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…idee e soluzioni per le imprese

Energia: MSE, approvati conto energia e linee guida

Inviato da jacarta il 10 luglio 2010

Pale eoliche

Impianto Eolico

Roma, 9 lug – Approvati dalla Conferenza Stato–Regioni–Enti Locali il Conto Energia e le Linee Guida amministrative per le fonti rinnovabili. Entrambi i provvedimenti sono stati predisposti dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente.
“Il Conto Energia e le Linee Guida, attesi da tempo dagli operatori del settore, danno una spinta decisiva alla strategia di sviluppo delle fonti rinnovabili delineata dal Governo. Favoriscono l’innovazione in un settore fondamentale per la ripresa e la competitività del Paese e consentono, inoltre, l’armonizzazione e la semplificazione delle procedure nazionali e regionali”, ha commentato l’on. Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all’energia, in merito all’approvazione dei provvedimenti.
Il nuovo Conto energia per l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici a partire dal 2011 opera una riduzione degli incentivi che si traduce in un vantaggio per il consumatore. Infatti grazie al contenimento degli oneri di sistema, questi non andranno a gravare più sul conto finale della bolletta elettrica. Il decreto riconosce sull’energia prodotta una tariffa incentivante fissa e garantita per 20 anni a partire da quando l’impianto entra in esercizio a cui può accedere chiunque (persone fisiche, giuridiche, soggetti pubblici, condomini). Per gli impianti che entrano in esercizio nel 2012 e nel 2013 le tariffe saranno decurtate del 6% ogni anno. Per gli anni successivi si provvederà con un nuovo decreto.
La riduzione, inoltre, è contenuta per i piccoli impianti e più marcata per i grandi impianti. Questo è possibile grazie ai progressi della tecnologia e alla riduzione dei costi dei pannelli.
Il provvedimento offre largo spazio all’innovazione tecnologica, con particolare attenzione al fotovoltaico a concentrazione, alle installazioni con sistemi di accumulo e a quelle ad alta integrazione architettonica. L’obiettivo è orientare verso una maggiore efficienza complessiva.
Con il sostegno al fotovoltaico si attende di raggiungere gli obiettivi stabiliti per il 2020 in sede comunitaria (potenza fotovoltaica dagli attuali 1350 MW fino a 8.000 MW).
Le Linee Guida nazionali riguardano l’Autorizzazione Unica per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo è definire modalità e criteri unitari sul territorio nazionale per assicurare uno sviluppo ordinato sul territorio delle infrastrutture energetiche. Con le Linee Guida vengono fornite regole certe che favoriscono gli investimenti e consentono di coniugare le esigenze di crescita e il rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Sono state predisposte dal Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e con il Ministro per i Beni e le Attività Culturali. Le Regioni e gli Enti Locali – a cui oggi è affidata l’istruttoria di autorizzazione – dovranno recepire le Linee guida entro i 90 giorni successivi alla pubblicazione del testo.

Fonte: http://finanza.repubblica.it

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Eco-finanziamenti: i migliori prestiti bancari per installare un impianto fotovoltaico

Inviato da jacarta il 15 maggio 2010

Finanziamenti x Solare

Chi ha intenzione di prodursi da solo energia pulita costruendosi un impianto fotovoltaico dovrà farsi due conti. Soprattutto se pensa, per tagliare la bolletta della luce e produrre energia pulita a costo zero, di voler usufruire degli incentivi previsti dal Conto energia e riuscire così a ripagarsi in pochi anni del costo dell’investimento.

Il problema però è che non tutti hanno a disposizione il capitale necessario per far fronte immediatamente alla spesa dei pannelli solari. E’ per questo che molte banche si sono attrezzate con offerte di finanziamento per private e aziende appositamente pensate per chi vuole investire nel fotovoltaico. Ma come scegliere, tra le tante offerte presenti sul mercato, il finanziamento più adatto?

A stilare una classifica dai pacchetti finanziari più appetibili è stato l’Osservatorio finanziario, che ha messo a confronto le varie offerte su misura confezionate dagli istituti di credito per chi decide di farsi l’energia in casa. Il trucco sta infatti nello scegliere il prestito con più alto tasso di personalizzazione, in modo da poter variare durata e percentuale di finanziabilità e riuscire così a ottimizzare i vantaggi del Conto energia. Si tratta di varie tipologie di finanziamento, ognuna condizionata da una serie di parametri, come la provincia in cui viene istallato l’impianto, l’impatto ambientale e architettonico sul territorio della struttura e la potenza scelta.

