo di ripristino si basa sull’adozione del nuovo protocollo Dnssec (Domain Name System Security Extensions), che segnala eventuali intrusioni nei Dns. In caso di cyber-attacco il sistema lancia un allarme, allertando i 7 “cavalieri” di Internet. Ai Recovery Key Share Holders – questo il nome dato ali membri del team di salvataggio -, sono date due identiche smart card con frammenti del codice segreto. Per far ripartire Internet serve l’utilizzo integrato e contemporaneo di almeno cinque delle carte date in dotazione.

Le chiavi della Rete sono state affidate a Bevil Wooding (Trinidad e Tobago), Dan Kaminsky (Stati Uniti), Jiankang Yao (Cina), Moussa Guebre (Burkina Faso), Norm Ritchie (Canada), Ondrej Sury (Repubblica Ceca) e Paul Kane (Regno Unito). Tutti vantando di una lunghissima esperienza nell’ambito dlell’informatica avanzata; come Kaminsky, noto per i suoi studi sull’avvelenamento di cache Dns e per aver rivelato lo scandalo del rootkit di Sony BMG nel 2005.

Fonte: Corrierecomunicazioni.it 29 luglio 2010 di Federica Meta

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Rapporto Assinform 2010: spesa IT, bene le imprese. Bocciata la PA

Inviato da jacarta il 26 maggio 2010

La PA affossa la ripresa economica: è la denuncia del Rapporto Assinform 2010. Mentre riprendono gli investimenti IT aziendali, le lacune hi-tech della PA compromettono la competitività del Sistema Paese

Scuola Digitale

Innovazione Tecnologica

Pessimi i risultati ottenuti dall’Italia nel campo degli investimenti pubblici in innovazione tecnologica (ICT -1,5% e IT -5,4%, solo TLC +1,1%) a scapito di utenti e imprese: lo rivela il Rapporto Assinform 2010. Mentre le aziende tornano faticosamente a investire in IT, il gap tecnologico del Paese con il resto del mondo si allarga: ICT -4,2%, IT -8,1% e TLC -2,3%.

A fare sforzi sono solo le aziende: a fine marzo 2010 in Italia la spesa IT faceva registrare -2,9%, il 4% in più dello stesso periodo 2009 (-6,8%).

Ad investire in IT sono soprattutto le imprese manifatturiere e dei Servizi, in particolare quelle di medie dimensioni, che stanno cogliendo l’invito a credere nei nuovi progetti innovativi e servizi digitali come unico possibile motore dell’economia, a differenza della PA ancora in grave ritardo.

Tra le imprese, l’IT viene infatti visto sì come strumento per ridurre i costi aziendali, ma anche come investimento chiave per l’efficienza e lo sviluppo delle capacità di business delle imprese, grazie a progetti mirati.

I tagli dovuti alla crisi non hanno risparmiato il settore (-8,1% nel 2009), penalizzando soprattutto consulenti e lavoratori indipendenti, anche se Assinform ha rilevato che il 40% (contro il 19% del periodo precedente) dichiara un migliore andamento degli investimenti, con budget IT in crescita a +22%.

Nel 2009 il mercato IT ha segnato -9,5% per l’industria, -10,4% per le banche, -9,4% per il mercato consumer -6,2%, per i trasporti -7,7% e per la distribuzione e servizi -7,5%.

Il gap dell’Italia con il resto del mondo è frutto principalmente dell’arretratezza degli investimenti in IT della PA (-4,3%), penalizzando il Paese intero sul piano della competitività.

Fonte: Pmi.it – di Noemi Ricci martedì 25 maggio 2010

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Imprese in start-up, si apre il FIT Imprese in start-up, si apre il FIT

Inviato da jacarta il 17 luglio 2009

startup

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato il nuovo bando FIT, Fondo per l’Innovazione Tecnologica. A beneficiarne i progetti proposti in fase di start-up altamente tecnologici

Per l’anno 2009, attraverso apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, si mette a bando il FIT (Fondo per l ‘ innovazione tecnologica) di cui alla legge n. 46/82. L’obiettivo è quello di realizzare interventi di agevolazioni per i progetti sottoposti da aziende in fase di start-up e con caratteristiche di alto valore tecnologico.

Vengono quindi favoriti i programmi di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di innovazioni di prodotto e/o processo nei settori tecnologici. Nello specifico si intendono adeguati alla partecipazione i progetti rivolti ad acquisire conoscenze per il deisgn, la realizzazione e il miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti. Sono inoltre compresi nel bando i progetti di concretizzazione dei risultati della ricerca industriale, realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota.

Secondo quanto previsto dal bando, le risorse a disposizione ammontano a 35 milioni di Euro e ricadono sul Fondo Speciale Rotativo per l ‘ Innovazione Tecnologica (FIT).

A questi si aggiungono 20 milioni di euro pescati dal PON Ricerca e Competitività 2007-2013, con il vincolo che in quest’ultimo caso i programmi dovranno sostenere almeno il 74% delle spese nei territori delle regioni dell ‘ obiettivo Convergenza, ovvero Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

Fonte: PMI.IT

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