Ma vediamo nel dettaglio cosa offrono le banche a chi decide di fare del bene all’ambiente e al proprio portafoglio:

  • La Banca Popolare di Milano propone Credito fotovoltaico che finanzia 150mila euro da restituire al massimo in 15 anni;
  • Intesa Sanpaolo finanzia al massimo 100mila euro con Prestito ecologico, da restituire al massimo in 15 anni e finanzia anche pannelli solari, termici, caldaie, infissi, automezzi ecologici e a trazione elettrica;
  • c’è poi BNL-Gruppo BNP Paribas con Prestito Energia che finanzia un massimo 100mila euro e il tasso fisso di 5,95%;
  • Ubi Banca eroga, con il prodotto ForzaSole, al massimo 70mila euro con tasso fisso di 6,75% e rientro al massimo in 15 anni;
  • Cariparma presta, con Fiducia contante energia solare, al massimo 50mila euro (con tasso fisso al 6,50%);
  • BCC Roma, con Sistema energia, offre un finanziamento massimo 50mila euro e un mutuo chirografario anche per impianti eolici, pannelli solari e termici, impianti di geotermia, biomasse, biogas;
  • La stessa cifra, da restituire in 10 anni, la offre anche Unicredit con Chirografario fotovoltaico e MPS (con rata mensile in 10 anni, se semestrale in 15 anni);
  • Banca Sella ha invece una divisione dedicata al finanziamento del fotovoltaico con Sella Ambiente e finanzia al massimo 30mila euro da restituire in 15 anni (tasso di interesse fisso di 5,95%);
  • Infine troviamo la Banca popolare di Vicenza che finanzia al massimo 30mila euro (con un tasso fisso da calcolare sull’Irs+ spread tra 1% e 2,50%).

Insomma, costruirsi un impianto fotovoltaico, anche grazie ai finanziamenti mirati previsti dalle banche, ancora conviene. Ma è necessario darsi una mossa perché non è ancora del tutto chiaro cosa prevederà in materia di incentivi per il settore il Conto energia 2011.

Fonte: Greenme.it 15.05.2010 – Rosamaria Freda

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Impianti fotovoltaici, convenienti per le Pmi

Inviato da jacarta il 3 marzo 2010

Impianto Fotovoltaico

Parco Fotovoltaico

Intervista a Pietro Dalla Torre, consulente per la Pentera srl ed esperto di tematiche ambientali, sugli aspetti connessi alla realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici ad uso aziendale

PMI.it ha incontrato l’esperto Pietro Dalla Torre per analizzare costi e benefici di un impianto fotovoltaico in azienda, alla luce del contesto di riferimento in cui l’Italia si sta muivendo in seguito alla legge europea L140/16 del 5/6/2009 (Normativa 20-20-20) che prevede entro il 2020 la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 e la parallela introduzione di una soglia minima del 20% per l’energia da fonti rinnovabili consumata nei paesi CEE.

Attualmente l’Italia produce il 15% da fonti rinnovabili compresa l’energia idroelettrica, ma nei prossimi anni sarà necessario installare almeno 25MWp di apparati per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per centrare l’obiettivo serve il contributo di tutti: se ognuno produrrà 1-2 KWp sarà possibile portare il Belpaese al livello richiesto dall’Europa. In questo senso, il fotovoltaico ben si presta allo scopo.

Puntare sulle energie rinnovabili, non va dimenticato, consentirà all’Italia anche un incremento occupazionale: fino a 100mila nuovi posti di lavoro nei prossimi 10 anni.

L’Ing. Dalla Torre ci spiega che un impianto fotovoltaico, con la tecnologia attuale, comporta una resa dei pannelli pari al 20% circa. Quindi, per produrre 1KWp (Kilowatt potenziale) è necessario coprirvi 10 mq di terreno. Tuttavia, una sola ora di sole su 10mq di pannelli produce 1KW, e se pensiamo ad esempio al Sud d’Italia, si capisce immediatamente perché sia possibile produrre in un anno quasi 2.000 KW/h.

Allora, perché conviene istallare un impianto fotovoltaico? Secondo Dalla Torre, i vantaggi risiedono in prima battuta in un approccio culturale di tipo etico-ecologico a beneficio dell’ambiente (concetto già totalmente acquisito dai nord europei che hanno installato molti più impianti eco-compatibili e basati su energie rinnovabili).

Poi, ovviamente, si devono considerare le motivazioni economiche ed in particolare gli incentivi governativi. Infatti, i costi iniziali di realizzazione possono essere mediamente alti ma tutta l’operazione risulta conveniente in una prospettiva di Ritorno di investimento (ROI) pluriennale di 15-20 anni.

È difficile stimare con precisione il costo di realizzazione di un impianto fotovoltaico, perché le variabili sono diverse: dimensione impianto, sua complessità, quantità di energia da produrre, ecc. In genere, il 70% circa dei costi sono legati ai prezzi dei pannelli, che sono comunque variabili e direttamente proporzionali alla resa energetica e alla garanzia di durata: maggiore la resa, maggiore la garanzia di durata nel tempo e quindi più alto il costo.

Fino al 2009 i pannelli migliori erano prodotti in Germania, poi la Cina ha immesso sul mercato pannelli di buona qualità a prezzi così ridotti da essere diventati subito concorrenziali permettendo di fatto il calo dei costi dell’intero sistema.

Oggi un impianto da 3 KWp ha un costo inferiore ai 15mila euro (circa 3mila euro in meno dello scorso anno) ed è anche possibile farsi finanziare da banche che erogano mutui ad hoc a questo tipo di iniziative.

Fondamentale resta la possibilità di ammortizzare l’intero costo in 6-8 anni grazie agli attuali incentivi del Governo. In aggiunta il Conto Energia garantisce un contributo per 20 anni, e quindi per i successivi 12 anni tutti i ricavi di produzione costituiscono un guadagno certo per il cittadino o per l’impresa che decidesse di installare un impianto fotovoltaico.

Come ci spiega l’Ing Dalla Torre, tanto per il privato cittadino quanto per le Pmi, la principale normativa di riferimento è proprio il Conto Energia, che garantisce a chi produce energia elettrica attraverso un impianto fotovoltaico, un incentivo che varia in funzione della dimensione dell’impianto stesso e in base al fatto che sia integrato o meno in edifici preesistenti o poggiato a terra.

Seguendo la tabella incentivi presente sul sito del Conto Energia, se ad esempio si volesse realizzare un piccolo impianto da 3 KWp sul tetto della propria azienda, per ogni KWh prodotta si avrebbe per 20 anni un contributo di circa 0,48€. Nel Mezzogiorno, con un impianto da 3KWp si può contare su 2000 ore di sole e incassare ogni anno 2880 euro (2000 x 3 x 0,48 euro). In aggiunta è possibile rivendere all’Acquirente Unico (Società per azioni del gruppo Gestore dei Servizi Energetici GSE SpA) l’energia prodotta a un prezzo che si aggira intorno a 0,09€/KWh.

La tabella incentivi utilizzata è  applicabile solo agli impianti che saranno connessi alla rete e resi funzionanti entro il 31/12/2010, ma ovviamente per il futuro, il Governo si appresta ad emanare un nuovo piano incentivante.

Perché una Pmi dovrebbe adottare e implementare un sistema fotovoltaico? Per una duplice ragione: migliorare lo stato dell’ambiente ed entrare nel business nelle energie rinnovabili.

Ovviamente, le imprese favorite sono quelle che possiedono spazi ampi sia in termini di terreni che di estensione dei tetti, dove è possibile realizzare un impianto fotovoltaico per accedere immediatamente agli incentivi del Conto Energia se entrasse in funzione entro il 2010.

In un momento di congiuntura negativa come questo, si potrebbero avere perplessità legate ai costi iniziali di installazione. Tuttavia sono diversi gli enti finanziari interessati a supportare progetti come questi, che presentano una buona e duratura redditività.

Una conferma in questo senso viene dal nostro esperto, che solitamente si occupa di queste problematiche attraverso i servizi di consulenza tecnica e amministrativa offerti mediante la Pentera srl.

L’Ing Dalla Torre cita un interessante esempio di enti finanziari interessati: i Fondi di investimento stranieri che si sono rivolti alla Pentera per individuare e realizzare impianti di MWp o decine di MWp (ovvero impianti generalmente Medi o Grandi).

Se persino questi attori stranieri trovano la convenienza in un investimento così apparentemente complesso, certamente le Pmi italiane non possono lasciarsi sfuggire l’occasione di rendere una parte della propria impresa e del proprio paese produttiva, remunerativa ed eco-compatibile.

Fonte: PMI.IT – Alessia Valentini

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BEI Centrobanca: 400 milioni per l’efficienza energetica delle Pmi

Inviato da jacarta il 21 settembre 2009

Grazie al nuovo accordo tra BEI e Centrobanca, le Pmi potranno beneficiare di un fondo di 200 mln per progetti energetici, realizzare impianti a biomasse, eolici, fotovoltaici ed idroelettrici

In arrivo 400 milioni di euro per le piccole e medie imprese che decidano di investire in progetti nei settori efficienza energetica ed energie rinnovabili: è il risultato dell’accordo tra BEI (Banca Europea per gli investimenti) e Centrobanca (Gruppo UBI Banca), che forniranno entrambe il 50% dell’investimento.

Euro-banconote

Finanziamenti per le PMI

Saranno finanziabili anche gli investimenti per realizzare impianti a biomasse, eolici, fotovoltaici ed idroelettrici.

L’ammontare del finanziamento sarà di 25 e 50 milioni di euro rispettivamente per le imprese di piccole e di medie dimensioni. La durata, invece, potrà arrivare fino a 20 anni in caso di piani di produzione di energia nel comparto fotovoltaico e fino a 15 anni negli altri casi.

Il 50% dell’ammontare dell’agevolazione sarà a carico di BEI, la quota rimanente sarà coperta da Centrobanca, per un totale di investimenti attivabili previsti dal “Framework Loan” di circa 400 milioni di euro.

Nel caso in cui l’investimento generi un risparmio energetico superiore al 20%, BEI finanziarà fino al 75% dei costi del progetto.

L’individuazione e la valutazione dei progetti sarà compito di Centrobanca, che poi li sottoporrà a BEI per l’approvazione.

BEI e Centrobanca rinnovano così il loro impegno nei confronti dell’ambiente contrastando le cause del cambiamento climatico.

Fonte: Pmi.it – Noemi Ricci

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Energia senza alternative

Inviato da jacarta il 29 agosto 2009

Energia senza alternative … Il piano Scajola che mette ostacoli a chi produce eolico e solare.

L’offensiva della lobby nucleare. I timori per il nuovo Conto Energia.

Ecco come il governo frena sullo sviluppo delle rinnovabili. In controtendenza con gli altri paesi europei…

L’ultima botta è arrivata il 21 luglio, quando a Palazzo Madama già tirava aria di vacanze. Una piccola mozione, passata quasi inosservata, e un gruppo di grandi firme della maggioranza, tra le quali spiccano il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, il vice Gaetano Quagliarello e Marcello Dell’Utri, segnavano un altro punto nella campagna contro le energie rinnovabili. Il blitz estivo del centrodestra colpiva in questo caso il solare termodinamico. Con che motivazioni? Meglio il nucleare – spiegava la mozione approvata – perché è più efficiente e meno costoso. Una tesi già portata avanti con tenacia sia dal ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, sia dallo stesso Silvio Berlusconi, che non più tardi di sei mesi fa ha firmato con il governo francese un accordo per le forniture nel settore nucleare. Un altro indizio giungeva sempre da Dell’Utri e da altri senatori Pdl in aprile, con un’iniziativa dal sapore “negazionista” dal punto di vista ambientale, in cui si dichiarava che i cambiamenti climatici sono un’autentica invenzione. Il cambio di marcia in materia di politica energetica rispetto al governo precedente è abbastanza evidente. E dichiarato. Altrettanto palese è la preoccupazione dei sostenitori di pale eoliche e pannelli fotovoltaici, secondo cui i fondi destinati alle rinnovabili potrebbero presto essere dirottati sul nucleare, in controtendenza rispetto ad altri paesi europei. A spaventare i protagonisti dell’economia verde italiana, più che le mozioni di Dell’Utri e colleghi, sono le ultime direttive emanate da Scajola. Norme che, se approvate dalle Regioni, potrebbero costituire un freno allo sviluppo delle rinnovabili, proprio adesso che le cose stavano cominciando ad andare bene.

Parco Eolico

Parco Eolico

Il vento della burocrazia. Negli ultimi anni il mercato italiano delle energie alternative ha vissuto una fase di grande prosperità. A dimostrarlo è l’ultimo rapporto del Gse (Gestore servizi elettrici), in cui si legge che nel 2008 le rinnovabili in Italia sono cresciute del 21 per cento rispetto all’anno precedente. La parte del leone l’ha fatta l’energia eolica, la cui potenza installata, a dicembre, aveva superato ai 3.500 Mw, con un aumento annuale del 30 per cento. Numeri che hanno permesso all’Italia di confermarsi al terzo posto nella classifica europea del vento, seppur con un notevole distacco rispetto a Germania e Spagna. Ma la medaglia di bronzo è già a rischio: nell’anno appena trascorso la crescita italiana è stata inferiore rispetto a quella delle principali concorrenti. Colpa dell’eccessiva burocrazia che rallenta il rilascio dei permessi, dicono le aziende del settore. I tempi potrebbero ulteriormente allungarsi se le Regioni approveranno le proposte di Scajola, che in accordo con il ministero per l’Ambiente e quello per i Beni culturali, ha emanato una bozza in cui sono raccolte le linee guida per la realizzazione di impianti di elettricità da fonti rinnovabili. Il provvedimento era stato richiesto dall’Unione europea per unificare e velocizzare l’iter burocratico, ma secondo diversi industriali del settore le nuove norme potrebbero affossare lo sviluppo dell’energia verde in Italia. A rischiare maggiormente sono gli impianti eolici e solari, le principali forme di energia rinnovabile se si esclude l’energia idroelettrica, il cui sviluppo è ormai fermo agli anni ‘60, e la geotermia, la cui variabile “a bassa entalpia” sta iniziando adesso a muovere i primi passi. Per installare impianti eolici ai 60 kW il provvedimento richiede studi tecnici, finanziari, sanitari, faunistici, paesaggistici, climatici e geologici. È prevista anche un’analisi dell’evoluzione storica del territorio, tanto per citare uno dei dodici studi a carico delle imprese. Per dirla con le parole di Simone Togni, segretario generale dell’Anev (l’associazione che raccoglie i principali produttori di energia eolica), la bozza di Scajola prevede “norme più rigide di quelle richieste per le fonti non rinnovabili, tanto da sembrare in contraddizione con il documento da cui dovrebbe discendere”. In più ci sono le zone off limits, quelle in cui non è possibile installare pale eoliche. Tra queste, Scajola ha inserito anche le aree agricole in cui si coltivano prodotti biologici, Doc e tradizionali. Un’attenzione, quella riservata all’agricoltura, lamentata già da tempo dall’associazione dei coltivatori Coldiretti, capofila di una protesta antieolico che ha coinvolto anche alcune associazioni ambientaliste guidate da Italia Nostra. Nella grande partita delle rinnovabili non c’è più insomma solo la lotta tra lobby nuclearista e lobby delle rinnovabili. L’elemento di novità è rappresentato dalle associazioni ambientaliste, unite nel condannare l’atomo, ma divise quando si tratta di decidere se è meglio un campo agricolo o un parco eolico…

Fonte: L’Espresso – Autore: Emanuele Perugini e Stefano Vergine
http://www.bortonevivai.it

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EGITTO, 32 OFFERTE PER CENTRALE EOLICA SU MAR ROSSO

Inviato da jacarta il 29 agosto 2009

Parco Eolico

Parco Eolico

IL CAIRO – Sono 32 in totale le compagnie che hanno presentato offerte nella gara d’appalto per la costruzione di una centrale eolica da 250 megawatt sulle coste del mar Rosso. La gara d’appalto, riferisce l’agenzia Mena, e’ stata lanciata lo scorso 9 maggio, con uno schema ‘build, operate and own’ (costruzione e gestione senza trasferimento di proprieta’), e si sarebbe dovuta chiudere il 21 luglio, ma e’ stata poi prorogata al 20 agosto. L’appaltatore dovra’ progettare, finanziare e costruire la centrale, gestendola dai 20 ai 25 anni, durante i quali vendera’ l’energia elettrica prodotta all’Egyptian Electricity Transmission Company. Il ministro dell’Elettricita’, Hassan Younes, riferisce l’agenzia, ha dichiarato che l’alto numero di offerte ricevuto dimostra il successo dell’Egitto nell’incoraggiare gli investimenti nel settore eolico. Younes ha aggiunto che i documenti relativi alla gara d’appalto erano stati ritirati da un totale di 72 compagnie internazionali. L’obiettivo programmato dall’Egitto e’ quello di ottenere il 12% del suo fabbisogno energetico dall’eolico e il 20% dalle fonti rinnovabili entro il 2020. L’Egitto, il Paese piu’ popoloso del mondo arabo, attualmente produce 430 megawatt di energia eolica e con i nuovi finanziamenti punta a produrne 920. Le autorita’ egiziane stimano che le riserve di petrolio e gas potranno essere sfruttate ancora per tre decenni.

Fonte: ANSAmed

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Eolico: l’Africa sfrutta il vento del nord

Inviato da jacarta il 22 agosto 2009

Parco Eolico

Parco Eolico

Entro il 2012 verranno istallate e messe in funzione 365 turbine in grado di produrre fino a 300 MW di potenza. Cresce il mix energetico verde del continente africano

Uno dei luoghi più caldi del mondo è destinato a divenire il sito della più ambiziosa impresa africana nella battaglia contro il riscaldamento globale.
Nel nord del Kenia, vicino al lago Turkana, sorgerà infatti il più grande parco eolico del continente.
Fino ad oggi, solo i paesi nord africani come il Marocco e l’Egitto avevano investito su questa tecnologia, tuttavia i progetti iniziano lentamente a fiorire anche a sud del Sahara e la nuova istallazione andrà ad integrare la già presente produzione di energia verde keniota costituita soprattutto dall’idroelettrico (75%), seguito dal geotermico. Nonostante ciò attualmente, meno di un abitante su cinque ha accesso all’energia elettrica.
Il nord del Paese è costantemente battuto dal vento e il nuovo impianto ne sfrutterà le potenzialità attraverso il posizionamento, entro il 2012, di 365 turbine della potenza di 850 kW per una capacità totale di 300 MW.
Il costo, stimato in 700 milioni di euro, verrà finanziato per il 30% dalla Banca africana di sviluppo e per il 70% da istituti di credito del Kenia e del Sud-Africa.

Fonte: Repubblica.it – Rinnovabili.it

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Eolico, caccia all’appalto da 87 miliardi di euro

Inviato da jacarta il 21 agosto 2009

Parco Eolico Marino

Parco Eolico Marino

Sono scesi in gara tutti i colossi europei delle energie rinnovabili. Società in cima alla classifica di capitalizzazione delle Borse, dai tedeschi di E. On e Rwe, i portoghesi di Edp, gli spagnoli di Iberdrola e Acciona, nonché gli inglesi di Centrica.

Tutti a caccia del più ricco appalto mai bandito per la produzione di energia elettrica da impianti eolici marini, per un valore di 87 miliardi di euro. Protagonista Crown State, l’agenzia demaniale che gestisce le proprietà della Corona e che vuole realizzare al largo delle coste della Scozia occidentale impianti per 25mila megawatts, moltiplicando per 17 la potenza installata fino a questo momento nel mondo di impianti che sfruttano le forti correnti d’aria che soffiano sul mare.

Si tratta della terza gara di questo tipo bandita in Gran Bretagna negli ultimi tre anni: le precedenti avevano una potenza di 8mila megawatts. I lavori dovranno essere conclusi entro il 2020 e lo stato inglese parteciperà finanziando almeno la metà dei lavori.

Fonte: Repubblica.it – Luca Pagnani

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Tornado Like: l’eolico senza pale

Inviato da jacarta il 3 agosto 2009

Parco Eolico

Parco Eolico

Già dalla fine di quest’anno si potrebbe vedere in qualche parco eolico questa nuova versione di aerogeneratore. Si chiama Tornado Like ed è il primo vero esempio di “eolico senza pale” capace di poter funzionare perfettamente, stando alle parole dei responsabili del suo progetto, anche in zone dove il vento è di appena due metri al secondo.

In questo modo, oltre che aumentare la possibilità di captazione dell’energia, si potrebbe sensibilmente migliorare quello che è considerato il cruccio degli oppositori all’eolico ovvero l’impatto visivo che creano gli “aerogeneratori classici”. La tecnologia è stata progettata da un gruppo di ingegneri russi e curata nella messa a punto dalla Western co., società italiana specializzata nel campo delle nuove tecnologie.

L’aerogeneratore ha una forma conica, non ha le pale ed è quindi capace di occupare molto meno spazio. Ricordiamo inoltre che una normale torre raggiunge in media i trenta metri, mentre l’altezza di Tornado Like non supererebbe i tre ed in futuro, rivelano i responsabili della Western co., potrebbe essere ancor più miniaturizzato.

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Eolico: girano contestazioni controvento

Inviato da jacarta il 26 luglio 2009

Una serie di accuse sferrate contro l’energia eolica da parte della Coldiretti ed altre associazioni cui non si sono fatte attendere le risposte dell’Anev, dell’Aper e degli ambientalisti

Parco Eolico

Parco Eolico

Dopo i negazionisti ora è il turno degli “anti-eolico”. Cioè coloro che per motivi più diversi si oppongono all’installazione di parchi eolici. E’ di oggi una manifestazione organizzata dalla Coldiretti cui hanno dato la loro adesione alcune associazioni tra le quali ricordiamo “Italia Nostra” e gli “Amici della Terra”.
La polemica è dura. La tecnologia eolica viene accusata di deturpare il paesaggio, di essere dannosa per alcune specie di avifauna (alcune anche in via d’estinzione) e di grave impatto ambientale.
E in effetti la Coldiretti è stata molto esplicita nella pur chilometrica titolazione del suo meeting a Roma ‘‘La speculazione dell’eolico – Palazzinari dell’energia – Svendere il territorio e devastare il paesaggio per briciole di elettricità?’‘

Le accuse dei contro-eolico

Secondo l’associazione che riunisce i coltivatori diretti l’energia eolica avrebbe già trasformato in deserto oltre diecimila chilometri quadrati, sottratto superficie alle coltivazioni e al pascolo occupandole con le aree di rispetto delle oltre 3600 torri eoliche presenti in Italia (sesta nel 2008 mondo, con 3750 MW, +35% in un anno).
Le torri eoliche, peraltro creerebbero problemi paesaggistici, ambientali ed economici che si estenderebbero nel futuro dal momento che sono stati autorizzati da altri 10.000 MW di energia eolica, più altri 42.000 MW in istruttoria.

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Parco Eolico

“La crescita dell’eolico in Italia è stata certamente favorita da una forte incentivazione finanziaria con contributi pubblici che sono stati erogati in modo squilibrato rispetto alle altre forme di energia rinnovabili come ad esempio il solare e le biomasse che presentano in Italia maggiori potenzialità – sostiene la Coldiretti, secondo la quale – dai dati della Commissione europea che ha posto a confronto le rendite dell’eolico nei diversi paesi europei emerge che il livello della rendita dei produttori è massimo per l’Italia fra tutti i paesi dell’Unione con circa 100 euro/MWh per un sito eolico di media produttività, dieci volte superiore a quella della Germania (10 euro/MWh) e cinque volte quella della Spagna (20 euro/MWh).
Questo spiega perché – a detta della Coldiretti – in Italia si è avuto uno sviluppo dell’eolico a scapito delle altre rinnovabili più adatte al nostro paese come il solare e le biomasse”.
Secondo la Coldiretti inoltre si riscontrerebbe anche una mancanza di procedure di approvazione sociale e un adeguato coinvolgimento delle comunità residenti nel territorio interessato dalla localizzazione di questi impianti, scarsa valutazione di impatto delle torri eoliche.
Richiede quindi un’analisi costi-benefici e una tutela dell’integrità territoriale e paesaggistica per le imprese agricole ed agrituristiche. Le Linee guida richieste dalla normativa di settore devono, quindi, rappresentare – è sempre la Coldiretti che parla – uno strumento fondamentale per la programmazione territoriale. In attuazione di tali linee guida, infatti, le Regioni possono procedere alla indicazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti.
Diverso l’atteggiamento della Coldiretti per gli impianti eolici di microgenerazione (potenze meno di 50KW) che, vanno diffuse e perchè favoriscono la fornitura elettrica in aree difficilmente raggiungibili dalla rete l’alimentazione di piccole reti, ma sempre con il minore impatto ambientale e paesaggistico.

Le risposte del settore

L’Anev

eolico_soleOvviamente l’Anev (Associazione Nazionale dell’Energia Eeolica) è rimasta esterrefatta da questa aggressione che ha il solo scopo di diffamare una tecnologia pulita quale è quella eolica, facendo una raccolta, a detta dell’Anev, di menzogne, illazioni, insulti, bugie e falsità sull’eolico.
L’associazione si interroga sul perché e vorrebbe a comprendere quale fine si persegue. L’Anev, cataloga e archivia le affermazioni come “pure invenzioni”.
Volendo comunque dare una evidenza immediata alle accuse riportate, l’Anev segnala l’affermazione secondo cui “le torri eoliche […] danneggiano in modo irreversibile il paesaggio” mentre tutti sanno che gli impianti eolici, per richiesta dell’Anev, hanno l’obbligo di ripristino totale dello stato dei luoghi al termine della vita dell’impianto nell’autorizzazione.
Secondo l’Anev il punto sembra essere che a qualcuno dispiaccia che una tecnologia non tradizionale dimostri di essere competitiva e cominci a fornire percentuali importanti di energia elettrica, senza inquinare, senza lasciare scorie, senza bisogno di infrastrutture energetiche di raffinazione, stoccaggio o trasporto, senza importazioni di carburanti fossili.
L’eolico – ribadisce l’Anev – ha fornito in Italia nel solo 2008 oltre a 6,5 miliardi di kWh (pari ai consumi domestici di oltre 7 milioni di italiani), ha evitato l’emissione di 3,5 milioni di tonnellate di CO2, evitato l’importazione di 10 milioni di barili di petrolio, dando lavoro ad oltre 18.000 persone tra occupati diretti ed indiretti.

Aper

Parco Eolico

Parco Eolico

L’associazione dei produttori delle energie rinnovabili, ha risposto con un secco comunicato apparso oggi su proprio sito.
“Bisognerebbe ricordare a questi signori – commenta Roberto Longo, presidente di Aper – che l’eolico da solo produce oltre 6 TWh di energia pulita, apporto che non si può certo definire ininfluente e che, al contrario, riveste un’importanza chiave nel raggiungimento dei livelli minimi di produzione di energia rinnovabile, per soddisfare gli obblighi recentemente imposti dalle direttive comunitarie e come già accade in altri paesi (Spagna, Germania, Danimarca,..) dove l’eolico fornisce già oggi un contributo cospicuo al mix energetico”.
Peraltro, i vantaggi stessi per l’ambiente connessi all’esistenza di questi impianti sono evidenti: l’eolico – ricorda Longo – è una modalità di produrre energia che non emette CO2 né altri agenti inquinanti né scorie e che, grazie all’osservanza di regole ben precise per il corretto inserimento degli impianti nel territorio (finalmente in via di definizione a livello nazionale proprio in queste settimane) ha un impatto tutt’altro che irreversibile sull’ambiente che arricchisce senza danneggiarne l’identità. Ricordiamo poi come il sistema di incentivazione delle rinnovabili in Italia si basi principalmente sulla remunerazione della quantità di energia effettivamente prodotta dall’impianto, secondo modalità già oggi orientate a sostenerne in maniera mirata, diversificata per fonte, efficace ed efficiente il funzionamento. Da tempo è stato superato il concetto del contributo a fondo perduto che poteva dar adito ad accuse di speculazioni e sprechi di pubbliche risorse”.
“A nostro avviso – continua quindi Longo – l’unico pericolo per il nostro paesaggio e per il nostro futuro è l’atteggiamento miope e preconcetto di quei soggetti il cui impegno è volto unicamente a creare disinformazione e comitati del no, ostacolando l’utilizzo intelligente delle nostre risorse naturali, accettato e sviluppato ovunque, ma in eterno ritardo da noi.
Solo una domanda sarebbe da fare a questi signori per evidenziare quanto strumentali e senza contenuto siano le loro affermazioni: come pensano di risolvere oggi, nel luglio 2009, ad approvazione già avvenuta del Pacchetto Energia Clima da parte dell’Unione Europea con precisi obiettivi vincolanti per tutti i Paesi al 2020, la questione della sostenibilitá della produzione di energia in Italia senza fare ricorso anche all’importante contributo della fonte eolica?.
“E’ giunto il momento che il Governo, attraverso i ministeri e le istituzioni preposte, faccia chiarezza una volta per tutte sulla priorità di politiche di sviluppo delle rinnovabili, – conclude Longo – assumendo una posizione chiara e referenziata per confutare assurde teorie che creano solo ritardi ai progetti e incertezza nello sviluppo di una industria che in altri paesi sta contribuendo alla risoluzione della crisi ambientale ed economica”.

Gli ambientalisti

Le associazione ambientaliste tra cui Greenpeace o enti come l’Ises non hanno fatto attendere la loro risposta:

Parco Eolico

Parco Eolico

‘‘Per il settore elettrico italiano, dire che l’eolico produca briciole di energia è del tutto sbagliato. Gli obiettivi europei al 2020 prevedono, per il settore elettrico in Italia, un incremento della produzione da fonti rinnovabili di 50-54 TWh (miliardi di kWh). Il potenziale dell’eolico al 2020, limitato dai criteri ambientali definiti da un protocollo tra produttori e associazioni ambientaliste, è di 16 GW per una produzione totale di 27 TWh. In sostanza, circa metà dell’obiettivo al 2020 si può coprire con l’eolico. Il resto può venire dal solare fotovoltaico, dall’uso sostenibile delle biomasse, dal geotermoelettrico, dall’espansione del mini-idroelettrico”.
“Nessuna fonte energetica rinnovabile da sola è decisiva – spiegano le associazioni – la strategia deve necessariamente comporre un mosaico di fonti, e l’eolico è proprio la fonte che da sola può dare le maggiori quantità di elettricità senza emissioni di CO2’‘.

Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia
‘‘L’eolico non produce emissioni, non produce scorie e non determina modifiche irreversibili del paesaggio. Attaccare l’eolico significa di fatto attaccare gli obiettivi europei e non aver capito che il cambiamento del clima e’ l’emergenza ambientale del secolo’ – ha dichiarato – L’atteggiamento antieolico preconcetto e infondato è ambientalmente inaccettabile, mentre la casa brucia, a causa del riscaldamento globale, qualcuno anzichè portare l’acqua per spegnere il fuoco si preoccupa se qualche goccia casca sul tappeto.

Legambiente

Parco Eolico

Parco Eolico

“Coloro che boicottano lo sviluppo dell’eolico non fanno l’interesse del Paese nè quello dell’ambiente. Piuttosto sembrano agire per quello delle lobby del carbone e del nucleare, fonti che non aiuteranno certo l’Italia a ridurre inquinamento e CO2 e a rispettare gli impegni presi nello lotta al mutamento climatico”. Questa la replica di Legambiente alle accuse della Coldiretti e delle altre associazioni, contro il concetto che l’energia eolica rappresenti un elemento di devastazione del paesaggio nazionale.
“E’ stupefacente che, mentre in tutto il mondo ci si confronta sui cambiamenti climatici per capire le conseguenze di un aumento delle temperature dovuto alla crescita dei gas serra e si cerca di trovare un accordo internazionale che impegni i Governi a ridurre le emissioni e a condividere tecnologie e soluzioni – sottolinea la nota di Legambiente – qualcuno in Italia faccia la guerra all’eolico, praticamente la fonte che a livello mondiale è in maggiore e costante crescita (+22% di crescita annua) e che in molti Paesi europei è già un pezzo importante degli approvvigionamenti elettrici come in Danimarca ( 20), Spagna (12), Portogallo (9) e Germania (7)”. A chi sostiene che l’eolico non serve perchè produce poca energia, Legambiente ricorda che secondo l’ultimo rapporto di Terna nel mese di maggio la produzione di energia elettrica dall’eolico in Italia è aumentata del 12,3% rispetto al 2008 e che ha oramai ampiamente superato quella da geotermia.

Gli Ecodem

‘‘Incredula’‘ anche la reazione degli Ecodem che, attraverso le parole del coordinatore delle iniziative politiche dell’associazione Francesco Ferrante, giudicano ‘‘davvero fuori luogo’‘ l’incontro svoltosi stamane su iniziativa di Coldiretti.
‘‘E’ falso che l’eolico sia necessariamente devastante per il nostro paesaggio. Anzi – spiegano gli Ecodem – i protocolli di intesa che le associazioni ambientaliste, quelle davvero rappresentative da Legambiente a Greenpeace, hanno siglato in questi anni con le imprese del vento sono lì a dimostrare il contrario e che cioé è possibile inserire le pale eoliche nel rispetto del paesaggio’‘.

Fonte: Rinnovabili.it

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